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Sanità | 16 luglio 2022, 07:00

Regaliamo la salute ai nostri figli!

I consigli di Nutrigenomica di Simona Oberto

Regaliamo la salute ai nostri figli!

Marco, 10 anni. E’ passata quasi mezz’ora da quando la mamma gli ha detto di fare i compiti. Con una mano si sorregge il capo, mentre guarda, sconsolato, il quaderno di matematica. Deve risolvere un problema. Lo legge e lo rilegge, ma proprio non riesce a trovare la soluzione. Eppure, la maestra, la mattina a scuola, aveva spiegato bene tutti i passaggi. Marco sospira e guarda la mamma Lucia, intenta a rassettare la cucina: “Mamma, ma perché devo andare a scuola? Perché devo imparare a scrivere, leggere, fare i calcoli? Cosa mi serve imparare a memoria le poesie, studiare la storia, la geografia e le scienze?”. Lucia gli sorride, si avvicina e lo accarezza: “Tesoro, studiare, ragionare e memorizzare sono un ottimo allenamento mentale. Tutte queste nozioni saranno le basi della tua cultura personale. Un grande bagaglio che ti permetterà, se ti impegnerai, di scegliere la tua vita professionale, di inserirti nella società e, nel tempo, crearti una famiglia”.

Brava Lucia! Ottima risposta, ma a mio parere manca una motivazione essenziale. E’ vero, fin da bambini ci viene insegnato a leggere, scrivere, a fare di conto. Ci vengono insegnate materie specifiche, scientifiche o letterarie, tecniche o artistiche, poi, conseguiamo diplomi o lauree che ci permetteranno di “entrare”, più o meno preparati, nel mondo del lavoro, ma, se ci pensate, nessuno ci insegna a prenderci cura di noi stessi. Secondo me, manca un “materia” molto importante, che dovrebbe fare parte del percorso di studi fin dalle elementari: l’educazione alla salute! Si parla poco di salute, di come conquistarla e di come mantenerla! Pochissime persone vivono uno stile di vita salutare che permette al loro organismo di esprimersi al massimo delle sue prestazioni psicofisiche. Tutto ruota intorno alla malattia. Siamo troppo concentrati sui sintomi e “felici” di metterli a tacere con la “pilloletta chimica” che ci portiamo sempre in borsa. E questo perché? Perché nessuno ci dice che è possibile vivere in salute. Quasi mai, conosciamo le vere cause delle nostre patologie e del perché i nostri organismi si ammalano!

Pensate una società in cui i nostri figli, fin dalla fanciullezza, dovessero seguire 3-4 ore alla settimana di una nuova materia: educazione alla salute! Che bello! Piccoli bimbi che crescono “educati” al rispetto di sé stessi e del mondo che li ospita. Conoscerebbero la giusta alimentazione e la pericolosità di alcuni additivi introdotti nel nostro cibo; quanto è importante una adeguata attività fisica; quanto effettivamente lo stress può influenzare il loro equilibrio psicofisico, anche se giovanissimi; quanto le droghe sono pericolose per il loro sviluppo cerebrale. Crescerebbero sapendo come proteggersi e come potenziare il loro organismo. C’è stato un tempo, nell’antica Grecia, in cui esisteva una attenzione particolare nei confronti di tutto ciò che poteva garantire salute e benessere.

Prendersi cura di sé era un precetto fondamentale, che veniva insegnato fin dalla giovanissima età e che permetteva di crescere con una condotta personale buona ed equilibrata. La salute era uno stile di vita! Il cibo, l’aria e l’acqua erano preservati perché elementi della Natura, indispensabili per la salute psicofisica. Ci si preoccupava di portare nutrimento non solo al corpo, ma anche alla mente, sposando il concetto olistico di equilibrio psicofisico! La persona era considerata un individuo unico, completo, in grado di migliorarsi e crescere nella consapevolezza. Possiamo dire la stessa cosa dei nostri figli? La maggior parte sta crescendo nell’odierna cultura alimentare delle “merendine spazzatura”.

Giornalmente sono bombardati da pubblicità di “cibo zuccheroso” che quasi sempre finisce nel loro zainetto o nella loro dieta quotidiana. Quante volte mi è capitato di rivalutare i loro pasti perché costituiti prevalentemente da zuccheri: bibite zuccherate, dolcetti di ogni genere, farine raffinate, prodotti confezionati a lunga conservazione…pochissimi alimenti freschi come la frutta e la verdura di stagione, pochissimi grassi buoni, proteine nobili e fibra. L'industria alimentare induce i bambini a sviluppare una predilezione per i sapori dolci fin dalla più tenera età.

Il problema è che i dolciumi, le bevande dolcificate o a base di Cola e gli snack ricchi di additivi chimici sono diventati un “premio” per il buon comportamento, come una sorta di ricatto emotivo: “Se fai il bravo, ti compro quella merenda (dolce) che ti piace tanto”. Nulla di più deleterio, perché il bambino imparerà ad associare questi alimenti iper-zuccherosi alle situazioni piacevoli e anche da grandi continueranno a premiarsi in questo modo. C'è da dire che dietro alle abitudini alimentari sbagliate dei bambini si nasconde, non solo una diseducazione alimentare della famiglia, ma anche una loro profonda crisi psicoemotiva: l'infanzia dovrebbe essere un periodo della vita felice, sereno, spensierato, una fase di apprendimento, di giochi, di divertimento. Ma, oggigiorno, non è più così per molti bambini.

I nostri figli stanno vivendo tutte le nostre paure, stanno immagazzinando “tossine” fisiche ed emozionali. Sono del tutto privi di punti di riferimento ed esempi a cui ispirarsi. Principi importanti come la famiglia, il rispetto, l’educazione, la condivisione non esistono quasi più. Non è un caso che siano in netto aumento, anche tra i più piccoli, disturbi come l’iperattività, il deficit di attenzione, le difficoltà di apprendimento o patologie come l’autismo e la depressione. Un numero sempre maggiore di bambini ha problemi a comportarsi in modo adeguato e a socializzare. Tantissimi, i bambini affetti da dislessia e disfrasia.

Il disturbo iperattivo di deficit dell'attenzione (ADHD) viene diagnosticato sempre più spesso. Esso comprende una categoria generica in cui si fanno rientrare i bambini con diversi problemi: scarsa coordinazione motoria, sbalzi di umore, reazioni emotive inappropriate, depressione, affaticamento, problemi digestivi, difficoltà a scrivere, a leggere, a concentrarsi, scarsa coordinazione, disturbi della percezione visiva. Se ci pensate, tutte alterazioni patologiche che hanno in comune il cervello. Ebbene, voi non avete idea quanto una alimentazione squilibrata possa influire sulla salute di quest’organo così complesso. La verità è che la nutrizione ha un fortissimo impatto sullo sviluppo cerebrale del bambino, fin dalla sua vita prenatale. Purtroppo, nei pasti dei nostri bimbi mancano la maggior parte dei nutrienti importanti per il loro sviluppo cerebrale, come i grassi essenziali, le vitamine liposolubili, quelle del gruppo B, la fibra, gli antiossidanti e minerali come lo zinco.

Questi i nutrienti, indispensabili anche per la salute dell'apparato digerente, sono scomparsi e hanno lasciato il posto agli zuccheri delle farine raffinate, ai grassi idrogenati, alle proteine modificate, ai conservanti e agli additivi chimici. Un abbinamento molto deleterio, per la merenda dei vostri figli, è: zuccheri sintetici, sostanze eccitanti e grassi idrogenati o trans. Abitudine molto più diffusa di quello che potete immaginare! Basta dare loro una merendina o altro dolcetto, magari con un succo di frutta confezionato o con una bevanda addizionata di zuccheri o di Cola. Le bevande a base di Cola sono particolarmente dannose perché contengono caffeina, una sostanza che dà assuefazione. Mi sembra un paradosso che per fumare e bere alcolici bisogna aspettare di essere maggiorenni, mentre per assumere caffeina no, tanto che è aggiunta, senza alcuna limitazione, nelle bevande reclamizzate per bambini che ancora non sanno leggere. Torniamo al discorso dell’iperattività e deficit di attenzione dei bambini.

Quanto può essere salutare introdurre nella loro dieta alimenti ricchi di additivi e di conservanti, di sostanze eccitanti e pro-infiammatorie? I bambini più che mai hanno bisogno di avere un intestino sano e un cervello ben nutrito. Provate ad introdurre nei loro pasti alimenti ricchi di acidi grassi essenziali, e noterete, fin da subito, un netto miglioramento sia a livello comportamentale che dell’apprendimento. Il problema è che molti bambini sono in disbiosi non diagnosticata, né tanto meno curata. Questa condizione patologica va a compromettere la loro digestione e il loro assorbimento dei nutrienti. Infatti, le carenze vitaminiche sono molto diffuse tra i ragazzi. Come, ad esempio, la carenza di vitamina A (retinolo), indispensabile per la vista e per la produzione di cellule sane a livello intestinale e cerebrale.

Questa vitamina è presente nel tuorlo d’uovo, nel pesce e nell'olio di fegato di merluzzo. In molti alimenti di origine vegetale sono contenuti invece i carotenoidi, precursori della vitamina A: frutta e verdura di colore rosso, giallo e arancione (albicocche, carote, anguria, frutti di bosco, pomodori). Ma quanti bimbi consumano quotidianamente questi alimenti? Vi ricordo che un deficit di vitamina A, nel tempo, può andare a compromettere la digestione e favorire le allergie, ma può influenzare negativamente anche lo sviluppo del cervello e della vista. Stessa cosa dicasi della vitamina D o degli Omega 3. Allora, non dovrebbe mai mancare nella dieta dei vostri figli un adeguato consumo di pesce (almeno due o tre volte a settimana); una porzione al giorno di semi oleosi aggiunti a qualche pietanza; verdure di stagione e frutta fresca. Provate a sostituire le bevande zuccherate con succhi di frutta freschi diluiti con acqua gasata per renderli più sfiziosi o con spremute d’arancia o con del succo di ananas.

Sostituite i cereali raffinati con quelli integrali senza zucchero, potete addolcirli con l’aggiunta di frutti di bosco o con un po' di uvetta. Gli spuntini migliori sono sicuramente a base di frutta fresca che donerà loro tanta energia da consumare sul momento. Abituate i vostri figli a mangiare verdura, anche cruda, in ogni pasto, usando trucchetti per renderla più appetitosa: insalate di datterini gialli (buonissimi e dolci come delle caramelline) con carote tagliate a julienne e cubetti di pollo; patate cotte al forno con la buccia e condite con olio extravergine di oliva spremuto a freddo e un po' di prezzemolo; polpettine di zucchine, ricotta e zafferano; crocchette di baccalà e spinaci. Evitate di chiudere i loro pasti con il dolce, anche se fatto in casa, perchè il bambino tenderà a mantenere questa abitudine anche da adulto. Sostituite i dolci, ad esempio, con le bacche di Goji o con un estratto fresco di uva o di mela o con dei datteri. I bambini sono molto ricettivi e si abituano facilmente ai cambiamenti. Certo, hanno bisogno del buon esempio in famiglia. Basta “educarli” alla salute. Questo è, a mio parere, il più bel regalo che potete fare ai vostri figli: educarli fin da piccoli alla salute alimentare, perché possano vivere da adulti “sani”!

Redazione

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