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Economia e lavoro | 26 febbraio 2023, 11:30

Il buon cibo piemontese alza la guardia: "Non solo grilli, ma anche cibi sintetici, attacchi al vino e semafori alimentari"

Dino De Santis (Confartigianato Torino): "Quattro minacce per le eccellenze del Made in Italy. Forte preoccupazione per gli artigiani piemontesi in relazione alle proposte dell'UE"

piatto di cibo

Il Piemonte teme per il futuro dei propri prodotti tipici con le nuove indicazioni che provengono dalla Ue

L’Unione Europea torna ad occuparsi di prodotti alimentari e, come sempre, lo fa attraverso le lenti delle multinazionali a discapito delle produzioni artigianali italiane. E gli artigiani piemontesi cominciano a preoccuparsi: “Sono ben quattro i fronti aperti - sottolinea Dino De Santis, presidente di Confartigianato Torino - la proposta dell'Unione Europea di introdurre insetti nei nostri piatti (già 4 i “novelfood” ammessi: le larve del verme della farina, le locuste, i grilli e le larve del verme della farina minore), l’apertura agli alimenti sintetici, l'utilizzo del semaforo alimentare (nutriscore) ed infine il recente via libera all'Irlanda di adottare sugli alcolici, compreso il vino, l’etichetta con scritto “Nuoce gravemente alla salute””.

C’è molta preoccupazione nel settore alimentare artigiano piemontese e nel suo indotto -afferma De Santis – per alcune proposte che rappresentano nuove sconcertanti trovate dell'Unione europea per ammazzare le eccellenze del Made in Italy e dare il colpo di grazia ai nostri agricoltori ed artigiani del cibo, il tutto in nome di fasulle ideologie 'salutiste' e 'green' che si vogliono imporre ai nostri consumi alimentari, non solo a discapito delle tradizioni, ma senza avere alcuna consapevolezza delle gravi conseguenze economiche oltre che culturali di tali decisioni. Voglio ricordare che son ben 17 i prodotti piemontesi DOP e IGP”.

Di fronte a questi numeri - prosegue il presidente - è fondata la nostra preoccupazione che queste proposte finiscano per penalizzare una delle nostre principali ricchezze, ovvero i prodotti tradizionali (DOP, IGP e STG) e la sapienza delle comunità alimentari italiane di artigiani e contadini. Per questo ci opporremo con tutti i mezzi all'idea di "novelfood" fatto di insetti e cibi sintetici che, ritengo in contrasto con gli standard igienici e i controlli voluti dall'Unione Europea”.

Inoltre - conclude De Santis - temo che queste proposte rappresentino una vera e propria offensiva contro la biodiversità del cibo e delle tradizioni alimentari in particolare del nostro Paese. Per questo chiediamo che la Regione Piemonte e il Governo italiano si uniscano a noi per tutelare i prodotti del nostro territorio e il Made in Italy”.

Intanti Coldiretti Torino accoglie con preoccupazione la notizia che proprio dal capoluogo subalpino potrebbe partire la panificazione commerciale con farina di insetti polverizzati. "Non sono la sperimentazione e la conoscenza a spaventarci – ci tiene a precisare Bruno Mecca Cici, presidente di Coldiretti Torino - Il mondo agricolo torinese è carico di innovazione e lavora ogni giorno a stretto contatto con la ricerca scientifica come dimostrano i numerosi progetti in corso tra l’Università di Torino e le aziende agricole. Nemmeno ci spaventa l’entomologia. Gli agricoltori conoscono bene gli insetti: ci hanno a che fare tutti i giorni. Nessun agricoltore prova ribrezzo nell’osservarli, nel maneggiarli e nel cercare di capire come può difendersi dagli attacchi dei parassiti, vecchi e nuovi che il cambiamento climatico porta con sé".

"Ed è proprio da questo approccio disincantato e non modaiolo che ci sentiamo di esprimere le nostre riserve sulla diffusione dei derivati proteici da insetti nell’alimentazione dei torinesi", conclude Mecca Cici. "Le esperienze con insetti lasciamole ai nostri viaggi esotici: il nostro pane profumato, dalla crosta croccante semplice e nutriente è quello che vogliamo tramandare anche alle giovani generazioni".

comunicato stampa

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