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Sanità | 29 giugno 2022, 11:31

Lotta alla fibrillazione atriale: al Mauriziano un intervento unico al mondo salva la vita a un 56enne

L'operazione, eseguita dal dottor Stefano Grossi, rappresenta una novità assoluta per il trattamento della patologia e che punta ad abbattere il rischio ictus

intervento combinato mini-invasivo

Per la prima volta al mondo, al Mauriziano intervento rivoluzionario salva la vita ad un paziente 56enne

Nei giorni scorsi - per la prima volta al mondo - è stato eseguito dal dottor Stefano Grossi un intervento rivoluzionario ed innovativo per il trattamento della fibrillazione atriale. Un paziente torinese di 56 anni è stato sottoposto ad ablazione della fibrillazione atriale eseguita sia dall'interno sia dall'esterno del cuore, insieme a una legatura non chirurgica dell’auricola sinistra, presso la Cardiologia dell'ospedale Mauriziano (diretta dal dottor Giuseppe Musumeci).

Per la prima volta al mondo

La fibrillazione atriale affligge milioni di italiani. Si può calcolare che solo a Torino e provincia di registrino circa 1000 nuovi casi ogni anno e che la diffusione della malattia sia destinata ad aumentare essendo legata all’invecchiamento della popolazione. Essa produce sintomi sotto forma di batticuore, difficoltà  di respiro, facile affaticamento, può dare origine ad una insufficienza cardiaca ed è legata ad un rischio aumentato di ictus cerebrale, di cui è causa nel 20% dei casi. E’ noto inoltre che l’aritmia può essere responsabile di decadimento cognitivo di grado variabile fino alla demenza.  

Evitato al paziente il rischio di un ictus

Il paziente operato al Mauriziano, affetto da fibrillazione atriale refrattaria a terapia ablativa convenzionale, presentava un rischio elevato tromboembolico, ma non poteva assumere farmaci anticoagulanti né antiaggreganti a lungo termine per non rischiare sanguinamenti.  

E’ stata quindi eseguita una ablazione della fibrillazione atriale sia tradizionale che attraverso la superficie esterna del cuore, mediante un approccio mini-invasivo non chirurgico. La procedura è stata effettuata in corso di sedazione superficiale.

La combinazione delle due tecniche, utilizzata per la prima volta al mondo, ha consentito di ripristinare un regolare ritmo cardiaco ed abbattere sensibilmente il rischio di ictus cerebrale.

Paziente dimesso dopo appena due giorni

Il decorso dell’intervento è stato regolare ed il paziente è stato dimesso dopo soli due giorni asintomatico senza complicazioni.

redazione

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