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Economia e lavoro | 19 ottobre 2026, 11:20

La BCE aumenta i tassi di interesse e i prestiti bancari alle PMI piemontesi scendono del 3,8%. Confartigianato: "Frenano gli investimenti e l'innovazione"

Il presidente di Confartigianato Imprese Piemonte Giorgio Felice: "Scelta della BCE recessiva ed esecrabile ma in linea col costrutto comunitario"

La BCE aumenta i tassi di interesse e i prestiti bancari alle PMI piemontesi scendono del 3,8%. Confartigianato: "Frenano gli investimenti e l'innovazione"

L’aumento dei prezzi dell’energia sta spingendo al rialzo l’inflazione, i tassi di interesse e le curve dei rendimenti. Per contrastare la spinta dei prezzi, la BCE ha deciso due rialzi dei tassi di riferimento, a giugno e a settembre, ciascuno di 25 punti base. Il nuovo rialzo di 25 punti base aggiunge pressione sulle imprese, in particolare sulle micro e piccole aziende, che stanno già facendo i conti con una contrazione dei finanziamenti.

A giugno 2026 la dinamica trimestrale dei prestiti bancari alle PMI del Piemonte registra - 3,8%.

Tra le maggiori regioni le contrazioni dei prestiti alle piccole imprese più contenute rispetto alla media si osservano in Lombardia (-1,5 %), in Sicilia (-2,6%), in Campania (-3,0%), nel Lazio (-3,1%) e in Puglia (-3,4 %) mentre le flessioni più marcate sono quelle di Toscana (-6,1%) e Veneto (-4,9%). Tra le altre regioni le diminuzioni più ampie si osservano per Valle d’Aosta (-9,1%), Marche (-6,6%) e Liguria (-5,7%).

 “Il nuovo rialzo dei tassi BCE arriva in un momento particolarmente delicato per le nostre imprese – sottolinea Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte –. Il nuovo ciclo di politica monetaria restrittiva rischia di determinare un ulteriore inasprimento del costo del credito alle imprese che già ad agosto 2026 è pari al 3,85%, stabile rispetto al 3,86% di luglio e in aumento di 36 punti base rispetto al precedente minimo di 3,49% di marzo 2026 e superiore di 222 punti base a quello del giugno 2022. Il dato sul credito ci dice che le PMI piemontesi stanno già subendo una contrazione dei finanziamenti. Questa misura è recessiva ed esecrabile ma non sorprende: è perfettamente in linea col tenore del costrutto comunitario”.

“Il credito continua a crescere per il sistema produttivo nel suo complesso, - continua Felici - mentre si riduce per le piccole imprese, che rappresentano la componente più numerosa e diffusa del tessuto imprenditoriale italiano. Si delinea un effetto asimmetrico della restrizione monetaria, che penalizza maggiormente le micro e piccole imprese, alle prese con l’aumento del costo del credito e la riduzione dei prestiti. I nuovi rialzi dei tassi decisi dalla BCE rischiano di accentuare queste difficoltà, frenando gli investimenti proprio in una fase in cui è necessario accelerare i processi di innovazione e per rafforzare la produttività e la competitività delle imprese.” 

Le differenze territoriali nella dinamica del credito risultano particolarmente accentuate. È largamente diffusa una performance peggiore delle piccole imprese rispetto al complesso delle imprese, riscontrata in diciannove casi su ventuno. 

“Guardiamo, inoltre, con preoccupazione ai dati nazionali che certificano un rallentamento proprio sul fronte degli investimenti in macchinari – aggiunge Felici - nel secondo trimestre del 2026 sono diminuiti del 2,3% rispetto al trimestre precedente e sono cresciuti solo dell’1,2% su base annua, in forte decelerazione rispetto al +6,4% del primo trimestre”.

“È perfettamente inutile - conclude Felici - la retorica sull’innovazione, sulla produttività e sulla sostenibilità quando si alzano i tassi per chiudere i rubinetti del credito e fare tabula rasa di piccole e medie imprese. Occorre un cambio radicale di costrutto, a monte, mettendo fortemente in discussione un assetto comunitario che non fa che impoverire la società, mettere in difficoltà le imprese e vessare i cittadini.”.

c.s.

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