Dieci punti dopo 5 giornate, frutto di 3 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta, con 8 gol segnati e 4 subiti. Alla sosta di settembre la Juventus di Luciano Spalletti è settima, a tre lunghezze dal terzetto di testa formato da Roma, Inter e Lazio, fermo a quota 13. Numeri discreti, accompagnati però da giudizi contrastanti su una squadra che ha alternato prestazioni convincenti a passaggi a vuoto. Ma alla vigilia del torneo la formazione bianconera non era certamente considerata la favorita per il titolo, invece indicata dai palinsesti per le scommesse riguardanti la Serie A come una delle principali candidate alla conquista di un posto in Champions League insieme a Napoli, Roma, Milan e Como. Ora dopo le prime giornata questo pronostico resta in piedi, anche perché lo scorso anno la Juve era rimasta fuori dalle prime quattro per un soffio: quinta con 71 punti, a pari merito con il Como.
Il cammino fin qui
Le prime due uscite stagionali hanno portato sei punti: il 23 agosto l'1-0 di Frosinone firmato da Bremer, il 29 agosto il 2-0 al Parma con i gol di Nico González e Koopmeiners. Il 6 settembre è arrivato l'1-1 con il Milan, con il pareggio di Gatti al 92' dopo il vantaggio rossonero di Cisse. Il 13 settembre, invece, è arrivata la sconfitta a Reggio Emilia contro il Sassuolo: neroverdi avanti al 65' con Esposito, rimonta bianconera temporanea con la doppietta di Zhegrova (82' e 91') fino ai gol di Bowie all'89', e di di Adzic al 94' per il 3-2 definitivo. La risposta è arrivata però il 20 settembre con il 2-0 all'Atalanta, deciso dai gol di Francisco Conceição al 28' e di Bremer al 77'.. Il tabellino ufficiale pubblicato dalla Juventus il 13 settembre 2026 conferma la sequenza: Esposito al 65', Zhegrova all'82' e al 91', Bowie all'89' e Adžić al 94'. Una partita così spezzata nel finale evidenzia bene quanto la squadra debba ancora trovare continuità e controllo nei momenti decisivi.
I punti di forza
A questo punto, in una Juve che punta al vertice ma inciampa ancora un po’ è bene capire quali sono i punti di forza e le note negative della squadra allenata da Luciano Spalletti. Senza dubbio la nota più lieta la si può vedere in Gleison Bremer: due gol in cinque partite per il centrale brasiliano, decisivo sia a Frosinone sia contro l'Atalanta. Oltre ad essere il leader della fase difensiva bianconera, sempre presente e sul pezzo. Ma è da apprezzare anche il lavoro sugli esterni dove, nonostante l'assenza di Yildiz per infortunio, ritroviamo Zhegrova che ha già segnato due reti e Nico González, rientrato alla base con la voglia di dimostrare di essere fatto per la Juventus e decisivo contro il Parma quando una sua rete ha sbloccato la gara. Tra gli addetti ai lavori c'è poi chi apprezza la flessibilità di Spalletti: partito dal 4-2-3-1, il tecnico ha modificato l'assetto in corsa per adattarsi agli uomini disponibili.
Le debolezze
I problemi, però, non mancano, a partire da un mercato che ha cambiato tanto. Kerim Alajbegović è arrivato dal Bayer Leverkusen per 32 milioni, più 5 di bonus. Randal Kolo Muani è stato acquistato a titolo definitivo dal PSG per 38 milioni, più 3,2 di oneri e fino a 12 di bonus e non sta per nulla performando come ci si aspettava. Poi c ‘è Jeff Ekhator, arrivato dal Genoa per 16,4 milioni, mentre Nick Woltemade è arrivato dal Newcastle in prestito secco per 2,8 milioni. Interessante ma ancora un’incognita la figura di Pape Matar Sarr dal Tottenham, in prestito per 2,5 milioni con riscatto fissato a 27,5 e di Kamil Grabara dal Wolfsburg, anche lui in prestito.
Tanti volti nuovi da integrare in fretta perché nelle prime 5 giornate Spalletti ha schierato in media più di sette nuovi innesti a partita, anche a causa di un'infermeria affollata. Il centrocampo ha pagato gli stop di Locatelli e Thuram, in attacco manca ancora un centravanti di riferimento, con Woltemade che tende ad abbassarsi e Kolo Muani ancora a secco, e la coppia Bremer-Lucumí deve trovare automatismi.
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