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Top News | 12 agosto 2026, 14:30

Fucino Digital, con IT-Wallet è iniziato il percorso per la cittadinanza digitale

Fucino Digital, con IT-Wallet è iniziato il percorso per la cittadinanza digitale

ROMA (ITALPRESS) - "Con i decreti pubblicati nell'estate 2026, l'IT-Wallet, il portafoglio digitale dei cittadini italiani, esce dalla dimensione sperimentale e assume il profilo di una vera infrastruttura nazionale della fiducia digitale. Il passaggio è rilevante non solo per la Pubblica amministrazione, ma soprattutto per banche, intermediari finanziari, operatori dei pagamenti e imprese di servizi essi sia di trasporti che pubblica utilità, chiamati a integrare nei propri processi identità, attributi certificati e credenziali verificabili del cittadino, per una autenticazione certa". E' quanto emerge dal nuovo studio di Fucino Digital, realizzato da Gianluca Duretto, docente dell'Università degli Studi Internazionali di Roma (UNINT) e fintech senior advisor.Il modello italiano, si legge, è di tipo federato: accanto al wallet pubblico potranno operare wallet privati, emittenti di credenziali, fonti autentiche, verificatori e aggregatori. La regia resta pubblica. AgID presidia registrazione e vigilanza; IPZS gestisce il Registro IT-Wallet e il rilascio del PID, l'attestazione elettronica dei dati identificativi; PagoPA è responsabile del wallet pubblico. La radice dell'identità resta così sotto controllo pubblico, mentre il mercato può competere sui servizi, sull'esperienza utente e sui modelli distributivi.Per il settore finanziario, la vera discontinuità è il passaggio dalla logica documentale a quella delle credenziali verificabili. Oggi una banca acquisisce documenti, certificati e dichiarazioni che devono essere controllati, aggiornati e archiviati. Con il wallet, il cliente può invece presentare un attributo certificato direttamente dalla fonte, consentendo al verificatore di controllarne validità e provenienza senza ricostruire ogni volta l'intera catena documentale. E' un'evoluzione che può incidere su onboarding, KYC, aggiornamento anagrafico, deleghe, accesso al credito e prevenzione delle frodi.Il valore, sempre secondo lo studio, non è solo operativo. La divulgazione selettiva consente di condividere esclusivamente l'informazione necessaria: la maggiore età senza trasferire l'intera data di nascita, oppure la residenza in un territorio senza produrre il certificato completo. E' un principio che riduce il trattamento dei dati e può migliorare insieme efficienza, sicurezza e conformità.Anche il rapporto con i pagamenti è strategico. Identità, autenticazione e pagamento stanno convergendo. Il wallet può diventare il livello fiduciario su cui costruire esperienze più semplici e sicure, collegando il soggetto che opera, il titolo con cui agisce e il servizio finanziario richiesto. Per le banche, la questione è anche competitiva: limitarsi al ruolo di verificatore può bastare sul piano tecnico, non necessariamente su quello strategico. Chi saprà integrare identità, pagamenti, credenziali e relazione con il cliente potrà presidiare una parte più ampia della catena del valore.Sempre secondo lo studio, "restano però alcuni nodi aperti. Il primo è il modello economico: i servizi essenziali dovranno essere gratuiti per il cittadino, ma devono ancora essere definiti servizi remunerabili, tariffe, contributi degli operatori e criteri di remunerazione per incentivare l'utilizzo da parte di tutti gli operatori interessati delle credenziali dei wallet così da incentivare anche una reale "gamification" nel sistema che ne garantisca nel futuro un suo sviluppo virtuoso e sostenibile. Il secondo nodo aperto ad oggi, riguarda responsabilità e rischi: chi risponde in caso di dato errato della fonte autentica, credenziale non aggiornata, compromissione del wallet o richiesta eccedente da parte del verificatore? Per ultimo sottolineiamo un quesito, riguarda specifiche tecniche e piena interoperabilità europea, indispensabili per evitare frammentazioni nazionali e garantire il riconoscimento transfrontaliero previsto dall'EUDI Wallet, il portafoglio digitale europeo, la cui piena attuazione è attesa nel 2027".Per il sistema bancario, attendere che ogni dettaglio sia definito "sarebbe un errore. E' già il momento di individuare i casi d'uso a maggiore valore, progettare l'integrazione con sistemi KYC, CRM, antifrode e compliance e definire una governance del dato coerente con i principi di minimizzazione. L'IT-Wallet non è un nuovo canale digitale, ma una vera infrastruttura della fiducia, destinata a cambiare il modo in cui identità, dati e fiducia vengono gestiti nei servizi finanziari e non solo, in un nuovo concetto di fiducia più ampia. La cittadinanza digitale - conclude lo studio - entra così in una fase nuova: meno documenti da scambiare, più informazioni verificabili, maggiore controllo da parte dell'utente e una competizione che si sposterà sulla qualità dei servizi costruiti sopra questa infrastruttura".- foto ufficio stampa Banca del Fucino -(ITALPRESS).

Agenzia Italpress

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