“Costruire una collezione pubblica oggi significa molto più che custodire un patrimonio. Significa mantenerlo vivo, rinnovarne continuamente il racconto e metterlo in relazione con le domande del presente attraverso nuove produzioni, riallestimenti e acquisizioni, ma anche saper far nascere una collezione, facendo da garante tra artista e istituzione, assumendosi la responsabilità di un bene pubblico e continuando, al tempo stesso, a disegnare nuovi percorsi.”
Francesca Lavazza, Presidente
“Commissionare nuove opere e conservare il patrimonio sono due espressioni della stessa responsabilità pubblica, non due attività distinte. Da una parte il Museo produce il presente; dall’altra custodisce la memoria affinché continui a generare futuro.”
Francesco Manacorda, Direttore
La stagione autunnale del Castello di Rivoli si sviluppa proprio lungo questa idea, intrecciando più interventi complementari che definiscono una nuova fase del percorso espositivo: la terza edizione di Inserzioni, il programma di commissioni ideato da Francesco Manacorda; il nuovo riallestimento della Collezione dedicato all’Arte povera; una sala di Giulio Paolini in memoria del collezionista Gino Viliani; una nuova edizione di Il Castello Incantato con una sala in omaggio a Remo Salvadori; e la presentazione delle opere vincitrici del Premio Piero Siena 2026. Progetti differenti che condividono un’unica visione: quella di un museo nel quale la Collezione non rappresenta un punto di arrivo, ma uno spazio di ricerca in continua trasformazione.
INSERZIONI | Il museo come luogo di produzione
Primo e secondo piano, Edificio Castello
dal 25 settembre
Giunta alla sua terza edizione, Inserzioni conferma il proprio ruolo di laboratorio permanente del Castello di Rivoli. Pensato per invitare artisti contemporanei a confrontarsi con l’architettura incompiuta del Castello e con il percorso della Collezione, il progetto trasforma periodicamente le sale del Museo in una mostra in costante evoluzione.
Le nuove commissioni di Haris Epaminonda, Christelle Oyiri e Sung Tieu affrontano alcune delle questioni più urgenti della contemporaneità: la migrazione delle persone e delle forme culturali, il rapporto tra architettura e costruzione dell’identità, la memoria come materia attiva del presente e le strutture invisibili che regolano la società globalizzata. Pur attraverso linguaggi profondamente differenti, le tre artiste condividono una riflessione sullo spazio come dispositivo culturale e politico. La casa, il museo, l’architettura diventano luoghi nei quali si sedimentano appartenenze, gerarchie, ricordi e forme di potere.
Per Haris Epaminonda, il Castello diventa un portale che mette in dialogo la sala sontuosamente decorata di Juvarra con Casa Mollino, rivelando corrispondenze inaspettate tra due modi radicalmente diversi di costruire lo spazio come rappresentazione dell’identità e, attraverso la frammentazione, aprendolo a molteplici letture e narrazioni.
La nuova opera commissionata a Sung Tieu, un’installazione site-specific realizzata per il Castello di Rivoli, indaga sulle forze che plasmano la memoria collettiva e il senso di appartenenza. Attraverso un intervento architettonico, l’opera riflette su come le storie siano radicate negli spazi, nelle strutture e nell’esperienza vissuta.
Utilizzando la Piramide di Memphis sia come protagonista che come monumento, Christelle Oyiri ripercorre il destino dei simboli nel cinema, nella scultura e nelle installazioni. Il suo lavoro segue la trasformazione delle architetture sacre in spettacolo commerciale, interrogandosi su come la fede riesca a sopravvivere alle fratture storiche mutando continuamente attraverso la musica, la cultura popolare e gli immaginari della diaspora nera.
ARTE POVERA | Conservare significa continuare ad attivare
Primo e secondo piano, Edificio Castello
Da luglio 2026
Accanto alle nuove commissioni, il Museo presenta un importante riallestimento di opere di Arte povera in Collezione. Il nucleo storico dell’Arte povera costituisce una delle identità fondative del Castello di Rivoli. Non soltanto perché il Museo conserva una delle raccolte più importanti dedicate ai pionieri del gruppo, ma anche perché fu proprio l’importanza internazionale di questo movimento a dare una forte spinta all’istituzione del Museo aperto nel 1984. Il nuovo percorso assegna a ognuno degli artisti uno spazio autonomo, valorizzando capolavori della Collezione, incluse quelle in comodato da Fondazione Arte CRT. Accanto alle opere di Alighiero Boetti, Piero Gilardi e Michelangelo Pistoletto, tutti al primo piano, i nuovi allestimenti al secondo piano presentano opere di Giovanni Anselmo, Pier Paolo Calzolari, Jannis Kounellis, Mario Merz, Giuseppe Penone, Gilberto Zorio, oltre a una sala dedicata a Emilio Prini (da ottobre 2026) costituendo una vera e propria mostra del gruppo artistico.
Il riallestimento riafferma il ruolo del Museo come garante della conservazione, dello studio e della piena accessibilità di un patrimonio pubblico che continua a parlare al presente. Nell’ambito dei riallestimenti che valorizzano il ruolo di Torino quale fucina creativa, da ottobre 2026, per la prima volta al Castello di Rivoli una sala sarà inoltre dedicata a Carol Rama, tra le più grandi artiste del Novecento.
GIULIO PAOLINI: IN DUE ATTI
In memoria di Gino Viliani
A cura di Marcella Beccaria e Andrea Viliani
Secondo piano, Edificio Castello, Sala 22
Atto I: da luglio 2026
Atto II: da ottobre 2026
Nel contesto dei riallestimenti della Collezione, il Castello di Rivoli dedica una sala a Giulio Paolini che si sviluppa in due atti. Per il primo atto del progetto, già in corso dall’estate, l’artista ha individuato Contemplator enim e In esilio, installazioni pre-esistenti che diventano dispositivi ambientali per esporre altre sue opere. Nel secondo atto del progetto, da ottobre 2026, queste installazioni accoglieranno un gruppo di opere appartenute a Gino Viliani, suo appassionato collezionista, promesse in dono al Museo. “Paolini trasforma così la sala – dichiarano i curatori Beccaria e Viliani – in un meccanismo allestitivo e narrativo in cui riunire, come se fossero su un unico palcoscenico, luoghi, persone e ruoli diversi, quali lo studio dell’artista, la stanza della casa, la sala del museo, o l’autore, il collezionista, il curatore e il pubblico”.
IL CASTELLO INCANTATO | Il museo come palestra pedagogica
Con la collaborazione curatoriale di Marcella Beccaria, Francesco Manacorda, Paola Zanini
Terzo piano, Edificio Castello
Da settembre 2026
Il Castello Incantato è un progetto non solo espositivo, ma anche educativo, ideato e allestito con non-adulti coinvolti nel processo di avvicinamento all’arte contemporanea. Il progetto individua nei più giovani i visitatori ideali del museo presente e di quello futuro. Il Castello Incantato si ispira all’idea di agorà, la principale piazza pubblica nelle città dell’antica Grecia, promuovendo l’idea di museo quale luogo di incontro e confronto, palestra pedagogica, esperienziale, inclusiva e scuola di cittadinanza.
Per la nuova edizione 2026, Il Castello Incantato propone un percorso espositivo incentrato su importanti artiste e artisti, le cui opere hanno contribuito in maniera fondamentale alla storia della collezione e delle mostre del Castello di Rivoli. Il progetto presenta lavori di John Baldessari, William Kentridge, Otobong Nkanga e Paola Pivi. Ospiti speciali dell’edizione 2026 sono Peter Friedl con No prey, no pay, grande installazione ispirata ai pirati e alle loro storie dimenticate e Rivane Neuenschwander con dream.lab. Il progetto di Neuenschwander prende spunto dalle creature e dai mostri che abitano i sogni dei bambini. Questa nuova versione dell’opera prodotta dal Museo si ispira anche a disegni dei bambini del territorio, che hanno partecipato a laboratori e workshop del Dipartimento Educazione su indicazione dell’artista.
CONTINUO INFINITO PRESENTE | Omaggio a Remo Salvadori
In collaborazione con Archivio Remo Salvadori
Terzo Piano, Edificio Castello, Sala 35
Nel contesto di Il Castello Incantato, una sala è dedicata a Remo Salvadori, purtroppo scomparso durante la preparazione del progetto. “Ricercando la dimensione spirituale nel reale,” dichiara Marcella Beccaria “Salvadori ha tracciato un percorso di rara profondità etica e coerenza. Già avviata in stretto dialogo con Remo e sviluppata poi in collaborazione con il suo Archivio grazie a Sally Benjamin Salvadori, questa sala è un omaggio a un grande artista la cui visione continuerà a risplendere”. Il nuovo allestimento include La stanza delle tazze, 1985-86, importante lavoro sul colore e le forme ispirato ai principi antroposofici di Rudolf Steiner. Insieme a quest’opera appartenente alla Collezione del Castello e di grande rilevanza nella produzione dell’artista, sono presentate lavori in prestito dall’Archivio Salvadori.
Premio Piero Siena 2026 — Stefano Bernardi e Samira Mosca
A cura di Federica Lamedica
Primo Piano, Edificio Castello, Sale 15 e 16
Dal 25 settembre
In collaborazione con la Provincia Autonoma di Bolzano – Alto Adige, Ripartizione Cultura italiana, e Museion – Museo di arte moderna e contemporanea di Bolzano, il Castello di Rivoli collabora all’edizione 2026 del Premio Piero Siena, nell’ambito di un accordo attraverso il quale la Provincia acquisisce e dona ai musei partner opere di artiste e artisti operanti in Alto Adige, dopo un processo di selezione condotto con i musei stessi. Gli artisti vincitori sono Stefano Bernardi (Bolzano, 1970) per il Castello di Rivoli e Samira Mosca (Bolzano, 1995) per il Museion. Dopo una prima presentazione al pubblico presso il Centro Trevi di Bolzano nell’estate 2026, le opere premiate sono esposte nelle Sale storiche del Castello di Rivoli, la cui collezione permanente acquisisce l’opera di Bernardi.
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