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Ultim'ora | 25 aprile 2026, 11:25

Addio a Dean Tavoularis, Coppola piange il suo scenografo da Oscar

Addio a Dean Tavoularis, Coppola piange il suo scenografo da Oscar

(Adnkronos) - Morto all'età di 93 anni Dean Tavoularis, il celebre scenografo statunitense vincitore dell’Oscar che collaborò con il regista Francis Ford Coppola in 13 film, tra cui tutti e tre i titoli de 'Il Padrino', 'Apocalypse Now' e 'Un sogno lungo un giorno'. La notizia della scomparsa, avvenuta in un ospedale di Parigi per cause naturali, è stata diffusa dallo scrittore e critico cinematografico di 'The Hollywood Reporter' Jordan Mintzer. I due avevano collaborato al libro 'Conversations With Dean Tavoularis', pubblicato nel 2022. 

Coppola ha pubblicato una storia su Instagram rendendo omaggio a Tavoularis. Il leggendario regista ha scritto: 'Il mio caro amico e collaboratore Dean Tavoularis è scomparso, una perdita profonda. Non sarei in grado di elencare i molti modi in cui ha arricchito il mio lavoro e la mia vita personale. Era uno zio affettuoso per i miei figli. Era un grande artista, un grande amico, un grande scenografo e un grande uomo.' 

Tavoularis è stato per oltre vent’anni il direttore artistico di riferimento di Coppola, contribuendo in modo determinante all’immaginario visivo di opere, oltre alla saga del 'Padrino', di 'La conversazione', 'Apocalypse Now' (sul set incontrò la sua futura moglie, l'attrice francese Aurore Clément), 'Rusty il selvaggio' e 'Tucker: un uomo e il suo sogno'. Il suo lavoro gli è valso l’Oscar per la migliore scenografia nel 1975 per 'Il Padrino - Parte II', oltre a numerose altre candidature e riconoscimenti internazionali, tra cui un premio Bafta. 

Nato a Lowell, nel Massachusetts, il 18 maggio 1932 da genitori greci e cresciuto a Los Angeles, Tavoularis si era formato tra architettura e arti visive prima di entrare nel sistema degli studi hollywoodiani. I suoi primi passi nell’industria cinematografica avvengono alla Disney negli anni Cinquanta, dove lavora a classici dell’animazione e della produzione live action come 'La bella e la bestia' e 'Mary Poppins', per poi approdare a film di grande successo come '20.000 leghe sotto i mari' e 'Il grande colpo di San Francisco'. 

La svolta arriva alla fine degli anni Sessanta con 'Gangster Story' (1967) di Arthur Penn, film che segna una nuova estetica del cinema americano e che impone Tavoularis come uno dei più innovativi art director della sua generazione. Da quel momento la sua carriera si intreccia con i nomi più importanti del cinema internazionale: Michelangelo Antonioni lo vuole per 'Zabriskie Point' (1970), mentre Roman Polanski lo coinvolge in diverse produzioni, fino a 'La nona porta' (1999) e 'Carnage' (2011). 

Ma è il sodalizio con Francis Ford Coppola a definire la sua eredità artistica. Dal 1972 al 1996 Tavoularis diventa il principale architetto visivo del “mondo Coppola”, contribuendo a costruire ambientazioni diventate simboliche nella storia del cinema: le dimore dei Corleone, la New York degli anni Venti e la giungla del Vietnam in 'Apocalypse Now', fino alle atmosfere decadenti e barocche di 'Un sogno lungo un giorno' (1981). Nonostante il successo, la carriera del scenografo non è stata priva di difficoltà. Dopo il flop commerciale di 'Un sogno lungo un giorno', Tavoularis ha raccontato di essere stato per anni emarginato da Hollywood, esperienza che lo ha portato a lavorare anche lontano dai grandi set, dedicandosi alla pittura e ad attività artistiche parallele. Il suo stile, caratterizzato da una straordinaria attenzione al dettaglio storico e da una capacità unica di trasformare gli spazi in narrazione visiva, ha contribuito a ridefinire il ruolo dello scenografo nel cinema contemporaneo. Le sue ambientazioni non erano semplici fondali, ma veri e propri dispositivi narrativi capaci di raccontare potere, declino, memoria e conflitto. Negli ultimi anni Tavoularis aveva diradato le sue apparizioni nel cinema, pur mantenendo legami con il mondo artistico e collaborando ancora con Coppola in progetti collaterali, tra cui il design legato alle sue attività vinicole in California. (di Paolo Martini) 

 

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