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Attualità | 15 aprile 2026, 13:26

Overtourism e risorse idriche, dalle Alpi Liguri alla Francia strategie condivise per un turismo sostenibile

Sostenibilità, governance e gestione dell’acqua al centro del webinar del Parco Alpi Liguri: focus su Rocchetta Nervina

Overtourism e risorse idriche, dalle Alpi Liguri alla Francia strategie condivise per un turismo sostenibile

Si è svolto oggi il webinar gratuito promosso dall’Ente Parco Naturale Regionale delle Alpi Liguri, ultimo appuntamento di un ciclo dedicato a biodiversità e turismo nelle aree protette. L’incontro, inserito nel progetto transfrontaliero Italia-Francia ALCOTRA 2021-2027 “BiodivTourAlps”, ha riunito esperti e amministratori per affrontare un tema sempre più centrale: la gestione sostenibile dei flussi turistici e delle risorse idriche, con un focus concreto sul caso di Rocchetta Nervina.

Ad aprire i lavori è stata Roberta Glorio, che ha posto subito una domanda chiave: “È davvero possibile conciliare turismo e tutela ambientale, soprattutto in territori fragili e sempre più frequentati?”. Da qui ha preso avvio una riflessione condivisa che ha messo al centro l’acqua come risorsa critica e l’overtourism come sfida urgente.

Un territorio fragile tra mare e montagna

Il presidente del Parco, Alessandro Alessandri, ha sottolineato l’unicità dell’area: “Siamo un parco che guarda il mare, un grande sito di biodiversità con una straordinaria varietà di flora e fauna”. Tuttavia, ha evidenziato anche le criticità: “Abbiamo avuto una grave crisi idrica che ci ha fatto molto riflettere”, indicando la necessità di migliorare la gestione delle risorse. Il territorio, che comprende il bacino del torrente Barbaira e del fiume Nervia, presenta caratteristiche ambientali complesse ma estremamente attrattive. Proprio questa attrattività ha generato un forte incremento dei flussi turistici, soprattutto estivi.

Numeri dell’overtourism: fino a 2.000 passaggi al giorno

Il biologo Stefano Salviati ha presentato dati significativi raccolti attraverso sistemi di monitoraggio: oltre 130.000 passaggi in un anno su un solo sentiero, con picchi giornalieri fino a 2.000 persone. “Per un borgo così piccolo sono numeri di un certo interesse”, ha spiegato, evidenziando come la pressione antropica si concentri soprattutto nelle aree fluviali più accessibili. Le attività principali includono balneazione, trekking e canyoning, ma comportano impatti rilevanti:

  • disturbo alla fauna ittica
  • calpestio dei fondali
  • interferenze con i siti riproduttivi
  • inquinamento acustico

“Rumori e schiamazzi sono elementi estranei all’ecosistema e possono avere effetti sulle specie presenti”, ha aggiunto.

Biodiversità sotto pressione

Le analisi sulla fauna ittica del torrente Barbaira hanno evidenziato una presenza limitata ma significativa di specie come trota fario, vairone italico e anguilla. Tuttavia, la biomassa complessiva resta bassa, segno di un equilibrio fragile. “La popolazione ittica riflette gli elementi di pressione presenti sul territorio”, ha spiegato Salviati, sottolineando la necessità di ulteriori studi e monitoraggi.

Rigenerazione urbana e mobilità sostenibile

Dal punto di vista della pianificazione, Giuliano Maglio (Regione Liguria) ha illustrato le strategie per contrastare l’overtourism attraverso la riqualificazione urbana sostenibile. Tra gli obiettivi principali:

  • regolamentazione degli accessi ai laghetti
  • limitazione del traffico veicolare
  • creazione di parcheggi esterni
  • promozione della mobilità sostenibile (bus, e-bike)
  • valorizzazione del patrimonio culturale e naturale

“Si tratta di una progettazione complessa che richiede un cambio di approccio”, ha sottolineato, puntando su processi partecipativi e coinvolgimento della comunità.

Il ruolo chiave della governance ambientale

Un tema trasversale emerso durante l’incontro è quello della governance ambientale, definita come l’insieme di regole, strumenti e processi per gestire l’impatto umano sull’ambiente. Salviati ha sintetizzato il concetto con una frase incisiva: “Senza una buona governance gli obiettivi ambientali restano promesse disattese”.

Contratto di fiume: uno strumento strategico

Tra le soluzioni illustrate, grande attenzione è stata dedicata al Contratto di Fiume, strumento volontario di pianificazione partecipata per la gestione dei bacini idrografici. “È un accordo che coinvolge enti pubblici, privati e cittadini per la tutela delle risorse idriche e la valorizzazione dei territori fluviali”, è stato spiegato. Questo approccio prevede:

  • analisi condivisa delle criticità
  • definizione di obiettivi strategici
  • pianificazione di azioni concrete
  • monitoraggio continuo

Un modello già diffuso in Francia e in crescita anche in Italia, con circa 200 processi attivati.

Verso un modello replicabile

Il webinar ha evidenziato come esperienze locali, come quella di Rocchetta Nervina, possano diventare laboratori di innovazione per la gestione sostenibile del turismo. L’obiettivo finale è chiaro: trovare un equilibrio tra sviluppo turistico, tutela ambientale e benessere delle comunità locali. “Il confronto tra modelli diversi può fornire strumenti operativi concreti”, è stato ribadito in chiusura, nella convinzione che solo attraverso la collaborazione e la condivisione sia possibile affrontare le sfide future.

Carlo Alessi

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