(Adnkronos) - E' atteso oggi in Senato l'approdo del decreto fiscale varato la scorsa settimana dal governo. I senatori della commissione Finanze chiamata ad esaminare il provvedimento non si sbilanciano ancora sugli eventuali correttivi di un provvedimento che mercoledì sarà anche al centro del confronto tra il Mimit e le categorie produttive sul piede di guerra per i tagli al Piano Transizione 5.0.
A criticare la scure sulle risorse Confindustria e poi a seguire la gran parte delle confederazioni, preoccupate in primis per il taglio del credito d'imposta che colpisce le imprese 'esodate' cioè quelle che avevano regolarmente presentato la comunicazione di oltre 7.400 investimenti ma erano rimaste a bocca asciutta per l'esaurimento delle risorse e quindi messe in lista d'attesa. Il bonus per loro si ferma al 35% dell'investimento in soli beni strumentali; esclusi invece gli investimenti in impianti fotovoltaici ad alta efficienza iscritti nel registro Enea, cioè quelli che che le norme precedenti incentivavano ad acquistare.
Un taglio, quello delle risorse, dovuto all'esigenza dell'esecutivo di fare quadrare i conti in una fase di aumentata incertezza per la guerra in Medio Oriente e le conseguenti impennate del petrolio. Ma qualche spiraglio dovrebbe però aprirsi al tavolo di confronto a Palazzo PIacentini il cui obiettivo è quello di valutare, in sede di conversione del decreto, eventuali risorse aggiuntive.
Ad ogni modo quello che emerge è che - complici le conseguenze economiche della guerra contro l'Iran - il dl rivede alcune norme della Legge di Bilancio, a tre mesi dalla sua entrata in vigore: cambia il bonus per le imprese, differisce al primo luglio la tassa da 2 euro sui pacchi di valore entro i 150 euro in arrivo dai Paesi extra Ue e, tra le modifiche principali, annulla la stretta sulla tassazione dei dividendi incassati e sulle plusvalenze realizzate da cessioni da partecipazioni ripristinando lo schema pre-manovra.
Già nel nel fine settimana il dl è stato al centro degli strali delle principali confederazioni, con Confidustria in testa, ma le critiche sono continuate anche ieri. Confindustria Moda ha espresso "forte preoccupazione per quanto emerso a seguito delle recenti modifiche al Piano Transizione 5.0 contenute nel decreto fiscale, che intervengono penalizzando retroattivamente le imprese che avevano già programmato e realizzato investimenti sulla base di regole definite". Stesso allarme da Confagricoltura che parla di modifiche penalizzanti auspicando che "il tavolo di confronto convocato dal Mimit porti a misure concrete di supporto alle imprese agricole".













