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Economia e lavoro | 01 agosto 2026, 15:50

Banche in fuga dal Piemonte, CNA lancia l'allarme: "Due Comuni su tre sono senza sportello"

Torino è la prima provincia italiana per numero di imprese localizzate in comuni privi di banca

Banche in fuga dal Piemonte, CNA lancia l'allarme: "Due Comuni su tre sono senza sportello"

Il Piemonte è tra le regioni italiane maggiormente colpite dalla desertificazione bancaria. Secondo l'analisi realizzata da CNA nazionale, il 65,8% dei comuni piemontesi è oggi privo di uno sportello bancario, una percentuale che colloca la regione al quarto posto in Italia dopo Molise (83,8%), Calabria (74,5%) e Valle d'Aosta (74,3%). Nei comuni piemontesi senza banca vivono 665 mila cittadini e operano 48.300 imprese, il terzo dato nazionale dopo Lombardia e Campania. Una situazione che interessa soprattutto le aree interne e i piccoli comuni, dove la chiusura di una filiale bancaria rappresenta la perdita di un presidio fondamentale per famiglie, imprese e attività economiche.

A rendere ancora più evidente il fenomeno è il dato della provincia di Torino, che registra 19.706 imprese localizzate in comuni privi di sportello bancario, il valore più elevato d'Italia.

L'analisi evidenzia inoltre un apparente paradosso del Piemonte. Pur disponendo di province che figurano tra le migliori in Italia per densità di sportelli rispetto alla popolazione, la copertura territoriale resta fortemente disomogenea. Cuneo, quarta provincia italiana per numero di sportelli ogni 100 mila abitanti, mantiene infatti una filiale in appena 104 dei suoi 247 comuni. Situazione analoga ad Asti, quinta nella graduatoria nazionale per densità di sportelli, dove il servizio è presente in soli 47 comuni su 117.

"Banca interlocutore che conosce il territorio"

"La banca – dichiara il Presidente di CNA Piemonte, Giovanni Genovesio – non è soltanto il luogo dove si apre un conto corrente. Per una piccola impresa rappresenta un interlocutore che conosce il territorio, comprende i progetti imprenditoriali e accompagna gli investimenti. La progressiva chiusura degli sportelli rischia di indebolire questo rapporto di fiducia e di lasciare senza punti di riferimento migliaia di imprese, proprio nei territori più fragili e periferici".

Negli ultimi dieci anni il fenomeno ha assunto dimensioni sempre più preoccupanti. In Italia gli sportelli bancari sono diminuiti del 36,7%, passando da oltre 30 mila a poco più di 19 mila, mentre i comuni privi di una banca sono saliti da 2.251 a 3.456. Oggi quasi 4,8 milioni di cittadini vivono in comuni senza filiali e oltre 310 mila imprese, nelle quali lavorano circa 933 mila addetti, operano in territori completamente privi di servizi bancari.

"Digitale non si traduca in ritirata dai territori"

"La trasformazione digitale – aggiunge il Segretario regionale di CNA Piemonte, Delio Zanzottera – rappresenta certamente un'opportunità, ma non può tradursi in una progressiva ritirata dai territori. Nei piccoli comuni vivono imprenditori, artigiani, famiglie e molti anziani che continuano ad avere bisogno di un rapporto diretto con la banca. La presenza fisica di una filiale significa accesso al credito, consulenza, accompagnamento agli investimenti e presidio sociale. Rinunciare a tutto questo significa aumentare le disuguaglianze territoriali e rendere ancora più difficile fare impresa nelle aree interne".

Per CNA Piemonte è necessario aprire un confronto con il sistema bancario, le istituzioni regionali e gli organismi di vigilanza affinché la digitalizzazione dei servizi sia accompagnata dal mantenimento di un'adeguata presenza sul territorio.

"L'innovazione – concludono Genovesio e Zanzottera – non può essere sinonimo di arretramento. Servono modelli organizzativi nuovi, ma capaci di garantire prossimità, ascolto e sostegno alle imprese. La competitività del Piemonte passa anche dalla possibilità, per imprenditori e cittadini, di continuare ad avere una banca vicina, soprattutto nei territori che più soffrono lo spopolamento e la marginalizzazione".

comunicato stampa

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