(Adnkronos) - “La notte tra il 6 e il 7 giugno eravamo in gruppo con sei ragazzi e su via Leone XIII, la strada che attraversa villa Pamphili, abbiamo incontrato un uomo: mi ha colpito perché aveva in braccio una bambina, scarpette bianche e vestito rosa, e la teneva a penzoloni. Ho pensato che fosse morta e per questo ho chiamato la Polizia”. A raccontarlo davanti ai giudici della Prima Corte di Assise di Roma un ragazzo romano minorenne chiamato dalla procura a testimoniare nel processo che vede imputato Francis Kaufmann, accusato del duplice omicidio della compagna Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda, trovate senza vita il 7 giugno dello scorso anno a Villa Pamphili “Ho sentito il bisogno di chiamare le forze dell’ordine - ha spiegato il ragazzo che ha testimoniato dietro un paravento - Kaufmann quando ci ha incrociato ha abbassato lo sguardo. Alle forze dell’ordine ho descritto la situazione e ho fornito una descrizione dettagliata dell’uomo”.
Il processo che vede imputato l’americano, oggi assente, per duplice omicidio aggravato dai motivi futili e abietti, dalla minorata difesa, dalla relazione affettiva con la compagna e dalla discendenza in relazione alla figlia oltre all’occultamento di cadavere, è ripreso questa mattina dopo una sospensione appurata la sua idoneità a stare in giudizio.
“Abbiamo incrociato questo uomo che teneva una bambina in una posizione innaturale - ha raccontato un altro ragazzo del gruppo che la notte tra il 6 e il 7 giugno ha incontrato Kaufmann - siamo rimasti colpiti e per questo abbiamo chiamato la Polizia ma non ci hanno dato retta. Poi siamo stati richiamati dalla Squadra mobile solo dopo che hanno trovati i corpi”.










