Usare i soldi del TAV per il prolungamento della metro 1 fino a Rivoli e realizzare la metro 2 di Torino. È questa la richiesta che arriva dai parlamentari M5S Chiara Appendino, Elisa Pirro, Agostino Santillo e Antonino Iaria, al termine del sopralluogo effettuato oggi nel cantiere della parte italiana della Torino-Lione.
I numeri
Ed i pentastellati tornano a rilanciare una delle loro storiche battaglie: l'opera va fermata. A sostegno della richiesta portano i numeri: "Nel 2012, quando fu firmato l'accordo con la Francia, il costo certificato per la sola sezione transfrontaliera era di 8,3 miliardi, mentre oggi siamo a 14,7 miliardi. Quasi il doppio".
Per la tratta italiana, senza la quale l'opera non si connette al nodo ferroviario di Torino, "servirebbero altri 3 miliardi di cui sono stati stanziati solo 800 milioni. Ad oggi non è stato scavato neanche 1 metro di tunnel e nel migliore dei scenari parliamo di un cantiere che durerà altri vent'anni". Per il M5S l'alternativa per l'attraversamento delle Alpi è il traforo del Sempione.
"Recesso opera"
Appendino, Pirro, Santillo e Iaria chiedono di spendere i 3 miliardi per portare la metro 1 sino a Rivoli. Il cantiere del prolungamento è completato per circa l'81%: nonostante il traguardo sia vicino, il rischio reale è che l'opera si fermi per il fallimento di ICI, incaricata di realizzare il lotto Fermi-Cascine Vica.
Il Movimento chiede poi di istituire una commissione di monitoraggio sulla Torino-Lione, oltre ad iniziare a valutare un'uscita negoziata. "Un recesso costerebbe tra 1 e 1,2 miliardi: una cifra di gran lunga inferiore ai 7,3 miliardi di danni stimati tra lungaggini, caro-materiali e lo stop-and-go dei cantieri" concludono.
AVS: "Sperpero risorse sul Tav"
A denunciare "sperpero di risorse" sul Tav anche la capogruppo regionale di AVS Alice Ravinale ed il vicecapogruppo di AVS alla Camera Marco Grimaldi, che annunciano due atti nelle rispettive aule. "Le risorse - chiariscono - compresi gli 800 milioni di Euro già bloccati per la linea Avigliana-Orbassano, vadano alle metropolitane di Torino".
I due esponenti del centrosinistra lanciano poi un appello al Governo, di mettere subito "30 milioni subito per il prolungamento della Metro 1 sino a Rivoli. La Zona Ovest ha dato 8 anni di pazienza. Ora tocca allo Stato dare risposte".
Metro, l’appello dei sindaci: “Non fermiamo l'opera adesso”
Nella giornata di ieri, mercoledì 1 luglio, è arrivata la notizia che il Tribunale Fallimentare di Roma ha dichiarato non ammissibile il piano di rientro della ditta Italiana Costruzioni Infrastrutture spa, impresa che stava realizzando il tratto della Linea 1 della Metropolitana. Dopo questa notizia, di fatto è solo questione di tempo perché ICI sostanzialmente venga messa in liquidazione. “Abbiamo bisogno che il Governo si prenda la responsabilità di questo cantiere e stanzi le risorse che mancano per poter riassegnare la gara – dichiarano i Sindaci Matteo Cavallone, Alessandro Errigo ed Emanuele Gaito - Non è un’accusa ma la richiesta di attenzione nazionale su un’opera in grande difficoltà a causa di un’impresa che non è riuscita a mantenere la propria stabilità finanziaria, economica e produttiva durante tutto il lungo periodo di lavori. Una situazione grave per il territorio che non è una colpa del Governo, ma sicuramente è tempo che il Ministro Salvini e Giorgia Meloni si assumano la responsabilità di questo cantiere e stanzino le risorse che servono per poter riassegnare i lavori nel più breve tempo possibile”.
I Comuni di Collegno, Grugliasco e Rivoli continueranno a monitorare ogni passaggio e a informare la cittadinanza sugli sviluppi delle procedure in corso: “Siamo pronti a mobilitarci e a mobilitare assieme a noi le cittadine e i cittadini della Zona Ovest per chiedere in ogni sede istituzionale, e non, ciò che è dovuto per completare il tratto Fermi-Cascinevica nel più breve tempo possibile – concludono i Sindaci - Sarebbe una follia da parte del Governo fermare un’opera da oltre 200 milioni di euro per un ammanco di 30 milioni”.













