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Attualità | 23 giugno 2026, 10:55

Metro e blackout, Confesercenti: “Le vicende sono diverse, ma la vittima è la stessa: il commercio”

Il presidente Nettis: “Solidarietà ai lavoratori in sciopero, ma i negozi di corso Francia hanno bisogno di più sostegno"

Metro e blackout, Confesercenti: “Le vicende sono diverse, ma la vittima è la stessa: il commercio”

Le due vicende sono diverse, ma in entrambi i casi stanno impattando negativamente sul commercio": Vincenzo Nettis, presidente di Confesercenti interviene sui ripetuti blackout di questi giorni e sul blocco del cantiere della metropolitana. “Massima solidarietà - dice Nettis -, ai lavoratori in sciopero, vittime di una vicenda aziendale che mette in pericolo i loro stipendi. L’altra vittima sono i negozi del tratto di corso Francia interessato dai lavori che – non certamente per colpa dei lavoratori – subiscono un nuovo stop, dopo i tanti ritardi e rallentamenti del passato. È a rischio un intero tessuto commerciale, che mai come in questo momento  tutelato. Durante la nostra recente assemblea elettiva il sindaco di Torino si è impegnato a rafforzare le misure di sostegno al commercio di prossimità in caso di cantieri. Questa è la strada, anche aumentando le penali alle imprese in caso di ritardi nei lavori, se si vuole evitare un ulteriore depauperamento delle attività commerciali”.

Quanto ai black out - continua Nettis - credo che il Comune, di cui apprezziamo il forte impegno dimostrato in questi giorni, debba esercitare ancor più pressione nei confronti di Iren e Ireti e pretendere infrastrutture che tempestivamente sopperiscano alle interruzioni. Nessuno nega che stiamo vivendo giorni di caldo eccezionale, ma bisogna essere consapevoli che queste condizioni estreme sono e saranno sempre più frequenti. Dunque è necessario accelerare e potenziare il piano di ammodernamento e rafforzamento della rete. Intanto, però, chiediamo che in caso di blackout gli interventi siano ancor più celeri ed efficaci, perché, oltre ai cittadini, è il piccolo commercio a farne le spese, nonostante adotti comportamenti volti a ottimizzare  i consumi e a non sprecare. A differenza - conclude Nettis - di molte grandi catene commerciali che utilizzano grandi quantità di energia per i condizionatori continuando a lasciare le porte aperte”.

Comunicato stampa

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