L’ipnosi per ridurre la percezione del dolore e l’ansia nelle persone che devono sottoporsi a piccoli interventi di radiologia interventistica. È quanto viene messo in pratica e si sta testando all’ospedale di Rivoli, dove, nel caso di procedure di vertebroplastica e drenaggio biliare, oltre al radiologo interventista sono presenti l’anestesista e un infermiere specializzato in ipnosi clinica. La scelta di utilizzare la tecnica ipnotica su questo tipo di interventi prende le mosse da due considerazioni: si tratta di procedure per la cui buona riuscita è determinante la collaborazione del paziente e la trance da ipnosi non può protrarsi per oltre un’ora secondo i protocolli vigenti. Il campo di applicazione viene quindi ristretto a quegli interventi di durata relativamente breve, ma nei quali il controllo delle alterazioni emotive e dei riflessi di difesa del paziente è fondamentale per ottenere il risultato.
E che l’ipnosi clinica sia lo strumento vincente per raggiungere l’obiettivo di ridurre l’ansia e percezione del dolore e limitare o abolire l’uso di farmaci sedativi/analgesici in alcune procedure di radiologia interventistica è dimostrato dai dati di uno studio presentato lo scorso 23 maggio a Palermo nell’ambito del XXV Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Tecnici di Radiologia Interventistica da Gemma Beltrame, tecnico sanitario di radiologia medica della Radiologia dell’Ospedale di Rivoli, dal titolo “Ipnosi Clinica: andiamo oltre!”.
Lo studio ha coinvolto attivamente oltre a Beltrame gli infermieri esperti di ipnosi clinica Lorena Todaro e Massimo Ruffinatti e ha visto la collaborazione di Serena Tettoni, Responsabile della Radiologia Interventistica, di Michele Grio Direttore dell’Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale di Rivoli all’interno del Dipartimento di Emergenza e di Marco Busso, Direttore della Radiologia dell’Ospedale di Rivoli inserita nel Dipartimento dei Servizi e i dati evidenziano che l’applicazione dell’ipnosi ha portato risultati eccellenti. Su 117 vertebroplastiche e 134 drenaggi biliari eseguiti, l’ipnosi è stata applicata nel 51% dei casi: sono stati selezionati 129 pazienti e i risultati dell’utilizzo dell’ipnosi evidenziano il 100% di riduzione dell’ansia, 88,37% di procedure percepite come indolori e 6,2% di assenza dell’uso di farmaci. Dati che confermano l’ipnosi clinica come strumento efficace e sicuro per aumentare il comfort, ridurre il, dolore e migliorare la collaborazione della persona che è sottoposta a questa tipologia di interventi.
"La pratica condotta all’ospedale di Rivoli e lo studio stesso si basano su un approccio interdisciplinare, che ancora una volta si rivela vincente nell’affrontare situazioni cliniche con l’obiettivo di fornire prestazioni di alto livello, migliorando al contempo il comfort del paziente – afferma il direttore generale dell’Asl To3, Giovanni La Valle – L’efficace e stretta collaborazione tra le équipe della Radiologia e dell’Anestesia Rianimazione costituisce la chiave del successo di questa esperienza, un modello replicabile, portatore di benefici clinici e organizzativi che si concretizzano, oltre che in un beneficio per i pazienti, anche nella possibilità di diminuire il ricorso a farmaci sedativi e, di conseguenza, i relativi rischi".













