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FACEBOOK | 19 gennaio 2026, 06:45

Perché il 19 gennaio è il Blue Monday, il giorno più triste dell’anno

Ricorre sempre il terzo lunedì di gennaio. Curiosità da sapere e come reagire

Perché il 19 gennaio è il Blue Monday, il giorno più triste dell’anno

Si scrive Blue Monday, si legge “giorno più triste dell’anno”. Che nel 2026 è il 19 gennaio. Tale ricorrenza ha coordinate ben precise: arriva inesorabile il terzo lunedì del primo mese dell’anno nuovo per chi vive nell’emisfero boreale.

Ma cosa sappiamo di questa giornata? Innanzitutto non esiste alcun fondamento scientifico, nonostante la teoria nasca da un’equazione elaborata da Cliff Arnall della Cardiff University, che disse chiaramente di aver calcolato questa data per aiutare le compagnie di viaggio ad analizzare la tendenza dei loro clienti, osservando come questi ultimi fossero più propensi a prenotare un viaggio quando si trovano in uno stato di profondo malumore.

Condizioni meteorologiche pessime, incapacità di fronteggiare i debiti accumulati, il tempo trascorso dal Natale, il fallimento dei propositi che si erano prefissati con l’inizio del nuovo anno, i bassi livelli di motivazione e la sensazione di una necessità di agire: questi i parametri inseriti dallo psicologo per il calcolo del Blue Monday, letteralmente “lunedì deprimente”. Incrociando questi fattori il giorno più triste cadrebbe proprio il terzo lunedì di gennaio.

Ma del resto è tutto normale, perché in questo periodo dell’anno il nostro corpo riceve meno luce naturale rispetto alle altre stagioni e questo influisce sul ritmo cardiaco, sul riposo e quindi sull’umore.

Infatti, l’equazione di Arnall venne considerata da molti studiosi ai limiti del farsesco, al punto che il Blue Monday fu utilizzato negli anni successivi per lo più a scopi di marketing e lo sarà anche quest’anno statene sicuri.

Quindi che si fa? Ma è semplice, non darci troppo peso, cercare di fare cose piacevoli come un giro di shopping (siamo in tempo di saldi!), una gita fuori porta o un pranzo con gli amici e dedicarsi, quanto più possibile, al movimento all’aria aperta, sapendo che la primavera non è poi così lontana.

Silvia Gullino

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