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Economia e lavoro | 24 marzo 2024, 11:00

Case 'green', De Santis (Confartigianato Torino): "Dall'UE una grande occasione per il mondo delle costruzioni"

"Le risorse vanno considerate al di fuori dei vincoli di bilancio", sottolinea il presidente. "L’efficientamento energetico può essere un'opportunità, ma non deve trasformarsi in vessazione per cittadini e imprese”

Case 'green', De Santis: "Dall'UE un'occasione per il mondo delle costruzioni"

Case 'green', De Santis: "Dall'UE un'occasione per il mondo delle costruzioni"

Adottata dal Parlamento Europeo la direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia che ha come obiettivo quello di agire in modo prioritario sul 15% degli edifici più energivori per ogni stato membro, collocati nella classe energetica G (la più bassa). Nel nostro Paese si tratta di circa 1,8 milioni di edifici residenziali (sul totale di 12 milioni, secondo l’Istat).

"Grande occasione per rilanciare il settore delle costruzioni"

“La direttiva Ue “Case Green” può rappresentare un’occasione per attivare in modo significativo la rivalutazione e riqualificazione immobiliare e per spingere il settore delle costruzioni soprattutto dopo lo stop al Superbonus. Ma a precise condizioni. Bene, ad esempio, lo slittamento al 2040 per lo stop alle caldaie mentre preoccupa lo stop agli incentivi per quelle a gas dal 2025. Saranno necessarie strategie nazionali per dotare di impianti solari anche gli edifici residenziali nuovi e i non residenziali di grande dimensione. Inoltre, l’Europa deve consentire di affrontare percorsi sostenibili economicamente ai singoli Stati ai quali spetta il compito di adottare i provvedimenti nazionali più efficaci per raggiungere l’obiettivo delle emissioni zero. In pratica, sono indispensabili investimenti pubblici per realizzare quanto previsto dalla direttiva e, di conseguenza, le risorse dedicate devono poter essere considerate al di fuori dei vincoli di bilancio e, auspicabilmente, dovrebbero far parte di un vero e proprio ‘green recovery plan’ europeo”. Lo afferma il Presidente di Confartigianato Torino Dino De Santis.

Secondo l’ultimo report Enea in Piemonte nel 2021 il 27% delle certificazioni energetiche redatte riguardava gli edifici in classe G (la peggiore della scala), il 24,1% in classe F e solo il 7% (massimo grado di efficienza energetica) in classe A.

Il patrimonio immobiliare in Piemonte

Il Piemonte ha un patrimonio immobiliare vecchio ed energivoro, oltre il 50%degli edifici a Torino ha più di 45 anni e la maggior parte degli edifici residenziali in Piemonte rientra nelle fasce energetiche più basse, questo vuol dire che in Piemonte è da rifare un immobile su due.

“Si tratta di edifici e alloggi energivori, realizzati prima dell’avvento della Legge 10/1991, vera prima norma sull’efficienza energetica -sottolinea De Santis-. La nostra regione vanta un patrimonio eccellente di PMI operanti nel ‘comparto casa’ che ha saputo intercettare un sistema di incentivi ‘green’ che ha dato prova di grande efficacia anche dal punto di vista degli effetti sull’economia”.

De Santis: "Non si deve gravare su famiglie e imprese"

De Santis conclude sulla necessità di ripensare profondamente il sistema degli incentivi nel settore dell’edilizia. “Non devono gravare esclusivamente sulle bollette di famiglie e imprese e, men che meno, generare bolle speculative. Basta con gli interventi spot sottoposti a continui ripensamenti, in quanto non rappresentano il modo migliore per favorire la transizione green. L’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare può essere una grande opportunità per il Paese, ma non deve trasformarsi in vessazione per cittadini ed imprese. La strada realmente efficace consiste nel progettare una vera e propria strategia strutturale di lungo termine che scandisca l’impiego di risorse pubbliche aggiuntive. In questo modo potremo ottenere un ritorno positivo in termini di crescita del Pil e orientare le scelte dei cittadini sulla qualità, sulla durata degli interventi e l’efficienza energetica delle abitazioni”.

redazione

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