/ Economia e lavoro

Economia e lavoro | 20 novembre 2023, 11:37

Nonostante Covid ed inflazione, dal 2020 per 9 aziende piemontesi su 10 stabile o in aumento il fatturato estero

Torino e Cuneo le province più attive: oltre il 38% ha rapporti commerciali con più di dieci paesi

foto di archivio e conferenza 20-11

Dal 2020 per 9 aziende piemontesi su 10 stabile o in aumento il fatturato estero

Nonostante il Covid, la guerra in Ucraina, l'inflazione galoppante e i rincari energetici, negli ultimi tre anni il 91% delle aziende piemontesi ha mantenuto (55%) o aumentato (36%) il proprio fatturato all'estero: solo il 9% denuncia un calo. Analizzando il numero di Paesi in cui le imprese operano, oltre il 38% ha rapporti commerciali con oltre dieci stati: Torino e Cuneo sono le provincie più attive. 

Gay: "Export determinante

Sono questi i dati principali che emergono dalla prima indagine biennale "Le imprese piemontesi nel panorama globale", condotta nel 2023 da Confindustria Piemonte in collaborazione con Sace e Unioncamere Piemonte. "Sicuramente il rallentamento economico della Germania e della Francia - ha osservato il Presidente di Confindustria Piemonte Marco Gay - ha rallentato la crescita dell'industria piemontese. In questo quadro, l'export continua a rappresentare un elemento determinante". 

Pmi competitive 

Dai dati risulta che le esportazioni sono cresciute o sono rimaste stabili per il 72% delle piccole imprese piemontesi, il 25% delle medie e il 3% grandi aziende. "Le piccole imprese - ha sottolineato Alberto Biraghi, presidente della piccola industria Piemonte - crescono sull'estero grazie alla digitalizzazione: anche sui prodotti di nicchia siamo molto competitivi". 

Torino e Cuneo le più attive 

Il 27% delle imprese dichiarano che il commercio estero ha pesato sul fatturato oltre il 60%, il 25% invece ha registrato un fatturato estero compreso tra il 30% ed il 60% e, per il 23% la quota di fatturato ha pesato tra il 10% ed il 30%. "Soltanto una saldatura sempre più forte tra le politiche portate avanti dai diversi enti - ha sottolineato Gian Paolo Coscia, Presidente Unioncamere Piemonte - può aiutare a superare le fragilità e le debolezze che in parte ancora contraddistinguono il processo di internazionalizzazione del nostro territorio".

A livello geografico, le imprese internazionalizzate sono più presenti a Torino e Cuneo (rispettivamente 24,5% e 20,9%), seguono poi le aziende appartenenti alle associazioni di Novara-Vercelli-Valsesia (19,5%), Biella (12,1%), Alessandria (11,3%), Canavese (6,6%), Asti (2,7%) ed infine il Verbano-Cusio-Ossola (2,5%). 

La mappa

Analizzando le modalità attraverso cui le imprese hanno deciso di lavorare con i mercati esteri, l’attività maggiormente diffusa è l’esportazione diretta rappresentata dal 42% delle imprese. Per quanto concerne la presenza attraverso sedi produttive in Paesi esteri, il 16% delle imprese hanno stabilimenti in Francia, il 14% negli Stati Uniti e l’11% in Germania. A seguire il 10% ha sedi in Cina, l’8% in Polonia e Brasile, segue la Spagna con il 7%. Guardando invece alle sole sedi commerciali, i mercati europei si confermano i principali, seguono Stati Uniti e Cina.

"Ci siamo sempre mossi - ha commentato Giorgio Marsiaj, Presidente dell'Unione Industriali Torino - nell'ottica del mercato francese ed europeo vicino a noi: negli ultimi tempi abbiamo puntato agli USA ed extra-Eu".

"Sull'export trainano un po' tutti i settori - ha aggiunto - dalla meccanica, all'automotive, aerospazio ed alimentare".

Cinzia Gatti

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GIUGNO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare" su Spreaker.

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium