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Economia e lavoro | 21 agosto 2023, 13:05

In Piemonte stop ai diesel Euro 5 da metà settembre, artigiani e commercianti sul piede di guerra: "Come un nuovo lockdown"

Banchieri (Confesercenti): "Non è così che si sostengono le imprese". E accusa anche il Comune di Torino per le strisce gialloblu e gli aumenti dei biglietti Gtt. De Santis (Confartigianato): "E' come impedire alle aziende di lavorare"

foto d'archivio

In Piemonte lo stop ai diesel Euro 5 scatena la rabbia di artigiani e commercianti

Prima ancora che il provvedimento entri in azione si è scatenata la reazione stizzita e contrariata delle associazioni economiche. Dal 15 settembre (fino al 15 aprile 2024) la Regione Piemonte ha deciso di vietare la circolazione dei diesel Euro: lo stop arriva con due anni di anticipo rispetto al 2025, anno in cui era prevista l'entrata in vigore delle nuove limitazioni antismog.

Stop ai diesel Euro 5 dal 15 settembre

Una misura che boccherà la circolazione dei mezzi diesel meno recenti (e di quelli a benzina fino a Euro 2 incluso e i Gpl e metano fino a Euro 1) dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle 19. Si calcola che saranno coinvolte oltre 300 mila vetture da questo stop, con commercianti e artigiani che sono scesi già sul piede di guerra: "Fra blocco degli Euro5 dieselstrisce gialloblu e aumento dei ticket per i parcheggi e i mezzi, si prepara un rientro dalle ferie disastroso per i commercianti, ma anche per i cittadini. Comune e Regione ci riflettano: non è questo il momento per assestare un altro duro colpo a negozi, bar e ristoranti”. Giancarlo Banchieri, presidente di Confesercenti Torino e Piemonte, non ha dubbi: i provvedimenti sulla viabilità nelle loro varie articolazioni avranno un solo effetto: "mettere in ulteriore difficoltà il commercio”.

Banchieri (Confesercenti): "Colpiti commercianti e cittadini"

Nel mirino, quindi, finisce anche il Comune di Torino per la decisione di introdurre le strisce gialloblu per favorire i residenti, oltre agli annunciati aumenti delle tariffe per i parcheggi e i mezzi pubblici. "Davvero – prosegue Banchieri – si piò pensare che ambulanti e agenti di commercio, per cui l’auto è strumento essenziale di lavoro, siano in grado in un periodo come questo di sostituire i loro Euro5? Ma questo vale anche per i tanti cittadini nelle stesse condizioni, che dovrebbero affrontare la spesa per cambiare l’auto quando già sono alle prese con bollette, mutui e inflazione. A quegli stessi cittadini si chiede poi di pagare di più i parcheggi o il biglietto per autobus e metro, con buona pace del mezzo pubblico come alternativa all’auto. Quanto alle strisce gialloblù, faranno perdere clientela ai ristoranti del centro: se trovare parcheggio sarà sempre più difficile, si scoraggiano le persone a spostarsi verso quelle zone".

È così – si chiede Banchieri – che si intende sostenere e sviluppare il commercio? In un periodo di crisi dei consumi grave e persistente bisognerebbe fare di tutto per garantire a imprese e cittadini un contesto favorevole. Invece si agisce in maniera esattamente opposta. Chiederemo a breve un incontro a Regione e Comune“.

De Santis (Confartigianato): "Come un nuovo lockdown"

Furibonda anche Confartigianato Torino, per bocca del suo presidente Dino De Santis: "Il blocco dei veicoli diesel Euro 5 è un provvedimento iniquo ed anti-imprenditoriale. Iniquo, perché penalizza le famiglie che non possono permettersi di sostituire l’auto: se non sei ricco non ti resta che viaggiare in bus (affidandosi ad un traporto locale sempre più costoso e inefficiente), oppure inforcare una bici o un monopattino. Anti-imprenditoriale, perché si fa finta di non sapere che il divieto di circolazione non si limita a penalizzare chi usa l’auto per recarsi al lavoro, ma impedisce di lavorare a tutti coloro-a cominciare dagli artigiani-per i quali il furgone non è un mezzo per spostarsi ma è un vero e proprio strumento di lavoro per raggiungere i clienti. In questo caso non si tratta di dover fare fronte a qualche disagio per sette mesi, bensì di non riuscire più a mandare avanti la propria attività imprenditoriale".

"Necessario al più presto un incontro in Regione"

De Santis rincara poi la dose: "Ancora una volta dobbiamo prendere atto dell’incapacità di varare misure strutturali per contrastare l’inquinamento, a cominciare da interventi capillari e seri su caldaie, stufe a bio massa, impianti termici vari. Ancora una volta a fronte delle prescrizioni dell’Unione europea si preferisce ricorrere alla soluzione più facile, ovvero impedire alle persone e alle imprese di spostarsi. Diciamocela tutta: il blocco anti-smog è per le micro-imprese un vero e proprio lockdown imposto per ragioni non sanitarie ma ambientali. Un ulteriore colpo assestato ad un settore che dopo aver pagato un duro prezzo durante la pandemia ora si trova a fare i conti con le conseguenze dell’inflazione".

Ma la cosa più sconcertante, per il presidente di Confartigianto Torino, è che non si siano ancora previsti incentivi per la rottamazione, "indispensabili per aiutare famiglie e artigiani ma anche l’intero settore dell’automotive: aspettiamo un intervento urgente da parte della Regione Piemonte”, ha concluso De Santis, facendosi portavoce delle imprese artigiane del territorio.

E non mancano le reazioni contrarie anche da altri fronti. "Il 14 settembre, alle ore 17, saremo sotto la regione per manifestare il nostro dissenso e disgusto verso una politica liberticida del cittadino. Manifesteremo per l'aumento delle strisce blu e il biglietto del servizio pubblico urbano, l'allargamento della ZTL e soprattutto la restrizione dei veicoli diesel Euro5 che partirà il giorno dopo", ha dichiarato Marco Liccione, leader del movimento 'No Green Pass' e della 'Variante Torinese'.

Duro anche il commento di alcuni esponenti politici. Il probabile candidato del centrosinistra alle prossime elezioni regionali, Daniele Valle, ha accusato Cirio di un "preoccupante silenzio quando si tratta di dare 'buone notizie' come quelle relative al divieto di circolazione". Il consigliere comunale di minoranza Pino Iannò, appartenente al gruppo misto, ha parlato invece di 'ciliegina sulla torta' a proposito del blocco degli Euro 5. "In pratica si pensa esclusivamente a far cassa, non si prendono mai provvedimenti strutturali seri.  Forse chi ci amministra pensa che da 0 a 90 anni utilizziamo tutti biciclette o monopattini, o forse carrozze con cavalli?”.

"Il Codacons, già intervenuto in merito alle limitazioni imposte a Roma ai proprietari di auto Euro 5, e pur comprendendo le ragioni di tutela ambientale che hanno determinato l’adozione del provvedimento, contesta modi e tempi dello stop ai veicoli Diesel Euro 5 adottato in Piemonte" fanno sapere dal Codacons.

 

"Come per la stangata su biglietti dei mezzi pubblici e dei parcheggi deliberata nelle scorse settimane dalla Giunta Comunale, anche la nuova misura della Regione Piemonte - anticipata di due anni rispetto al previsto – non tiene assolutamente conto del notevole pregiudizio che si produce a danno dei cittadini. È evidente, infatti, che non si possa obbligare – in tempistiche assolutamente inadeguate e prendendo di sorpresa i cittadini – un gran numero di lavoratori e di famiglie a sostituire i propri mezzi di trasporto privato in nome della transizione ecologica, in un momento in cui le difficoltà economiche già gravano pesantemente su di essi e sulle imprese, senza adeguati incentivi (che, per ora, sono solo annunciati). L’Associazione chiede di adottare ogni provvedimento idoneo a garantire ai proprietari di autovetture Diesel Euro 5 pregiudicati la liquidazione di un equo indennizzo, proporzionato al valore del danno subito a causa della privazione del godimento del bene (l’automobile)" conclude la nota.

 

 

 

 

redazione

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