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Eventi | 29 ottobre 2018, 07:34

Collegno ricorda la Grande Guerra con una mostra che racconta la vita dei soldati al fronte (FOTO)

A cento anni dalla fine del primo conflitto mondiale una mostra con testimonianze e racconti di fatti tragici. Cavallone: "Ora siamo nel periodo di pace più lungo della storia d'Europa, ma questo appuntamento ci ricorda cosa vuol dire avere la guerra in casa"

Collegno ricorda la Grande Guerra con una mostra che racconta la vita dei soldati al fronte (FOTO)

Sono passati cento anni dalla fine della Grande Guerra, un secolo che la città di Collegno ha voluto ricordare dando così valore alla memoria collettiva, frutto di ricordi, testimonianze e sacrifici legati ai tragici fatti vissuti durante quegli anni. "E' importante ricordare questa guerra perché ha fatto finire un mondo - ha commentato l'assessore Matteo Cavallone -. Ora siamo nel più lungo periodo di pace della storia in Europa. Nulla però è paragonabile alla miseria, alla povertà, alla fame e al sangue versato nella prima guerra mondiale. Questa mostra ci ricorda cosa vuol dire avere una guerra in casa. Dobbiamo sempre tenerlo in mente".

Nessuna retorica dello scontro, ma un invito a riflettere sul passato, grazie alla mostra "1918, la fine di un Mondo", che raccoglie non solo una testimonianza della guerra vissuta dalle persone al fronte, ma anche la sofferenza delle famiglie che, anche da lontano, hanno provato angoscia e dolore nell'attesa di veder tornare a casa i propri cari. Grazie al collegnese Egidio Rossi, collezionista e storico, questa mostra presenta soprattutto le storie delle persone, l'individualità e la quotidianità  dei giovani soldati. Una memoria fatta di cimeli, uniformi, piccoli oggetti di uso comune, come borracce, lanterne, posate, materiale per l'igiene personale, scarponi, ramponi da ghiaccio, in una esposizione che parla prima degli uomini che dei soldati . "La mia collezione ha un taglio particolare. Ho dedicato quarant'anni di vita a una raccolta che avesse una logica precisa, ricostruendo un percorso - ha raccontato Egidio Rossi -. La guerra è un fatto orribile, normalmente nei musei viene rappresentata in questa sua prospettiva spettacolare, non troverete scarpe, calze e sciarpe fatte dalle mamme. Cento anni sembrano pochi ma hanno cancellato moltissimo".

Un'occasione di approfondimento per conoscere la storia che prende vita in una mostra, che sarà visitabile fino al 23 novembre nella Sala delle Arti, che dà il via ad una serie di iniziative. Un taglio decisamente più umano, dunque, che vuole ricordare coloro che vissero la guerra cent'anni fa donando la propria vita, anche con una serie di conferenze, film e rappresentazioni sceniche che proseguiranno fino al 22 novembre

Diana Tassone

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