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24ovest.it | 08 febbraio 2019, 07:29

Influenza e pronto soccorso sovraffollato: i sindacati alzano la voce

"Come ogni anno è scoppiato ciò che era ampiamente prevedibile e nessuno ci ha consultato"

Influenza e pronto soccorso sovraffollato: i sindacati alzano la voce

Arriva l'influenza, che colpisce (e mette a letto) tantissimi cittadini. Ma l'effetto si sente anche negli ospedali, tanto che - sul territorio della Asl To3 - i sindacati hanno di nuovo fatto sentire la propria voce. In particolare Cgil, Cisl, Nursing Up, Fsi e Fsi Usae, proprio le sigle che nei giorni scorsi hanno dichiarato lo stato di agitazione, lanciando pesanti accuse al direttore generale Flavio Boraso, che non ha mancato di rispondere, così come l'assessore regionale Antonio Saitta, interpellato invece sulla riorganizzazione dei laboratori analisi della zona.

"Come ogni anno siamo alle solite è scoppiato l’ampiamente prevedibile sovraffollamento dei Pronto Soccorso e degli Ospedali dell’ASL TO3 - si legge in una nota diffusa dai rappresentanti dei lavoratori -. Quest’anno le Organizzazioni Sindacali non sono state coinvolte nella predisposizione del piano per fronteggiare il sovraffollamento dovuto all’emergenza influenzale, se così si può ancora chiamare visto che sono anni che assistiamo sempre allo stesso “copione”. Non coinvolgere le Rappresentanze dei Lavoratori a ragion veduta non è che abbia portato grandi risultati".

"Siamo stanchi di questa situazione - proseguono - perché lo scorso 27 dicembre, anche in previsione delle cosiddetta emergenza influenzale, abbiamo ottenuto su nostra richiesta un incontro con la Direzione dell’Asl ed abbiamo detto quali potevano essere gli eventuali interventi che potevano migliorare le condizioni di lavoro degli operatori e l’assistenza ai pazienti". 

Proposte che, raccontano i sindacati, vanno dall'acquisizione temporanea della disponibilità di 40 posti letto dal privato (CAVS o RSA) al posto dei 21 previsti dall’Azienda, all'attivazione di prestazioni aggiuntive per il personale richiamato in servizio dal riposo e l'acquisizione di personale interinale per coprire le carenze di personale nei reparti di ricovero, nei pronto soccorso, nelle cure domiciliari, nei Reparti di Continuità Assistenziale a Valenza Sanitaria aziendali (CAVS). "Il risultato è stato che sono stati presi solo 21 posti letto in Strutture private (per tutta l’ASL) - dicono i sindacati - e il personale non è stato preso a sufficienza neanche per coprire le carenze più evidenti. E il personale viene richiamato in servizio dal riposo senza il pagamento di prestazioni aggiuntive, sopportando turni di lavoro massacranti". 

"Siamo stanchi di vedere il personale utilizzato come “tappa buchi” come sta avvenendo in queste ore, spostato da un reparto all’altro senza che conoscano pazienti e attività; questa è una pratica becera che richiama modi di gestire di mezzo secolo fa e tra l’altro determina un aumento del rischio clinico. Fino a quando i servizi territoriali non riceveranno adeguati investimenti (risorse umane e mezzi) non potranno supportare gli ospedali assistendo i pazienti a domicilio o sul territorio".

M.Sci

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