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Cronaca | domenica 11 marzo 2018, 07:49

Grugliasco, Bianco "torna" alle urne: "Il Pd non ha più una struttura, anche a livello locale"

“Proprio oggi è arrivata al Sindaco la prima mail che chiedeva se il Comune aderiva al reddito di cittadinanza”. E domani si attende l'assemblea nazionale dei Dem

Grugliasco, Bianco "torna" alle urne: "Il Pd non ha più una struttura, anche a livello locale"

Una settimana dopo il responso elettorale ed il suo primo scarno commento a caldo, l’assessore ai trasporti di Grugliasco, Raffaele Bianco, ha avuto modo di riflettere più in profondità sulle ragioni di quanto accaduto allo schieramento di centrosinistra cui appartiene e su ciò che si attende dal futuro politico.

A parte la provocatoria e spietata comparazione dei risultati elettorali nazionali con quelli comunali dell’anno scorso, qual è la sua lettura della pesante sconfitta del centrosinistra?
"Non esiste una sola lettura, ma un insieme di fattori che ci hanno visti sconfitti. Salvini e Di Maio hanno iniziato la campagna elettorale cinque anni fa raccontando agli italiani che rimanevano fuori dal governo per evitare inciuci mentre ora sono alla ricerca di accordi per poter governare ed hanno usato un lessico e slogan facili per acchiappare voti: il tema dell’immigrazione, la flat tax, l’abolizione della Fornero, il dimezzamento degli stipendi, l’eliminazione dei privilegi ed il reddito di cittadinanza. Proprio oggi è arrivata al sindaco Montà la prima mail che chiedeva se il Comune aderiva al reddito di cittadinanza. Tanti nostri elettori sono stati attratti da questo ‘introito’ ed altri sono andati alle urne col sangue agli occhi per continuare il lavoro cominciato il 4 dicembre 2016: votare contro Matteo Renzi. Poi il mancato rinnovamento ha fatto il resto, Renzi lo prometteva insieme alla rottamazione e ci ha invece regalato i soliti nomi e parlamentari che andavano oltre la regola dei tre mandati, e ciò senza alcun contesto partitico. Il Pd ormai non ha una struttura da troppo tempo, manca il livello nazionale e pure quello locale".

Proprio Montà, il giorno dopo le elezioni, ha detto che ci siamo svegliati in un Paese diverso, "non si giudicano gli elettori, va valutata la debolezza della nostra proposta di governo e dobbiamo farci delle domande precise in proposito". Cosa pensa della sua analisi?
"Non fa una piega. Gli elettori ci hanno mandato all’opposizione e comunque in minoranza. Quello è il nostro posto e non possiamo pensare di fare alleanze o inciuci con chi la vede in maniera completamente diversa dalla nostra".

In minoranza sicuramente sì, ma anche ago della bilancia per la formazione del futuro governo. Il Pd sembra diviso su questo perché c’è chi sostiene che alcuni dei punti del programma politico collimano con quello di chi sarà chiamato alla guida del Paese. Cosa dovrebbe fare il centrosinistra?
"Ad oggi non ho sentito ancora un iscritto che vorrebbe fare l’accordo col M5S. Non sono infatti un interlocutore credibile".

Chiamparino ha commentato l’esito delle urne dicendo che “sul piano nazionale mi sembra che s’imponga l’apertura di una discussione congressuale partendo ovviamente dall’azzeramento dei vertici. Il tema è in tutta evidenza ritrovare l’identità e il programma di una sinistra che sappia governare guardando ai giovani, alla crescita e all’inclusione sociale”. Domani ci sarà l’assemblea nazionale del Pd: cosa auspica che succeda?
"Auspico in una presa di coscienza rispetto alla situazione attuale. I bulletti che hanno gestito i rapporti con le altre forze politiche fallendo, devono fare due passi indietro. Gli errori servono solo se poi li riconosciamo".

Il senatore Stefano Esposito, a poche ore dalla chiusura dei seggi, ha detto che “con queste elezioni si chiude il mio impegno politico a tempo pieno, gli elettori hanno dato il loro responso. La pratica di scaricare le responsabilità su altri non mi appartiene, tra qualche giorno ritornerò al mio lavoro in prefettura, una pagina si chiude ed un’altra si apre”. La considera una decisione affrettata ed istintiva o fondata su ragioni profonde ed irrevocabili?
"Gli elettori hanno bocciato il progetto renziano e non l’impegno dei parlamentari del territorio. La politica ha bisogno dei tanti Stefano Esposito e della loro serietà, per cui spero possa continuare a prodigarsi, anche se capisco gli affanni di un padre che per vedere realizzati i desideri della comunità sacrifica la propria famiglia".

Massimo Bondì

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