Economia e lavoro - 16 settembre 2026, 16:27

Ex Dana di Sommariva Perno, la nuova proprietà Usa vuole trasferire l'intera produzione e 180 lavoratori a Rivoli

L'intenzione comunicata alle Rsu. I sindacati proclamano per domani un primo sciopero di 8 ore con presidio ai cancelli. Calabrese (Fiom Cgil): "Licenziamenti mascherati, l'azienda torni sui suoi passi"

Nella foto d'archivio un'iniziativa sindacale di fronte ai cancelli dello stabilimento sommarivese

Nella foto d'archivio un'iniziativa sindacale di fronte ai cancelli dello stabilimento sommarivese

A soli pochi mesi dall'acquisizione perfezionata lo scorso 2 gennaio, il gruppo statunitense Allison Transmission – subentrato nella proprietà degli ex stabilimenti italiani di Dana – ha comunicato alle rappresentanze sindacali unitarie l'intenzione di trasferire l'intera produzione della sede di Sommariva Perno presso l'impianto di Rivoli, in provincia di Torino. Una decisione che mette a rischio il futuro lavorativo dei 180 dipendenti attualmente impiegati nel sito roerino.

La notizia ha provocato l'immediata reazione dei sindacati, con la Fiom Cgil in prima linea nel rigettare la proposta aziendale. 

L'organizzazione sindacale ha proclamato per la giornata di domani, giovedì 17 settembre, una prima giornata di sciopero con otto ore di presidio davanti ai cancelli dello stabilimento di località Piano, riservandosi di estendere la mobilitazione anche al secondo sito produttivo cuneese della multinazionale, situato a Cervere.

"Dopo tutte le rassicurazioni fatte nei vari tavoli tenuti nei mesi scorsi – spiega Domenico Calabrese, componente della segreteria provinciale della Fiom Cgil –, compresi i tavoli del governo, il primo risultato è la volontà di trasferire tutte le maestranze da Sommariva Perno a Rivoli. Per noi si tratta di licenziamenti mascherati, visto che non è pensabile per i lavoratori percorrere due volte al giorno un viaggio di 50-60 km, ancor meno con l'odierno costo del gasolio e considerando che tra i 180 addetti vi sono donne e contratti part-time".

Secondo il sindacato l'iniziativa unilaterale della nuova proprietà smentisce gli impegni assunti in materia di tutela occupazionale e di mantenimento dei presidi territoriali nella Granda, dove il gruppo conta circa 400 addetti complessivi. "L'azienda che aveva parlato di difesa dei posti di lavoro propone ora questo trasferimento coatto – prosegue Domenico Calabrese –. Chiediamo ad Allison di tornare immediatamente indietro. Le lotte andranno avanti sino a quando l'azienda non retrocederà da una volontà la cui motivazione è solamente economica. Il passaggio da Dana ad Allison mostrava alcune ombre, dietro le quali oggi si rivelano scelte che non possiamo che commentare negativamente".

FIM-FIOM-UILM: “FORTE CONTRARIETÀ PER ANNUNCIO RIORGANIZZAZIONE SITI ITALIANI”
In una nota Fim, Fiom e Uilm esprimono intanto "forte preoccupazione in merito alla comunicazione effettuata dall'azienda in merito a un nuovo assetto organizzativo dei siti produttivi presenti sul
territorio italiano".

"Nello specifico – si legge nel comunicato firmato dalle tre sigle – l’azienda ha annunciato la volontà di trasferire tutte le attività produttive con relativo trasferimento delle maestranze dal sito di Sommariva presso il sito di Rivoli. Tale annuncio, apre scenari particolarmente critici: la chiusura di uno stabilimento in Italia e un concreto rischio per la tenuta occupazionale dei lavoratori e delle lavoratrici coinvolti, oltre che per l'intero indotto e i territori interessati. Riteniamo inaccettabili scelte di questa portata, anche alla luce delle discussioni tenutesi presso il Mimit, dove più volte la nuova proprietà, rappresentata da Allison, ha ribadito che nessun sito italiano sarebbe stato chiuso".

"Nel ribadire la nostra contrarietà a operazioni di questa natura – proseguono i sindacati – chiediamo l'avvio di un percorso di confronto strutturato all'interno del quale vengano attentamente valutati gli impatti negativi per i lavoratori coinvolti, e affinché si ricerchino soluzioni alternative da parte dell’azienda. Ci riserviamo, in assenza di riscontri e di disponibilità da parte aziendale e soprattutto dinanzi ad
azioni unilaterali da parte della stessa, di mettere in campo tutte le iniziative di mobilitazione ritenute necessarie a tutela dell'occupazione e dei siti italiani. Per tali motivi chiediamo la convocazione di un tavolo urgente con l'azienda, al fine di avviare il confronto sopra richiamato. Ci riserviamo inoltre di richiedere un tavolo presso il Mimit dove discutere degli effetti delle scelte aziendali e del futuro dei siti italiani”. 

Ezio Massucco

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