Cronaca - 09 ottobre 2026, 06:53

Torino piange Ugo Mazzia: addio a una colonna della musica indipendente

​Manager e stage manager di riferimento per il panorama alternative italiano, si è spento all'età di 58 anni. Il ricordo commosso di artisti e colleghi, da Max Casacci ai Perturbazione

Ugo Mazzia (foto da pagina facebook Max Casacci)

Il mondo della musica indipendente in lutto per la scomparsa di Ugo Mazzia, venuto a mancare all'età di 58 anni. Risiedeva a Rivoli, ma era un volto storicamente conosciuto e amatissimo a Torino, la città che ha fatto da centro propulsore a gran parte della sua vita professionale e umana. Con la sua presenza costante e eclettica, la grande competenza e un'inconfondibile passione, Mazzia è stato per decenni un vero e proprio punto di riferimento per artisti, addetti ai lavori e festival di tutta Italia.  

​Nel corso della sua carriera Mazzia ha legato il suo nome a importanti realtà del panorama indie e alternative nazionale.

Le band

Ha guidato e affiancato band storiche come Fluxus, One Dimensional Man, The Zen Circus, Nadàr Solo, Lo Straniero e Parsec, fino ad accompagnare il percorso recente degli Animaux Formidable fin dai loro primi passi e durante l'esperienza a X Factor. 

A ciò si aggiunge lo storico ruolo da stage manager che lo ha visto dirigere il palco delle prime dieci edizioni del celebre festival MI AMI di Milano.

​In queste ore si susseguono innumerevoli messaggi di affetto e ricordi commossi da parte di tantissimi protagonisti della scena musicale, da Max Casacci dei Subsonica ai membri dei Perturbazione, fino a un intero movimento di musicisti, tecnici e promoter che con lui hanno condiviso chilometri, concerti e progetti. 

​Per chi volesse dedicargli un ultimo saluto, sarà possibile salutare Ugo presso la casa funeraria "Casa Athena" in via Cuorgnè 36 a Rivoli, dalle ore 9 alle 18. La veglia di preghiera si terrà venerdì 9 ottobre alle ore 17 presso la parrocchia Maria Regina della Pace a Torino. I funerali saranno celebrati sabato 10 ottobre alle ore 14 nella medesima parrocchia torinese

Daniele Capponetto