- 22 settembre 2026, 07:42

Ristoranti vietati ai bambini, una tendenza che dilaga, voi che ne pensate?

Un fenomeno che arriva dagli Usa e ha contagiato anche il nostro Paese, scatenando polemiche

Negli ultimi tempi si sente parlare sempre più spesso di ristoranti childfree, locali in cui l'ingresso ai minori non è consentito. La tendenza a inaugurare questo tipo di locali è nata in America e si è allargata a macchia d'olio.

Da una parte c'è chi rivendica il diritto di cenare senza urla, passeggini parcheggiati tra i tavoli e bambini che fanno slalom tra i camerieri. Dall'altra i genitori che si chiedono perché mai la presenza di un bambino debba essere considerata incompatibile con una cena fuori. In mezzo ci sono i ristoratori.

Alcuni accolgono volentieri famiglie e bambini, altri semplicemente non sono attrezzati per farlo e altri ancora scelgono apertamente di rivolgersi ad una clientela adulta. C'è poi una terza possibilità: forse il problema non è tanto bambini sì/bambini no, quanto il comportamento. Perché esistono bambini che cenano tranquillamente per 2 ore e adulti che, dopo la terza birra, riescono a produrre più decibel di una festa di 5ª elementare.

Infine c'è chi sostiene che un ristoratore debba essere libero di stabilire a quale pubblico rivolgersi, purché lo dica chiaramente prima della prenotazione. In Italia per legge non si può vietare ai bambini di entrare in un ristorante con cartelli e indicazioni, senza incorrere in sanzioni amministrative.  È vero, però, che alcuni locali sono poco adatti ai bambini per atmosfera, menu e spazi.

La questione, insomma, è molto meno semplice di "i bambini disturbano" contro "i bambini hanno diritto di andare ovunque". Quindi la giriamo a voi: ristoranti childfree sì o no? Il dibattito è apertissimo.

Silvia Gullino