Cultura - 12 giugno 2026, 15:35

Collegno Fol Fest da record: oltre 6.500 presenze per la quinta edizione diffusa

Conclusa la rassegna tra memoria, salute mentale e inclusione nel centenario dello Smemorato. Grandi nomi e giovani protagonisti riempiono la Certosa e l’Orto che Cura, superando ogni aspettativa

Cinque giorni, più di cinquanta appuntamenti diffusi tra il Parco della Certosa, l’ex manicomio e i luoghi simbolo della storia psichiatrica di Collegno, oltre 4.000 prenotazioni per gli eventi serali nel Chiostro e circa 2.500 partecipanti alle attività all’Orto che Cura, nelle aule di UniTo, alla Lavanderia a Vapore, a Villa 5 e negli altri spazi della festa diffusa: la quinta edizione della Collegno Fol Fest si chiude con un bilancio che conferma la manifestazione come uno degli appuntamenti nazionali più rilevanti sui temi di memoria, identità, salute mentale e inclusione.

«Le oltre 4.000 prenotazioni nel Chiostro e la partecipazione costante negli altri luoghi del festival raccontano un interesse che, devo ammettere, è stato in parte inatteso» sottolinea Lorenzo Siviero, coordinatore responsabile della Collegno Fol Fest. «Collegno Fol Fest è sempre più riconosciuta come una festa della città e della comunità: la cittadinanza non solo ha riempito le serate con i grandi divulgatori, da Galimberti a Lucarelli, da Scanzi a Schettini, ma ha popolato in modo ancora più capillare la libreria, i workshop, le conferenze, le mostre, gli incontri all’Orto che Cura».

Nel centenario del caso dello “Smemorato di Collegno”, la V edizione della Fol Fest ha scelto come filo conduttore il tema “PerdutaMente. Dimenticare per ricordare, perdersi per ritrovarsi”, trasformando gli spazi dell’ex ospedale psichiatrico in un laboratorio di cittadinanza dove la memoria storica del territorio dialoga con le fragilità del presente, in particolare quelle delle nuove generazioni.

Dagli esperimenti e alle “emozioni” di Vincenzo Schettini, fino al teatro-canzone “Sono un errore” con Andrea Scanzi e Mauro Ermanno Giovanardi, alle atmosfere noir di Carlo Lucarelli sullo Smemorato e alla chiusura con Matteo Saudino – BarbaSophia e Giua in “Anime fragili”, gli eventi serali hanno portato i temi della festa a un pubblico ampio, mescolando cittadine e cittadini, pubblico proveniente da fuori città e molti giovani. L’unico rammarico di questa edizione è l’annullamento, a causa di una pioggia intensa e ininterrotta, della lectio di Umberto Galimberti: proprio questa esperienza, unita alla crescita costante del pubblico della Collegno Fol Fest, apre una riflessione condivisa sulla necessità, per le prossime edizioni, di affiancare al Chiostro della Certosa una capienza alternativa al chiuso per gli appuntamenti serali di maggiore richiamo, così da garantire continuità al programma anche in caso di condizioni meteorologiche avverse e rendere la festa ancora più accessibile e sicura per tutte e tutti.

Accanto ai grandi nomi, il cuore della partecipazione è stato all'Orto che Cura, progetto di rigenerazione ambientale e umana gestito dalla Cooperativa Il Margine che è il vero cuore della Fol Fest. Durante i quattro giorni del programma è diventato libreria all'aperto, spazio di incontri, workshop, concerti, momenti conviviali e lavoro inclusivo. Qui hanno preso forma la Libreria Fol Fest, in collaborazione con la libreria "La Gang del Pensiero", e numerosi laboratori e workshop dedicati in particolare ai giovani, alle narrazioni autobiografiche e alle esperienze di recovery. Le presentazioni dei libri e le interviste agli autori nell'ambito della Libreria Fol Fest sono state condotte dagli studenti della Scuola Holden, che hanno così trasformato lo spazio in un vero laboratorio di giornalismo culturale e critica letteraria. Ma non bisogna dimenticare la cura e l’accoglienza del pubblico e degli ospiti grazie alle preparazioni e alle prelibatezze del Bristrorto, il bistrò solidale dell’Orto che Cura.

Emozionante il coinvolgimento delle nuove generazioni: un pubblico certamente eterogeneo, ma la presenza di giovani e giovanissimi, in particolar modo per gli appuntamenti con i "prof" Schettini e Saudino, è un obiettivo raggiunto. Protagonisti attivi, poi, i 21 studenti e studentesse della Scuola Holden con il primo Premio letterario Collegno Fol Fest e attraverso il lavoro di Voci in Fol, la web radio ufficiale della Festa.

La Fol Fest ha confermato la propria natura di festa diffusa: l’Aula Hospitalis, il Chiostro della Certosa, l’Ex Hammam e la Sala Polivalente di Villa 5, la Lavanderia a Vapore, la Sala delle Arti, le aule di UniTo, il Parco della Certosa, il Vascone di piazza della Pace e l’Orto che Cura hanno ospitato conferenze scientifiche, tavole rotonde, mostre, percorsi culturali, performance artistiche e musica.

Tra le mostre e installazioni, “La bellezza rivelata. Sussurri di libertà” di Sara Masoero ha intrecciato lettere d’archivio e fotografie di fiori restituendo dignità alle persone internate; “Corpi sguardi e spiriti”, curata da Lillo Baglio, ha portato opere da più Paesi dentro l’Ex Hammam; “La Zona” di Gabriele Boccacini e “Ci che resta prima del silenzio” di Giacomo Doni.

Collegno Fol Fest è ideata e promossa da Città di Collegno, ASL TO3, Arci Valle Susa-Pinerolo APS, Cooperativa Il Margine e Lavanderia a Vapore, con il sostegno della Città di Collegno e il patrocinio dell'Università degli Studi di Torino.


www.collegnofolfest.it

comunicato stampa