Siglato un patto che mira a ridurre quei 62 metri di dislivello che separano apparentemente il Castello di Rivoli dalla città. “Abbiamo sempre avuto tante collaborazioni - spiega il sindaco, Alessandro Errigo-. Ma ora abbiamo ragionato su un disegno che vogliamo creare per far sì che tutta la città di Rivoli possa respirare l’arte e la cultura. Avviciniamo così gli spazi fisici e abbattiamo le barriere fisiche e psicologiche”.
Il primo passo compiuto in questa direzione di avvicinamento è l'ingresso del Comune nel nuovo cda del Castello con la figura di Bruno Bertero. “Abbiamo voluto unire esperienza, rivolesità e competenza. Abbiamo quindi chiesto a Bertero di darci una mano per far uscire l’arte contemporanea dal Castello coinvolgendo la città stessa. Gli abbiamo dato quindi questo incarico di formare un tavolo per una rigenerazione urbana della città e mettere a sistema tutte le realtà che abbiamo”.
Rapporto tra castello e città
“Questo rapporto tra castello e città è sempre stato difficile - spiega Bertero -. Questi 62 metri di dislivello sono sempre stati invalicabili. Quella di oggi è una sfida, ma siamo qua per questo. Presto faremo un bando a cui chiunque potrà partecipare mettendo a disposizione le proprie competenze per promuovere le proposte e le visioni dei singoli soggetti”.
Obiettivo del progetto è rilanciare l’economia, la cultura e la socialità della città di Rivoli, ma anche del territorio. Tra gli altri anche quello di far dialogare il centro storico, il Castello e le ville come Palazzo Piozzo, Parco e Villa Melano, Villa Cerruti. Archiviata la scalinata mobile, si guarda a usufruirne come semplice accesso alla città alta.
“Intervento chiuso: la scalinata che collega la città è fissa. Arriva esattamente alla Collegiata Alta. Luogo caro si rivolesi, ma che presenta diverse criticità, l’accordo con il Politecnico di Torino mira a ripensare questi spazi e ridarli alla città”.
Vecchia caffetteria
Prima azione concreta in questo senso è la messa a disposizione da parte del Comune di un contributo da 150 mila euro per dare una spinta alla riapertura della Vecchia Caffetteria. Il patto prevede inoltre la collocazione di opere e installazioni di arte contemporanea in città, permanenti o temporanee. Tra le novità messe a terra per i cittadini, l’ingresso gratuito ai residenti ogni sabato del mese.
“Questo Castello oggi non ha un fossato, ma c’era - commenta il direttore Francesco Manacorda-. Noi vorremmo colmare e restituire alla città l’appartenenza affettiva di questo luogo. Deve essere sentita come un’istituzione nostra. L’idea di una partecipazione alla comunità deve essere un elemento per la vita di tutti i cittadini. Questa nuova opportunità è rappresentata dal giorno di apertura gratuito ai rivolesi”.
I tempi? Come ha specificato il sindaco sono “indefiniti”: “Continuerà questo patto che sarà rinnovato ogni tre anni. È una modalità di approccio con un tempo indefinito. Per le operazioni puntuali, ci sono le varie tempistiche delle opere di riqualifica delle singoli ville e palazzi”.