“La decisione del Comune di Rivoli, guidato da un sindaco del PD, di istituire una commissione sulla bretella dell’Alta Velocità Orbassano–Avigliana rischia di rallentare un’opera fondamentale per il Piemonte. Iniziative di questo tipo non aggiungono nulla sul piano tecnico e servono solo a creare incertezza, ostacoli politici e allungamento dei tempi. La Lega ha una parola sola: la TAV è un’infrastruttura strategica e non può essere messa in discussione da commissioni inutili. Se il Pd ha deciso, in nome del campo largo, di rallentare l’opera esca allo scoperto e si assuma la responsabilità con il territorio e il suo tessuto economico”. Così in una nota Fabrizio Ricca, capogruppo Lega in Piemonte, e Laura Adduce, capogruppo Lega a Rivoli.
Azione e Lega sulla barricate
Parole simili dalla deputata di Azione Daniela Ruffino, che parla di: "passo indietro che rischia di produrre valutazioni a senso unico su un’opera strategica per il territorio”. “ Il Comune di Rivoli - prosegue - dovrebbe piuttosto concentrarsi sulle vere priorità, a partire dalla conclusione della linea metropolitana, attesa da anni". " È ora di parlare chiaro: il Pd dica cosa pensa davvero della Torino-Lione, senza ambiguità e senza giochi politici dannosi per lo sviluppo del territorio” - conclude Ruffino.
M5S contro l'opera
Torna a contestare l'opera il M5S, per voce del parlamentare Antonino Iaria: "Sulla Torino Lione siamo davanti all’ennesimo gioco delle tre carte: a seconda di dove si parla, i costi cambiano e le coperture diventano una formula magica buona per i titoli, non per i bilanci pubblici.
Da una parte c’è chi continua a ripetere il dato dei 11,8 miliardi e dell’aumento del 127% rispetto alle stime iniziali. Dall’altra, negli atti ufficiali si richiama un costo “aggiornato” da TELT pari a 11,11 miliardi, spiegando che il +127% deriverebbe dal confronto con stime anni ’90 su un progetto non più attuale". "Quest'opera - aggiungono - è un pozzo senza fondo, e quando iniziano i balletti tra “costo certificato”, “costo complessivo”, “aumento percentuale” e “cofinanziamento europeo”, l’unica certezza è che il conto finale rischia di finire sui contribuenti italiani, mentre sul territorio restano ferme le opere utili, la manutenzione e il trasporto pubblico di tutti i giorni".
“Chiediamo al Governo un quadro unico, trasparente e aggiornato che indichi costo complessivo, perimetro delle opere, fondi UE già assegnati, fondi solo attesi e fabbisogno residuo a carico dello Stato: basta propaganda, basta numeri ballerini, basta scaricare i rischi sui bilanci pubblici" conclude il Movimento 5 Stelle.