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Attualità | 04 giugno 2024, 12:45

I giornali locali non fermano l'emorragia: in 30 anni persi 200mila copie e 400mila lettori. Ma ora c'è la rivoluzione dell'online

Lo svela la nuova ricerca di Roberto Moisio sulle testate che raccontano le province: dal 1995 ne sono sparite 20. Resistono cronaca e sport del territorio, "attenzione però alle fake news"

I giornali locali non fermano l'emorragia: in 30 anni persi 200mila copie e 400mila lettori

I giornali locali non fermano l'emorragia: in 30 anni persi 200mila copie e 400mila lettori

"Dalla crisi del 2008, nessun settore industriale ha subito un numero maggiore di posti di lavoro persi rispetto all'editoria. E questo fenomeno ha colpito soprattutto le testate locali". Così Stefano Tallia, presidente dell'Ordine dei giornalisti del Piemonte, presentando la nuova ricerca sull'informazione locale in regione. "Ora la situazione serve essersi stabilizzata, ma soprattutto ha fatto la sua comparsa il giornalismo online. In qualunque sua forma, comunque, queste testate contribuiscono a dare voce e rappresentare un presidio delle province".

Perse 200mila copie e 400mila lettori

L'opera, portata avanti da Roberto Moisio, si intitola "Piccole vedette piemontesi". L'ultima edizione risale a circa 30 anni fa, per la precisione al 1995. "La situazione, rispetto a quei tempi, certifica un calo di diffusione notevole. Da 600mila copie delle 73-75 alle circa 400mila attuali, passando da 1,8 milioni a 1,4 milioni, mentre le le testate si sono ridotte di circa 20 unità".

"La sensazione diffusa è quella di resistere, da bravi piemontesi - prosegue - ma siamo nel pieno di una transizione tra carta e online che non è ancora finita, né definita. Senza dimenticare che oggi anche un luogo di riferimento come le edicole stanno scomparendo, andando a spezzare il legame con il lettore".

Cronaca, sport e AI

Cosa resiste? "Cronaca locale e sport del territorio - sottolinea Moisio - solo i giornali locali ne offrono un resoconto puntuale e completo. In questo i giornali locali hanno resistito alla pandemia e alla concorrenza dei grandi giornali, così come quella del telefonino".

E sulle nuove frontiere (anche tecnologiche) Moisio non ha dubbi: "Bisogna vigilare e difendere quel legame di fiducia che fa direi lettori che una certa cosa l'ha detta il tale giornale. E contro le possibili fare news, realizzabili sempre di più con l'intelligenza artificiale, bisogna che si controlli e, nel caso, si sanzioni chi sgarra".

Fare memoria di quel che è stato

"Un altro mondo - ricorda Giorgio Levi, presidente del centro Pestelli - e noi siamo stati protagonisti di un cambiamento rapido e tumultuoso. Ma è importante tenere memoria di quel che è successo, anche per le generazioni di giornalisti più giovani che magari, all'inizio, possono ritenersi meno interessate".

"La crisi è stata forte e temiamo che il peggio possa ancora venire - commenta Silvano Esposito, presidente di Stampa Subalpina - e l'attività del sindacato è ormai quasi esclusivamente difensivo. Non si forma un contratto nuovo da molto tempo, a livello nazionale".

La novità dell'online: noi, al fianco di Netflix

L'elemento di novità è senza dubbio il mondo dell'online. Come spiega Enrico Anghilante, editore di Morenews: "In questi 24 anni lo sviluppo si è accompagnato alla necessità di stabilizzare le situazioni e far quadrare i conti. Il settore è ancora in una condizione di non equilibrio e bisogna lavorare per metterlo in equilibrio, un lavoro in cui Ordine e sindacati possono dare un grande contributo".

"Tre anni fa - prosegue - abbiamo deciso di spingere molto sulla presenza di video, fino ad arrivare alle smart tv. Vogliamo che la nostra icona si affianchi a quella di Netflix e altri colossi. A cominciare da TeleGranda, tra pochi giorni. Inoltre proponiamo servizi a valore aggiunto per i nostri lettori: cominciamo con il Corso per il consigliere comunale. E poi ci apriamo al mondo dello sport, non come cronaca in sé, ma come gestione e organizzazione degli eventi. Ma la cosa più difficile rimane confermarsi tutti i giorni".

Influencer dell'opinione pubblica 

E Barbara Pasqua, direttrice di TargatoCn e di molte delle testate del gruppo MoreNews, racconta: "Gestire una redazione di un giornale online è al tempo stesso facile e molto difficile. Ma mi ritengo fortunata: vivo una redazione e un giornale sano, dal punto di vista economico, ma anche da quello dell'ambiente. C'è libertà, confronto e siamo a tutti gli effetti una cooperativa giornalistica. Cerchiamo di fare del nostro meglio, i numeri lo dimostrano. E ammettiamo quando sbagliamo".

"Siamo circa 150 giornalisti, contando tutte le nostre redazioni - prosegue - ma è importante circondarsi di persone serie e di brave persone, cui dare la fiducia necessaria. Questo dà un valore aggiunto all'ambiente e ai lettori. E poi, rimanere giornalisti di una testata locale è una cosa molto bella: le persone si fidano, ti riconoscono e ti identificano come interlocutore. Abbiamo una funzione sociale che non dobbiamo dimenticare e noi la assolviamo dando voce a tutti. Siamo gli influencer dell'opinione pubblica. La sfida è proprio questa".

Massimiliano Sciullo

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