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Economia e lavoro | 29 febbraio 2024, 15:30

Gelo sui saldi invernali a Torino: "Calo del 20%, una delle stagioni peggiori di sempre"

Domani la fine del periodo delle promozioni. Caudana (Confesercenti): "Clima mite e crisi economica hanno scoraggiato i consumatori: vendite in diminuzione per 7 negozi su 10"

Saldi invernali con vetrine addobbate

I saldi invernali a Torino non hanno funzionato: calo del 20% in vista della chiusura di domani

Domani arriva il fischio finale, ma non saranno certo gli applausi ad accogliere la prestazione dei saldi invernali a Torino. Secondo le stime di Confesercenti, infatti, sotto la Mole le vendite promozionali sono andate decisamente male: 7 negozi su 10 hanno venduto di meno rispetto al passato e, più in generale, gliaffari sono peggiorati del 15-20%. Colpa, spiega la presidente di Fismo-Confesercenti Micaela Caudana, del “clima mite e della crisi economica, che hanno scoraggiato i consumatori”.

"Non c’era bisogno di aspettare sino a oggi per constatare il calo - prosegue -: salvo i primi giorni in cui le vendite sono state tutto sommato soddisfacenti, per il resto del periodo esse sono rimaste al palo. È sicuramente una delle peggiori stagioni degli ultimi anni".

Partenza sprint, poi la frenata (per il caldo)

Secondo i commercianti, soltanto nei primi quindici giorni lo scontrino medio è rimasto in linea con le aspettative della vigilia (130 euro). Poi la spesa è scesa sotto i centro euro, anche perché le temperature degli ultimi mesi non hanno invogliato agli acquisti di capi pesanti (cappotti, giacconi, piumini), i più costosi. I consumatori si sono orientati piuttosto su magliette, camicie e scarpe.

Abbigliamento senza regole

Sotto accusa da parte di commercianti anche il fatto che il settore dell’abbigliamento continua a essere in balìa di sconti e promozioni senza alcuna regolamentazione. Secondo i calcoli di Fismo-Confesercenti, questo fenomeno sottrare ai negozi di vicinato del Piemonte un fatturato di oltre 250 milioni all’anno.

Calo degli investimenti

La minor liquidità di cui dispongono i commercianti sta condizionando anche i loro approvvigionamenti futuri: secondo gli agenti di commercio della Fiarc-Confesercenti, l’associazione di categoria, gli ordinativi per la prossima stagione stanno andando a rilento e si registra un calo superiore al 10%.

Per ogni apertura, quattro chiusure 

I saldi – conclude Giancarlo Banchieri, presidente di Confesercenti – rappresentano soltanto uno dei campanelli d’allarme della crisi del settore: stiamo assistendo da tempo alla lenta agonia dei negozi di abbigliamento, il cui numero è diminuito di circa un terzo negli ultimi dieci anni. Un fenomeno, questo, sta subendo un’accelerazione: nel 2023 per ogni impresa nata, quattro hanno cessato l’attività”.

Massimiliano Sciullo

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