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Cronaca | 07 febbraio 2024, 14:58

A Rivoli rinasce "Villa Mater", una residenza con nuovi alloggi per gli over 60 autonomi

Investimento da oltre 4 milioni di Ufficio Pio: ci sarà anche ristorazione e bar aperti alla cittadinanza

A Rivoli rinasce "Villa Mater", una residenza con nuovi alloggi per gli over 60 autonomi

Il complesso “Villa Mater – Riccardo De Angeli” di Rivoli rinasce diventando una residenza per la "longevità attiva". "Non un Rsa" come ha voluto chiarire Alberto Anfossi, Segretario Generale della Fondazione Compagnia di San Paolo, durante la premiazione del concorso indetto da Fondazione Ufficio Pio insieme a Fondazione per l’architettura / Torino. 

La storia

Nel giugno 2023 era stata lanciata la call per ridare nuova vita a questa storica villa ottocentesca nel quartiere Borgonuovo. Destinata all'accoglienza negli anni Trenta con le suore di San Vincenzo, nel 1977 viene donata a Compagnia di San Paolo. Chiusa ed disuso dal 2012, il progetto di recupero puntava a riaprirla alla cittadinanza. 

In totale sono state presentate 34 proposte, tra le quali la Commissione ha individuato i 5 progetti finalisti. A vincere il concorso il raggruppamento R3architetti, con una proposta che dedica particolare attenzione al recupero dell’esistente e alla valorizzazione dell’identità storica, recuperando le caratteristiche originarie del giardino e degli edifici.  

Una nuova visione per Villa Mater

Fondazione Ufficio Pio, con un investimento di oltre 4 milioni di euro - cifra a cui si potrà aggiungere un contributo di Compagnia di San Paolo al fine di adeguare il budget all’incremento del costo dei materiali - si è proposta di trasformare, entro i prossimi 2 anni, il complesso immobiliare in disuso in un presidio comunitario dedicato al tema della longevità attiva, con l’obiettivo di sperimentare una soluzione abitativa innovativa per la fascia over 60. 

Alloggi autonomi 

Il complesso sarà diviso in alloggi autonomi da affittare a persone over 60, sole o in coppia, autosufficienti; spazi e servizi per incoraggiare la socialità tra i residenti; parco e spazi aperti al pubblico per favorire l'interazione sociale a scala di quartiere, insediando anche funzioni commerciali - quali ad esempio attività di ristorazione, caffetteria, foresteria - e una animazione sociale e culturale.  

"La struttura - spiega Franca Maino, Presidente della Fondazione Ufficio Pio - si rivolgerà principalmente a “futuri anziani”, persone o coppie over 60 unite dal desiderio di non sentirsi sole. A breve verranno avviate la prossima importante fase dell’iter progettuale, la ricerca dei futuri residenti scelti anche tra persone che manifestano l’interesse a svolgere attività di impegno culturale, sociale, di comunità". 

"Non è una Rsa, - ha aggiunto il Segretario Generale Anfossi - ma qui si vuole concepire un modo diverso di abitare, che facilita la vita e dove gli over 60 rimangono autonomi ed attivi".

Cinzia Gatti

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