/ Economia e lavoro

Economia e lavoro | 04 gennaio 2024, 07:13

Tutto pronto per i saldi a Torino, Confesercenti: "Ogni famiglia pronta a spendere 130 euro". Ma pesa l'inflazione

Le persone che vogliono sfruttare i prezzi scontati salgono rispetto all'anno scorso: dal 40 al 44%. Si riscoprono i negozi di vicinato

saldi invernali

Tutto pronto per i saldi che cominciano il 5 gennaio anche a Torino

Spesa media di 130 euro per i saldi che a Torino e in Piemonte inizieranno venerdì 5 gennaio, per proseguire sino a venerdì 1° marzo: una cifra in leggero calo rispetto alla scorsa stagione, che tuttavia i commercianti sarebbero contenti di vedere confermata a fine stagione, date la persistente crisi dei consumi. Il dato positivo è invece l‘aumento della percentuale dei consumatori che dichiara di voler approfittare degli sconti: 44% contro il 40% dei precedenti saldi invernali.

L’indagine condotta fra commercianti e consumatori piemontesi dall’ufficio studi di Confesercenti delinea una situazione di difficoltà, dovuta all’inflazione, nella quale sconti e promozioni non saranno in grado di compensare due mesi difficili per le vendite come sono stati novembre e dicembre, nei quali si è registrato un calo del 10-15%. Anche il cambiamento climatico ha inciso negativamente sulle vendite, secondo la stragrande maggioranza delle imprese.

"Lo sconrino medio sarà più basso"

Probabilmente – sintetizza Micaela Caudana, presidente di Fismo-Confesercenti, l’associazione dei commercianti di abbigliamento – vedremo un numero maggiore di clienti, ma lo scontrino medio sarà un po’ più basso. D’altra parte – al di là della crisi economica, che sicuramente pesa sui bilanci delle famiglie – sono le stesse modalità di consumo a essere cambiate rapidamente: possiamo parlare di saldo consapevole, sia da parte dei commercianti, sia da parte dei clienti. Noi operatori sempre di meno ci lanciamo in sconti mirabolanti che sviliscono il nostro lavoro e la nostra funzione, oltre a non apparire seri nei confronti dei clienti, i quali hanno abbandonato gli acquisti d’impulso tipici dei saldi del passato. Se i consumatori puntano su competenza e servizio, ciò non potrà che avvantaggiare i piccoli negozi: proprio perché la disponibilità economica è limitata, una parte sempre maggiore della clientela preferisce fare riferimento al negozio di fiducia e privilegiare la qualità alla quantità, magari accontentandosi di un ribasso minore pur di assicurarsi un capo davvero utile e duraturo”.

Secondo l’indagine, il 44% dei piemontesi (contro il 40% dello scorso anno) utilizzerà i saldi e l’abbigliamento continua a essere scelto da oltre 8 consumatori su dieci. Il resto si orienta soprattutto verso l’elettronica (computer, tv, cellulari) e gli accessori per la casa. Il budget medio previsto si colloca intorno ai 130 euro, ma circa la metà dei piemontesi starà sotto i 100.

Capi pesanti (visto il clima mite)

Il clima mite di questo inverno ha lasciato invenduta una parte significativa di capi pesanti – cappotti, giacconi, piumini -, per i quali i consumatori potranno contare su un buon assortimento di taglie, colori e tipologie. Ma le preferenze per i capispalla sono in calo rispetto allo scorso anno. La maggioranza si orienterà su capi meno impegnativi anche dal punto di vista economico: maglie e felpe (indicate dal 45%), gonne e pantaloni (40%), scarpe (37%), intimo (25%), pelletteria (cinture, accessori, borse: 23%).

Il fenomeno di un ritorno ai negozi di vicinato – già riscontrato nella scorsa stagione – si conferma anche in questa: saranno scelti da oltre un terzo dei consumatori (34% contro il 30% del 2023).


Anche quest’anno sarà molto alta la percentuale degli operatori che praticheranno gli sconti: saldi in oltre il 90% dei quasi 1700 negozi cittadini di abbigliamento e calzature (circa 2800 con la provincia).

"Regolamentare gli sconti selvaggi"

Le difficoltà – conclude Giancarlo Banchieri, presidente di Confesercenti – non sono certo finite e l‘inflazione, pur in calo, sta lasciando una pesante eredità sui bilanci delle famiglie. È dunque inevitabile che gli acquisti siano cauti e oculati. È confortante che un numero crescente di consumatori riscopra il ruolo del negozio di quartiere. Tuttavia, web e grande distribuzione adottano politiche commerciali sempre più aggressive e gli sconti si fanno ormai tutto l’anno. È particolarmente in occasioni come quella dei saldi che si sente l’esigenza di regolamentare gli sconti selvaggi, ma soprattutto di tassare adeguatamente i giganti del web: nessun intento punitivo, ma sono necessarie regole uguali per tutti. Purtroppo, su questo fronte si è fatto pochissimo: non sappiamo se la recente global minimum tax sarà di facile applicazione e, in ogni caso, prevede un’aliquota di gran lunga inferiore rispetto a quella che grava sulle nostre piccole imprese”.

Massimiliano Sciullo

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A LUGLIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare" su Spreaker.

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium