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Economia e lavoro | 22 novembre 2023, 20:02

Lear, da Roma si allunga l'ombra più spaventosa: lo stabilimento di Grugliasco potrebbe anche chiudere

Insoddisfatti i sindacati dopo la riunione al Ministero delle imprese. "Ipotesi da togliere dal tavolo. Chiediamo progetti e impegni, sui quali siamo pronti a collaborare. Prossimo appuntamento il 5 dicembre, a Torino e l'11 gennaio a Roma

Protesta fuori dai cancelli di una fabbrica

Il tavolo tecnico a Roma, presso il ministero, non ha dato segnali incoraggianti sulla vicenda Lear

Fumata grigia, dall'incontro presso il Ministero delle Industrie, a Roma, sulla vicenda Lear di Grugliasco. Per non dire nera, visto che per la prima volta, all'orizzonte, si staglia l'eventualità di chiudere lo stabilimento alle porte di Torino.
E' questo il resoconto dei sindacati di Fim, Fiom e Uilm che hanno preso parte al tavolo convocato nella capitale per fare il punto della situazione su un'azienda che, al momento, si trova con volumi estremamente ridotti e ammortizzatori sociali al lumicino. Sono oltre 400 le persone che rischiano.

Volumi scarsi e ipotesi dismissione

"Non usciamo soddisfatti da questo incontro perché manca ancora un progetto industriale, ma non c'è nemmeno una copertura significativa e certa di ammortizzatori sociali. L'azienda, presente con tutti i rensponsabili compreso l'amministratore delegato, ha confermato tutte le difficoltà del caso, con le produzioni ridotte al minimo. Inoltre ha aperto all'ipotesi eventuale di arrivare a una dismissione parziale o totale dello stabilimento", hanno detto i sindacati ai lavoratori che sono scesi a Roma per dare vita a un presidio.

Ipotesi da scongiurare

"Un'eventualità che compare per la prima volta, un'ipotesi che abbiamo respinto in maniera unitaria e che abbiamo chiesto di rimuovere dal tavolo. Siamo disponibili al confronto a 360 gradi a partire agli impegni reali che l'azienda può mettere sul tavolo, da qui a poco tempo: produzioni che possono essere spostati da altri stabilimenti, ma anche per capire eventuali commesse che l'azienda potrebbe aggiudicarsi in futuro con il principale cliente, Stellantis".

In fumo anche la commessa per diversificare

Preoccupano anche i tempi lunghi, di eventuali nuove produzioni che potrebbero essere messe in cantiere. "Stellantis parla di 2025 per il modello che sostituirà la Quattroporte. Un'ipotesi che comunque richiederebbe ammortizzatori sociali per arrivare a quel momento, ammesso che ci venga assegnata la commessa. E sulla diversificazione di produzioni è stato comunicato che abbiamo perso la commessa, assegnata a un altro gruppo. Non andrà a Grugliasco". 

Il ministero rigetta l'ipotesi chiusura

Da parte ministeriale, l'ipotesi della dismissione, anche solo parziale, dello stabilimento è stata rigettata. "Hanno sollecitato un inizio di rapporto con altre aziende, che si occupano di automotive e che stanno prendendo contatti con il territorio di Grugliasco. Noi abbiamo chiesto al Governo di monitorare con un osservatorio per seguire l'evolversi della situazione. Il ministero ha detto che questo è solo un inizio di confronto e un nuovo incontro si terrà l'11 di gennaio. Il 5 dicembre, a Torino, si parlerà presso l'Unione Industriale di un'ipotesi di cassa integrazione straordinaria".

L'azienda non ha escluso la chiusura, ma si è detta pronta a salvaguardare il sito. "Ma alle parole devono seguire i fatti. L'impegno va rinnovato di volta in volta, in sede ministeriale", incalzano i rappresentanti dei lavoratori.

Chiorino: "Svincolarsi da Stellantis come unico committente"

"Come Regione abbiamo chiesto al Ministero il rifinanziamento dell’ammortizzatore sociale, da intendersi come un "ponte" verso una soluzione e non come una lenta agonia per i lavoratori e loro famiglie - commenta l'assessore al lavoro della Regione Piemonte, Elena Chiorino presente all'incontro al Ministero -: avevamo già espresso grande preoccupazione per la complessità della situazione: riteniamo fondamentale l'interlocuzione del Ministero in questa fase e auspichiamo ad un piano condiviso con Lear a cui rivolgo un appello alla responsabilità sociale d’impresa che dovrebbe avere nella ricerca di tutte le soluzioni possibili per i propri lavoratori e per garantire la competitività dell'azienda stessa. La Regione è pronta a fare la sua parte di fronte ad una visione industriale che superi la monocommittenza, che guardi non solo a Stellantis, ma a tutto il comparto dell'automotive e anche valutando soluzioni verso nuovi settori".

Domani un'assemblea con i lavoratori analizzerà la situazione e metterà a punto le nuove strategie di protesta. 

"L’azienda, per la prima volta, non esclude la parziale o totale chiusura. Inaccettabile l’idea che non si possa diversificare la produzione e che l’Italia non sia in grado di continuare a produrre sedili per automobili. La fine del motore endotermico non c’entra. Il governo batta un colpo, noi stiamo con i lavoratori e le lavoratrici davanti ai cancelli  così come sotto la sede del MIMIT”, dichiara il vicecapogruppo di Alleanza Verdi Sinistra alla Camera, Marco Grimaldi, presente con i lavoratori sotto in presidio.

Massimiliano Sciullo

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