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Economia e lavoro | 12 luglio 2023, 07:12

Turismo, Torino cresce e azzera la cassa integrazione. Vale oltre la metà del Piemonte: "Ma c'è molto ancora da esplorare"

Crescono fatturato e pernottamenti. Spariti gli ammortizzatori sociali. De Giuli (Gruppo turistico alberghiero): "A parte la pandemia, dalle Olimpiadi in poi continuiamo a crescere"

Turismo a Torino

Il settore del turismo continua a mostrare grande vivacità

Una lunga onda che cresce, dalle Olimpiadi del 2006 in poi, pur con l'inciampo (generalizzato) della pandemia. Il turismo torinese gode di ottima salute e lo dimostra con i numeri, presentati nell'ambito dell'indagine congiunturale dell'Unione Industriali di Torino
Si contano - tra aziende del settore ricettivo (alloggio e ristorazione), congressuale (fiere, convegni, eventi), agenzie di viaggio e tour operator - quasi 11mila imprese, che occupano circa 45mila addetti e producono un fatturato di 6,2 miliardi di euro. 

E' torinese più di metà del turismo del Piemonte

Nella nostra provincia si realizza il 51,9% del fatturato turistico del Piemonte e il 3% del fatturato turistico italiano. Negli ultimi 10 anni, il fatturato in termini reali dell’area torinese è cresciuto in misura maggiore rispetto al Piemonte nel suo complesso e all’Italia, registrando un incremento del 10%, superiore al 9,3% nazionale e al 5,4% regionale. Secondo i dati recentemente diffusi dalla Regione Piemonte, gli arrivi e i pernottamenti di turisti registrati nei primi 5 mesi del 2023 sono in aumento, rispettivamente, del 14% e 11% rispetto allo stesso periodo del 2022. Le previsioni delle nostre aziende per il terzo trimestre 2023 sono stabilmente positive, con saldi ottimisti/pessimisti in linea con le precedenti rilevazioni.

 

Il 33,4% delle imprese piemontesi si attende un aumento dell’occupazione, contro il 5,6% che si attende una diminuzione (saldo +27,8%). Stesso trend per i livelli di attività, con il 44,4% delle rispondenti che prevede un aumento e l’11,1% che si prepara a una riduzione (saldo +33,3%) e per i nuovi ordini, con attese di aumento per il 38,9% delle imprese e riduzione per 5,6% (saldo +33,3%). Bene l’export, con un saldo del +7,0%.

Il ricorso alla cassa integrazione, aumentato durante il periodo pandemico, è tornato a zero. Il tasso di utilizzo delle risorse resta su livelli storicamente assai elevati (74%). Il 35,3% delle rispondenti ha programmi di investimento di un certo rilievo, una percentuale superiore alla media del terziario piemontese. Contrariamente a quanto avviene in altri settori, il carnet ordini del comparto turistico ha una composizione sbilanciata sul breve periodo, con il 29,4% delle aziende che ha visibilità di un mese o al massimo per 3 mesi, il 17,6% che ha ordini per 3-6 mesi e il 23,5% per oltre 6 mesi. 

I numeri del turismo torinese e piemontese registrano tendenzialmente una costante positività a partire dagli anni successivi alle Olimpiadi 2006 - escludendo, ovviamente, la parentesi pandemica, a cui è comunque seguita una rapida ripresa - e come operatori non possiamo lamentarci - dice Federico De Giuli, presidente Gruppo Turistico e Alberghiero - Unione Industriali Torino -. Oggi osserviamo un dato congiunturale che conferma una tendenza ormai strutturale e svincolata dalle azioni puntuali: pur restando essenziali gli investimenti in eventi culturali e sportivi vecchi e nuovi, così com’è preziosa la ricaduta turistica di contenuti consolidati quali le settimane dell’arte contemporanea, il settore avverte l’esigenza di ragionare più sul lungo periodo

"C'è ancora molto da esplorare"

"Nonostante i buoni risultati ottenuti - aggiunge De Giuli -, aree ancora da esplorare appaiono quelle relative al peso e al potenziale per l’economia del Piemonte di maggiori investimenti in internazionalizzazione e infrastrutture turistiche. Inoltre, è opportuno individuare obiettivi chiari ed espliciti di tipo qualitativo e quantitativo, stimolando di conseguenza sistemi di misurazione delle performance maggiormente efficaci".

 

"In termini generali, serve una più chiara visione dell’impatto che la transizione economica, sostenuta anche dal PNRR, avrà sulla offerta turistica nei prossimi anni. Ma, al contempo, alcune tematiche territoriali restano aperte: le principali esigenze sono la gestione coordinata e strategica del sistema fieristico e congressuale cittadino, la definizione di politiche di dimensione “metromontana” come di una proposta turistica integrata tra i territori regionali e macroregionali, lo stimolo allo sviluppo degli operatori di incoming”.

Massimiliano Sciullo

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