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Economia e lavoro | 26 giugno 2023, 19:58

I Distretti continuano a crescere, ma stavolta pagano il conto su Russia, Ucraina e nocciole

La rilevazione di Intesa Sanpaolo sul 2022 mostra un miglioramento dell'11,7%, anche se per una volta il dato piemontese generale e quello italiano sono migliori

nocciole

La produzione di nocciole ha accusato le difficoltà di raccolta legate al meteo

Doppia cifra anche per l'export dei Distretti. Ancora un segnale positivo per l'economia piemontese, pure se si restringe il campo a quei territori particolarmente "vocati" in un settore o una tipologia di prodotto. Lo dice l'ultimo Monitor curato dalla Direzione studi di Intesa Sanpaolo

Il 2022 si è chiuso con un valore delle esportazioni pari a 12,4 miliardi di euro, con un aumento dell’11,7% rispetto al 2021 (+1,3 miliardi di euro in valore). Ma la crescita si evidenzia anche rispetto al 2019, dunque il periodo che ha preceduto la pandemia e tutte le difficoltà che ne sono seguite: +8,3% rispetto (circa 950 milioni di euro). Nemmeno le difficoltà della guerra e dell'inflazione hanno intaccato lo slancio, visto che nell'ultimo trimestre la marcia è proceduta spedita: +6,4%. L'ottavo trimestre di aumento consecutivo.
Si tratta però di un risultato di export che si colloca alle spalle dell'economia piemontese nel suo insieme (+18,3%) e anche alla media dei distretti industriali italiani (+14,2%).

Dieci su dodici hanno già "scordato" la pandemia

A un esame più dettagliato, risultano in crescita 11 distretti su 12, mentre sono 10 quelli che si collocano ormai oltre i livelli di export del 2019. I risultati confermano la competitività delle aree distrettuali piemontesi, sostenuta da produzioni di eccellenza e innovative, pur riflettendo in parte anche il rialzo dei prezzi alla produzione del manifatturiero (+11,9% tra 2022-21 e +16,8% tra 2022-19).

La zavorra al gusto di nocciola

A fare da zavorra è stato il distretto della Nocciola e frutta piemontese che è stato condizionato da un raccolto quantitativamente ridotto. Anche il confronto con il 2019 evidenzia una reattività più pronunciata del manifatturiero piemontese (+25,7%) e dei distretti italiani (+19,9%). I distretti piemontesi ancora in ritardo rispetto ai livelli del 2019 sono le Macchine utensili e robot industriali di Torino e l’Oreficeria di Valenza.

Semaforo rosso verso la Russia e l'Ucraina

L'andamento delle esportazioni rispetto al 2021 è stato buono sia verso i mercati maturi (+12,7%), trainate dai paesi europei (tra cui spiccano Francia, Germania, Svizzera, Regno Unito e Spagna), sia verso i nuovi mercati (+9,4%), con Turchia, Corea del Sud, Canada e Romania in testa. Si rilevano contrazioni tra i principali sbocchi commerciali solo verso Russia, Hong Kong e Ucraina.

La moda torna di moda

Il 2022 evidenzia la ripartenza dei distretti del sistema moda piemontese, in crescita rispetto all’anno precedente del 22,7%, meglio del complesso dei distretti del sistema moda italiani (+16,9%). Tuttavia, risultano ancora lontani i livelli di export registrati nel 2019 (-4,7%) a causa dell’ampia distanza che caratterizza ancora l’Oreficeria di Valenza (anche per effetto delle politiche di pricing delle multinazionali presenti nel distretto). Il Tessile di Biella invece è riuscito a colmare il gap e nel 2022 ha conseguito un rimbalzo molto ampio nel 2022 (+26,1%), collocandosi al primo posto tra i distretti piemontesi per crescita tendenziale e anche in valore (+454 milioni di euro).

Esportazioni in aumento anche per la meccanica distrettuale piemontese (+7,5%), che nel 2022 ha recuperato i livelli del 2019 (+0,3%). Il confronto con la meccanica distrettuale italiana (in aumento dell’11,7% rispetto al 2021 e del 12,3% rispetto al 2019) mette in evidenza il ritardo del Piemonte, attribuibile alle Macchine utensili e robot industriali di Torino, ancora sotto del 19,6% rispetto ai livelli 2019. Gli altri distretti piemontesi del comparto hanno ottenuto risultati di crescita dell’export.

L'agro-alimentare e il polo tecnologico

Risulta positivo anche l’andamento sui mercati esteri dei distretti agro-alimentari piemontesi, rispetto sia al 2021 (+7%), che al 2019 (+25,9%). L’unico punto di attenzione riguarda - come detto - il distretto della Nocciola e frutta piemontese, che ha registrato un calo delle esportazioni rispetto al 2021 (-16,2%) a causa di una serie di eventi ambientali e climatici che hanno danneggiato la produzione.

I poli tecnologici piemontesi hanno chiuso il 2022 con un aumento dell’export del 27,6%, nettamente superiore rispetto all’aumento dell’export dei poli tecnologici italiani (+19,9%). Anche il gap rispetto ai livelli di export del 2019 è stato abbondantemente colmato (+51,5%). Entrambi i poli hanno contribuito positivamente alla crescita del 2022 rispetto al 2021: +3,1% per il Polo ICT di Torino e +48% per il Polo aerospaziale del Piemonte, protagonista di un vero e proprio balzo.

Massimiliano Sciullo

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