Politica - 25 novembre 2022, 17:06

Cirio attacca il reddito di cittadinanza: "Non si può dare 800 euro a chi rifiuta di lavorare e 530 a un anziano"

Il presidente della Regione Piemonte ha lodato la manovra del Governo Meloni: "Dà un chiaro segnale di tendenza: tiene in considerazione i consumi reali delle persone"

Alberto Cirio, presidente Regione Piemonte

Alberto Cirio, presidente Regione Piemonte

"Un paese che dà 800 euro a un giovane che potrebbe andare a lavorare e ha rifiutato un lavoro ma ne dà 530 a un anziano che ha lavorato una vita non è un paese attento ai bisogni reali delle persone". E' con questa frase che Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, commenta la prima manovra del Governo Meloni. Una manovra che prevede il taglio al reddito di cittadinanza e un rialzo delle pensioni, seppur non ancora in linea con quanto annunciato.

"E' comunque una manovra che dà un chiaro segnale di tendenza: non è ancora la manovra che il Governo ha in mente perché si è insediato da poche settimane. Ma i segnali sono importanti, in quanto tiene in considerazione i consumi reali delle persone" ha spiegato Cirio. "La gente vive di quello che consuma quotidianamente e contenere l'inflazione sui beni di prima necessità è un segnale che non si vive nell'altro mondo o nel palazzo del ministero romano, ma tra la gente" ha ribadito il Governatore.

"A questo - ha proseguito Cirio - deve essere accompagnato un innalzamento retributivo, specie delle pensioni. Avevamo detto che avremmo rivisto l'applicazione del reddito di cittadinanza: un paese che dà 800 euro a un giovane che potrebbe andare a lavorare e ha rifiutato un lavoro ma ne dà 530 a un anziano che ha lavorato una vita non è un paese attento ai bisogni reali delle persone". 

"Lasciamo lavorare il governo, è un mese che è in carica ma ci sono buoni segnali e siamo soddisfatti" ha concluso il presidente della Regione Piemonte

Andrea Parisotto

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