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Economia e lavoro | 15 settembre 2022, 16:20

Allarme pmi in Piemonte: "Guerra e caro-energia incidono come il Covid nel 2020"

Già a fine 2021 le imprese "sicure" erano il 17% in meno rispetto al 2019. Gay: "Servono interventi straordinari come il dopo pandemia". Biraghi: "La strada si sta facendo troppo stretta per alcuni nostri colleghi"

addetto che lavora su dispositivi elettronici

Le pmi piemontesi mostrano vitalità, ma rischiano di pagare lo scotto dei rincari energetici

La guerra in Ucraina (e il relativo aumento dei costi dell'energia e dei prezzi in generale) colpiscono le piccole e medie imprese come ha colpito il Covid nel 2020. Lo dicono gli ultimi numeri del Cerved, presentati a Roma insieme a Confindustria. Ecco perché, dal mondo produttivo regionale, si rilancia l'appello a misure straordinarie come accadde già due anni fa, per motivi però sanitari.

Gay: "Misure speciali come dopo la pandemia"

L’analisi sulle Pmi contiene alcuni spunti di estrema attualità - commenta il presidente di Confindustria Piemonte, Marco Gay -. Seppur relativa al periodo immediatamente successivo alla pandemia, cui è seguito un 2021 in Piemonte di ripresa maggiore rispetto alla media nazionale, guardando allo scenario i rischi sono gli stessi di due anni fa. La guerra in Ucraina, l'aumento di gas ed energia, lo shortage di materie prime e componenti, i costi di logistica hanno un’incidenza paragonabile al 2020".

Da qui, appunto, il calo di aziende che possono dormire sonni tranquilli. "Le imprese definite “sicure” già a fine 2021 in Piemonte erano il 17% in meno rispetto al 2019 e conseguentemente erano in aumento quelle solvibili, le vulnerabili e le rischiose stando al Cerved Group Score. Ecco perché come Confindustria, nell’attuale contesto abbiamo richiesto interventi straordinari in tutto simili a quelli post-pandemia". "Chi fa impresa - conclude Gay - ha bisogno di stabilità e serve anche una visione di politica industriale chiara e condivisa tra istituzioni e imprese. Oggi soprattutto, tutto questo va a vantaggio dell’intero Paese per superare la contingenza e costruire la strada per il futuro”.

Biraghi: "Abbiamo resistito meglio, ma ora si fa dura"

E sulla stessa linea si schiera anche il presidente della Piccola Industria di Confindustria Piemonte, Alberto Biraghi. "I numeri confermano una capacità di reazione e ripresa da parte delle nostre imprese migliore rispetto alla media nazionale. Ora però, la strada si è fatta stretta: sempre più colleghi si trovano in difficoltà e si mettono così a rischio le intere filiere, dall’agroalimentare all’automotive, dal tessile ai servizi. E’ da oltre un anno che segnaliamo l’escalation dei prezzi dell’energia e del gas, ben prima dell’avvio della tragica guerra scatenata dalla Russia. Le risposte però sono arrivate in ritardo e hanno avuto un ‘taglio’ solo nazionale, invece che europeo come sarebbe stato auspicabile. Senza contare che molti imprenditori, si trovano ora nella paradossale condizione di dover iniziare a restituire gli aiuti avuti durante la pandemia, e hanno da pagare bollette quintuplicate, se non decuplicate in alcuni casi”. 

Massimiliano Sciullo

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