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Sanità | 27 agosto 2022, 09:00

Anche l'organismo ha bisogno di... "vacanze"!

I consigli di Nutrigenomica di Simona Oberto

Anche l'organismo ha bisogno di... "vacanze"!

Come avete passato le vostre vacanze? Vi siete riposati, divertiti? Avete visitato posti nuovi o fatto esperienze emozionanti?

Certo, tutti noi abbiamo bisogno, di tanto in tanto, di una vacanza e di una pausa dal lavoro e dalla routine quotidiana, ma avete mai pensato che anche il vostro corpo possa avere bisogno di una pausa dai suoi molteplici impegni? E sì, il nostro organismo ogni giorno è impegnato in un imponente lavoro per assolvere a tutte le funzioni organico-metaboliche che ci permettono la vita.

Il problema è che l’ambiente tossico in cui viviamo lo sta obbligando, ormai da molti decenni, a un super lavoro extra che lo costringe ad attingere a quelle riserve energetiche che dovrebbero essere utilizzate solo in pochi e particolari momenti di emergenza della nostra vita. La verità è che la maggior parte delle persone consuma più energie di quelle che l’organismo possiede e questo le porta a soffrire di diverse patologie, prime fra tutte una stanchezza cronica e una incapacità a reagire alle infezioni e agli attacchi degli agenti patogeni sia esogeni che endogeni.

A livello Nutrigenomico, parliamo di cellule affamate, stanche, stressate, che attingono energia dalle riserve vitali del nostro organismo che di contro non può far altro che funzionare male, sempre in riserva di energia e sottotono. Sono sicura che, se potesse parlare, il nostro corpo ci chiederebbe di prendersi qualche settimana di pausa, così da ridurre il suo carico di lavoro e migliorare le sue funzioni.

 Il problema è che lui non può certo “staccare la spina”, come facciamo noi, per qualche giorno di vacanza. Allora, che cosa possiamo fare per aiutarlo ad alleggerire il suo immane compito e ad aumentare la quantità di energia a sua disposizione? La risposta sta nella disintossicazione!

Tutti coloro che si occupano di salute, come la sottoscritta, conoscono l’importanza della disintossicazione, perché la capacità di produrre energia deriva sì dall'assunzione degli alimenti giusti, ma anche dal miglioramento delle funzioni depurative dell'organismo. Ma un giusto percorso di disintossicazione non è semplice, perché, quando l'organismo inizia a liberare nel sangue materiali tossici, per eliminarli, se il fegato e tutti gli altri organi emuntori non sono in grado di svolgere efficacemente la loro funzione, possono manifestarsi i sintomi dell'intossicazione, cioè ci può essere un aggravamento dello stato di salute.

Per questo motivo è importante che, se decidete di seguire una dieta ipotossica, questa sia accompagnata da dosi adeguate di fitonutrienti, necessari per accelerare le funzioni depurative dell'organismo. Naturalmente il “fai da te” è caldamente sconsigliato! Prima cosa da fare, anche se pensate di godere di buona salute, è prendervi cura del vostro fegato. Vi spiego il perché! Sotto il profilo prettamente biochimico l'attività che ha luogo all'interno del nostro organismo è costituita prevalentemente da processi di scissione, sintesi e trasformazione delle sostanze.

Un buon 80% di questi processi riguarda l'eliminazione delle sostanze potenzialmente dannose. Questo compito è svolto principalmente dal fegato che è in grado di identificare milioni di sostanze pericolose e di trasformarle in forme meno dannose, preparandole alla eliminazione. Potremmo dire che il fegato è la nostra “centrale biochimica” in quanto ricicla, rigenera e disintossica allo scopo di mantenerci in salute.

Il nostro fegato deve elaborare sia le esotossine, cioè quelle sostanze dannose che provengono dall'esterno, ad esempio attraverso l'alimentazione, sia le endotossine, cioè quelle che si producono all'interno dell'organismo in seguito ai processi metabolici.

Ogni secondo nel nostro corpo si producono sostanze tossiche che devono essere neutralizzate. Ogni respiro, ogni azione può produrre tossine, la cui nocività dipende tanto dalle loro proprietà tossiche intrinseche, quanto dalla capacità dell'organismo di eliminarle. Vi siete mai chiesti dove vanno a finire tutte le tossine che introduciamo quotidianamente? Del resto, non è difficile da comprendere che, se viviamo in un ambiente inquinato, anche il nostro organismo, nel tempo, “si potrà sporcare”!

Fortunatamente, il nostro corpo è dotato di sistemi di pulizia e di detossicazione molto potenti, in grado di neutralizzare o almeno ridurre la pericolosità di molte sostanze velenose, ma, se la sua capacità depurativa è superata dalla quantità di tossine introdotte o prodotte, allora nel tempo il nostro corpo inizierà a trattenerle, condannandoci a una condizione patologica, molte volte subclinica, chiamata tossiemia.

Le cellule umane vivono in un ambiente liquido, assorbono i nutrienti, svolgono le funzioni metaboliche necessarie ed espellono i rifiuti metabolici. Sono proprio il sangue e la linfa che, trasportando nutrimento e ossigeno a tutte le cellule del corpo, ricevono e convogliano gli scarti a specifici organi.

Questi scarti devono obbligatoriamente essere espulsi per garantire un buon funzionamento dell'intero sistema corporeo. Se l’organismo non è più in grado di smaltire completamente le tossine, l’ambiente in cui vive la cellula si inquina e le cellule si indeboliscono, deperiscono, si difettano, invecchiano precocemente e muoiono. Esiste un livello di tossiemia oltre il quale è impossibile la vita cellulare!

Purtroppo, anche attraverso l’alimentazione, soprattutto se raffinata e sintetica, introduciamo ogni giorno una grande quantità di tossine esogene a cui dobbiamo sommare le tossine endogene che generano naturalmente dal processo digestivo. Tutto questo carico tossico, se in presenza di una sufficiente energia vitale, una buona digestione e un buon funzionamento degli organi escretori, viene eliminato senza problemi, al contrario, si potrà andare incontro a una vera e propria intossicazione.

Le tossine vengono elaborate nel fegato utilizzando diversi percorsi chimici. Il fegato neutralizza le sostanze tossiche coniugandole cioè le lega ad altre sostanze che le “veicolano” per eliminarle dal corpo. Per ottimizzare questi processi specifici è indispensabile garantirsi un apporto adeguato dei nutrienti fondamentali che li facilitano, come ad esempio alcune vitamine e sali minerali, come quelli contenuti nelle verdure della famiglia delle crocifere come i broccoli, il cavolo riccio, la verza, i cavoletti di Bruxelles e il cavolfiore.

Questi ortaggi sono ricchi di glucosinolati, una famiglia di nutrienti che sono in grado di sostenere i processi di coniugazione del fegato con il glutatione, un potente antiossidante epatico. Ma, per favorire la disintossicazione è altrettanto importante mantenere l'organismo in un giusto equilibrio acido-basico, consumando molta frutta e verdura fresche. Avrete ben capito che alla base di un buon processo di disintossicazione c'è la salute del nostro fegato. Infatti, quasi tutti i disturbi allergici, infiammatori e metabolici hanno alla base o possono causare una scarsa funzionalità epatica.

Le sostanze che maggiormente interferiscono con un'adeguata funzionalità epatica sono quelle ossidanti: l'alcol, le sostanze stupefacenti, alcuni farmaci, gli ormoni sintetici, gli additivi alimentari citotossici e genotossici, le diossine, il fumo di sigaretta, i gas di scarico, i fertilizzanti con organo-fosfati, le esalazioni delle vernici, i grassi saturi, fino alla banale carne bruciacchiata alla griglia. Ma non basta evitare il più possibile questi fattori e ridurne l’esposizione, occorre imparare a proteggersi. E sì, il nostro organismo, quotidianamente, è minacciato da elementi chimicamente reattivi e molto pericolosi che diventano instabili e possono ossidare le molecole con cui vengono a contatto.

Vi ricordo che il processo di ossidazione, se non tenuto sotto controllo, può causare danni cellulari che possono sfociare anche in tumori, infiammazioni e danni arteriosi, nonché nell’invecchiamento precoce. Le scorie prodotte da questi processi di ossidazione sono dette “ossidanti”. Essi si formano in tutti i processi di combustione, compresi il fumo, la produzione di gas di scarico, le radiazioni, la frittura con oli idrogenati e la cottura alla griglia. Le tossine sommate ai radicali liberi formano un binomio molto pericoloso.

Ecco perché è fondamentale possedere sistemi antiossidanti e disintossicanti molto potenti, in grado di contrastare la loro azione dannosa. La situazione si complica, se la persona è in disbiosi o in permeabilità intestinale. In questo caso, le tossine metaboliche e microbiche che entrano nel flusso sanguigno, a causa della permeabilità, finiscono per intasare proprio il fegato. In condizioni di buona salute, il fegato riesce ad elaborare i rifiuti metabolici giornalieri, creati dalle attività delle cellule e degli organi e quelli introdotti dall’esterno.

Cambia il discorso in caso di un ulteriore carico creato dal rilascio di gravi tossine intestinali su base regolare. Arriva un punto in cui il fegato diventa saturo: non può disintossicare ulteriormente i prodotti di scarto e questi ritornano nella circolazione sanguigna.

Dopo un certo periodo di tempo le tossine cominceranno a usare come sede il tessuto connettivo intorno ai muscoli, alle articolazioni, alla pelle e alle ghiandole endocrine (come la tiroide), causando nelle cellule anche mutazioni genetiche. Si instaura una condizione di acidosi interna e si inizia a soffrire di dolori, astenia, insonnia, perdita del tono delle fasce muscolari e legamentose o lassità delle valvole e degli sfinteri, difficoltà a perdere peso e a digerire, ma anche cefalea, acne, herpes, sudorazioni eccessive, nausea, gonfiore addominale, minzione frequente ed impellente.

Tutti sintomi di una alterata funzione disintossicante. Ecco perchè è fondamentale mantenere un'ottima funzionalità epatica, riducendo l'assunzione di sostanze tossiche, seguendo una dieta equilibrata e, se necessario, assumendo integratori nutrizionali completi e bilanciati.

E’ importante seguire una alimentazione ricca di antiossidanti e, nel caso lo specialista lo ritengo opportuno, assumere integratori specifici che operino in sinergia, come ad esempio la vitamina C (idrosolubile) e la vitamina E (liposolubile) che svolgono un'azione sinergica di protezione dei tessuti e dei liquidi del corpo. Quando la vitamina

E neutralizza un ossidante può essere ricaricata dalla vitamina C, che viene poi riciclata in glutatione, a sua volta, riciclato dalle antocianidine. Insomma, la presenza combinata di diversi nutrienti consente di ottenere effetti che non si possono realizzare con uno soltanto di essi.

Allora, per concludere, quando decidete di andare in vacanza per “staccare la spina” e rigenerarvi, non pensate solo a quale meta vacanziera volete raggiungere, ma pensate a una meta ben più importante…la vostra salute, perché senza quella anche il luogo più fantastico del mondo non vi permetterà di godervi in serenità le meritate vacanze!

Redazione

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