/ Economia e lavoro

Economia e lavoro | 27 luglio 2022, 14:52

La disperazione delle donne delle pulizie della Regione: “Ore e stipendi tagliati, facciamo la fame” [VIDEO]

Un cambio d’appalto taglia le ore alle lavoratrici: “Viviamo già con 500 euro al mese, lavorando 4 ore al giorno. Se ci tolgono il lavoro, non sappiamo come arrivare a fine mese”. Tronzano: “Vi capisco, so cosa si prova e non vi prendo in giro”

protesta donne delle pulizie davanti alla regione

La disperazione delle donne delle pulizie della Regione: “Ore e stipendi tagliati, facciamo la fame”

Guadagniamo 500 euro al mese, se ci tagliano le ore finiremo per non arrivare a fine mese”. E’ un appello disperato quello che le donne delle pulizie della Regione Piemonte rivolgono all’assessore al Bilancio, Andrea Tronzano: “Faccia qualcosa, se ci tagliano le ore finiremo per avere stipendi da 200 o 300 euro: come sfamiamo le nostre famiglie?”.

Tutto nasce da un cambio d'appalto

La protesta, scoppiata davanti alla Regione, nasce da un cambio d’appalto. La ditta subentrante avrebbe infatti imposto un taglio delle ore a 82 lavoratrici che già attualmente guadagnano cifre modeste. Chi lavora quattro ore al giorno, per esempio, a fine mese mette in tasca 500 euro. Uno stipendio non elevato, ma che con grandi sacrifici consente loro di arrivare a fine mese. Un taglio delle ore metterebbe in crisi finanze già di per sé instabili.

"Non possiamo più andare avanti"

"Le colleghe che fanno 4 ore subirebbero un taglio del 30% o del 40%. Non ci stiamo. Già viviamo con poco, siamo venute qui sotto perché non possiamo andare avanti" spiega una signora. "Sono da sola, non so come andare avanti e arrivare a fine mese. Ho problemi a casa, sto tirando la cinghia" ribadisce la collega.

L'incontro con l'assessore Tronzano

Le dipendenti sono state incontrate dall'assessore al Bilancio della Regione Piemonte, Andrea Tronzano: “Piango con lei, anche io ho guadagnato cosi e so cosa vuol dire: non vi prendo in giro". Domani ci sarà un incontro e le lavoratrici torneranno sotto la Regione per far valere le loro ragioni.

"Abbiamo paura che un assistente sociale ci porti via un figlio o di non riuscire a pagare il mutuo: siamo disperate" concludono il coro le donne.

Andrea Parisotto

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium