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Attualità | 25 luglio 2022, 12:47

Caselette, Alpignano e Rivoli dicono no al progetto "Cassa di laminazione” sulla Dora Riparia

Insieme ai tre Comuni, Coldiretti Torino e il Consorzio Irriguo della Bealera: "A rischio una vasta area agricola fertile"

sindaci e coldiretti

Caselette, Alpignano e Rivoli dicono no al progetto "Cassa di laminazione” sulla Dora Riparia

I Comuni di Caselette, Alpignano e Rivoli, insieme al Consorzio Irriguo della Bealera e a Coldiretti oltre a ribadire la loro ferma contrarietà al grande progetto di “Cassa di laminazione” sulla Dora Riparia hanno sottoscritto un documento di osservazioni condiviso, che verrà inviato alla Regione Piemonte e per conoscenza all'Aipo, che ritiene invasive a livello paesaggistico-ambientale e che recano anche un danno importante all'agricoltura, le opere previste per difendere Torino dalle alluvioni.

Le opere se proprio si devono fare - sottolineano il sindaco di Caselette Pacifico Banchieri unitamente al primo cittadino di Alpignano Steven Palmieri - devono essere il meno invasive possibile sui territori interessati”.  

Noi come Coldiretti - spiega Bruno Mecca Cici, presidente Coldiretti Provinciale - siamo contrari all'opera. Anche perché andrebbero completamente distrutte alcune aziende in un momento storico nel quale abbiamo bisogno di cibo e invece in questo modo andremo incontro alla chiusura di alcune aziende con la relativa perdita di posti di lavoro. Un soluzione alternativa c'è, l'abbiamo messa in evidenza e va solo presa in considerazione. Il problema si può infatti risolvere alzando due ponti a Torino senza creare problemi all'agricoltura dei Comuni interessati”.  

I comuni e gli enti coinvolti dal progetto delle casse di laminazione del fiume Dora ribadendo la loro contrarietà al progetto hanno così proposto una serie di osservazioni tecniche per fare in modo che il progetto non venga calato sui territori senza prendere in considerazione le alternative possibili.  

Di fatto non ci sono neppure i soldi per fare tutta l'opera e rischieremmo - dicono Claudio Ebreiul e Giovanni Gallo rispettivamente Presidenti del Consorzio irriguo della bealera di Caselette e Alpignano - che resti incompleta. Ad oggi sono stati stanziati 20 milioni di euro, per un'opera i cui costi sono ormai lievitati dai 64 milioni iniziali agli 80 milioni attuali”.  

Infine nessuno ha deciso chi stanzierà i soldi nel caso le aree interessate venissero allagate. “Un'opera che creerebbe danni senza che siano stati stanziati fondi per rimborsarli - aggiunge il Geometra Andrea Remoto, segretario del Consorzio Irriguo della Bealera dei prati di Caselette - Infine il tema importante è quello della gestione dell'opera in regime ordinario e nel caso entrasse in funzione come verrebbe gestito un eventuale post alluvione. Senza contare che potrebbero venire vanificati tutti i progetti fin qui attivati sul territorio per difenderlo dagli eventi atmosferici”.

comunicato stampa

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