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Economia e lavoro | 30 giugno 2022, 11:15

Cristina Sartorio: "E' tempo di coscienza anche nella medicina estetica"

Fondamentale il ruolo dell’etica e della visione olistica per il benessere di ogni singolo paziente

Cristina Sartorio: "E' tempo di coscienza anche nella medicina estetica"

Che la medicina estetica sia uno dei trend più in voga del momento, è un dato di fatto. Ma c’è un ‘est modus in rebus’ anche qui. E il monito arriva da Cristina Sartorio, stimato medico chirurgo estetico con studio a Torino e Santa Margherita Ligure nonché seguitissima sui social media, con un richiamo prezioso all’etica e alla coscienza di quanti decidono di intraprendere questa strada.

Aumenta, nel nostro Paese, il numero di professionisti attivi nel settore, ma privi di titoli rilasciati in Italia dalle Scuole di Formazione nate grazie al contributo scientifico delle tre Società iscritte presso l’Elenco del Ministero della salute, ovvero la Fondazione Carlo Alberto Bartoletti (SIME), la milanese Scuola di Medicina Estetica (Agorà) e la bolognese Valet (SIES). E il fatto che la medicina estetica non risulti ancora accreditata a livello formativo dal Miur non significa che essa possa essere praticata in sicurezza indistintamente da chiunque”.

Perché, per l’autrice del fortunato bestseller ‘La Bellezza dell’Imperfezione’, (HCA Edizioni) al centro di un tour di presentazione nelle migliori librerie, “Accade oggi per la medicina estetica quanto si verifica nell’edilizia: i vari Superbonus hanno portato alla nascita dal nulla di moltissime imprese improvvisate, e il caos è evidente. La medicina estetica, oltre che salutistico, per molti è invece per lo più un fatto meramente economico: fatto appetibile e magnetico che la rende parecchio frequentata e frequentabile anche da chi non possiede il giusto know-howaffiancandola tout court alla propria specifica specializzazione quale nuovo canale di recruiting. Questo non è credibile e può risultare altresì squalificante anche per coloro che, pur eccellendo in una materia, potrebbero rischiare di non potere fare altrettanto in un'altra, cagionando un danno anche alla medicina e ai pazienti in generale, oltre che prima di tutto a sé stessi”.

Per poi proseguire: “La medicina estetica è una branca della medicina che si sviluppa su più fronti partendo da una diagnostica importante. Andando a valutare attentamente in dettaglio e nell’insieme tutti quelli che sono i possibili inestetismi su volto e corpo. Unitamente, cosa non semplice e immediata, al lato psicologico e psicoemotivo del paziente. Oggi essa ha assunto un valore proprio anche a livello sociale poiché favorisce il recupero e il reintegro di ampie porzioni di autostima funzionali al miglioramento generale della vita dell’individuo, anche grazie alla correzione di inestetismi spesso alla base del disagio personale”, approfondisce Cristina Sartorio, presente sul web con la Pagina Facebook Medicina Estetica Cristina Sartorio e su Instagram al profilo @dr.cristinasartorio, oltre che sul sito www.cristinasartorio.it.

E’ altresì importante ricordare al pubblico che “La medicina estetica può e dev’essere esclusivamente praticata da medici che abbiano seguito percorsi formativi idonei. I corsi che si svolgono in un weekend non formano adeguatamente un professionista: e soprattutto con leggerezza, pensando erroneamente che impugnare un ago voglia dire essere un medico estetico. Il quale, spesso, funge da perno e tramite con il paniere di specialisti impegnati nella salute di una persona quali chirurghi plastici, dermatologi ed endocrinologi: agendo così da crocevia virtuoso di un vero e proprio, corretto circuito del benessere”.

A ciò si aggiunge il fatto che “La medicina estetica ha compiuto un ulteriore passo in avanti partecipando alla cura integrata del paziente oncologico grazie ai check-up cutanei, con il miglioramento dello stile di vita e dell’immagine di chi sta affrontando il dramma della prova. Perché il medico estetico non è un mero realizzatore di richieste, ma una persona e un professionista che agisce secondo scienza e coscienza. Sapendo, il più delle volte, dire di no anche contro i propri interessi”, chiosa Cristina Sartorio.

cs

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