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Cronaca | 09 giugno 2022, 11:03

Covid, archiviato il caso per le morti nella Rsa San Giuseppe di Grugliasco

Erano state indagate tre suore. I decessi furono nove, tra marzo e aprile del 2020

rsa - foto d'archivio

Covid, archiviato il caso per le morti nella Rsa San Giuseppe di Grugliasco

Il gip Giovanna De Maria ha disposto l'archiviazione dell'inchiesta sui casi di Covid che tra il febbraio e l'aprile del 2020 si verificarono nella Casa di riposo San Giuseppe di Grugliasco.

Nel procedimento erano state indagate per il reato di epidemia colposa tre suore della congregazione Figlie della Carità di San Vincenzo de' Paoli. A chiedere l'archiviazione del caso era stato il pubblico ministero Vincenzo Pacileo, secondo il quale, anche alla luce delle scarse conoscenze scientifiche del momento, delle indicazioni che arrivavano dalle autorità sanitarie e della penuria di dispositivi di protezione, le tre religiose (assistite dall'avvocato Riccardo Mazzuchetti) non possono essere considerate responsabili: il giudice ha accolto integralmente le sue "precise e articolate argomentazioni".

Il Covid colpì 25 anziani ospiti della struttura (nove dei quali morirono), 12 operatori socio sanitari, due impiegate amministrative e 3 suore. Nessuna delle 9 parti lese che presentarono denuncia si è opposta alla richiesta di archiviazione.

All'interno della Rsa San Giuseppe il primo caso accertato di positività (il 12 marzo) fu quello di una operatrice. Secondo il pm Pacileo "è logico supporre che il focolaio non sia partito dagli ospiti, ma da chi proveniva dall'esterno (lavoratori e/o visitatori)". Dalla documentazione raccolta nel corso degli accertamenti risulta che "le cartelle cliniche manifestavano costante monitoraggio degli ospiti" e che erano "rispettate le istruzioni trasmesse dalla Asl territoriale".

E' stata recuperata inoltre una email indirizzata alla direzione del distretto contenente quella che il pm ha definito una "richiesta di soccorso nel procacciamento di ingenti quantitativi di tute, cuffie e mascherine". La conclusione è che "tenuto conto del contesto generale", caratterizzato dalle "scarse conoscenze scientifiche del momento sul virus, scarsità di risorse umane e materiali e grado di esperienza e conoscenze tecniche", non si può affermare che "una condotta diversa da quella tenuta fosse concretamente esigibile nella situazione data".

redazione

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