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Sanità | 04 giugno 2022, 09:00

Come migliorare le prestazioni cerebrali

I consigli di Nutrigenomica di Simona Oberto

Come migliorare le prestazioni cerebrali

Esiste un sistema perfetto, un “motore” che pilota alla perfezione la nostra evoluzione da oltre 4 milioni di anni: il nostro cervello. Si parla poco di quest’organo così complesso, se non nel momento in cui insorgono gravi sintomatologie o scompensi. Eh sì, le persone si interessano raramente al suo stato di salute.

Avete mai sentito qualcuno dire “Mi sa che ho il cervello infiammato!”, “Mi sono alzato e ho sentito una fitta al cervello!” Eppure, dovremmo averne molta cura dal momento che lui, attraverso il Sistema Nervoso Autonomo, controlla ogni cosa: raggiunge ogni più piccola parte dell’organismo, compreso il sistema immunitario, attraverso il torrente ematico. Insomma, possiamo definirlo “l’organo supremo di comando”.

Lui “pensa” a tutto: ci permettere di dormire, digerire, parlare, respirare e lo fa in maniera autonoma, senza che noi ci dobbiamo preoccupare di nulla! E qui nasce il problema, perché anche il cervello, come tutti gli altri organi del nostro organismo, funziona più o meno bene a seconda del “nutrimento” che riceve. Pensate che il cervello di una persona che si nutre con cibo “spazzatura” possa avere le stesse prestazioni di quello di una persona che ricerca cibo fresco e naturale? Pensate che esso non risenta degli inquinanti citotossici e genotossici che respiriamo? Pensate che la sua capacità di gestione del sistema corporeo, ma anche della memoria, dell’intelligenza e dell’umore dipendano solo dal fattore genetico ed ereditario?

Siete convinti che non si possano migliorare le funzioni cerebrali e la capacità di apprendimento, sfruttando al massimo il potenziale intellettivo? Ebbene, potrà sembrarvi incredibile, ma anche quest’organo, come del resto tutti gli altri organi, è suscettibile alla qualità del “carburante” che riceve. Esistono delle sostanze chimiche “cattive” che possono danneggiare in modo irreversibile la sua funzione, soprattutto quando sono assunte in eccesso.

Due esempi: l’alcol e la caffeina. La loro combinazione rallenta i tempi di reazione e il grado di concentrazione. L’abuso di alcol, in particolari condizioni, può provocare un processo dannoso con effetti anche molto gravi, che possono manifestarsi con seri disturbi neurologici e la compromissione del tessuto nervoso. Anche una dieta ad elevato contenuto di zuccheri e carboidrati raffinati, contribuisce alla intossicazione cerebrale, perchè aumenta il rischio di infezioni virali e batteriche, che possono causare encefaliti con conseguenze molto gravi. Che dire dei metalli pesanti, come il cadmio e il piombo, contenuti, ad esempio, nelle sigarette? Essi possono accumularsi nel cervello. Riducono non solo la capacità di concentrazione e la memoria e il controllo degli impulsi, ma sembra siano in grado di provocare un assottigliamento della materia grigia cerebrale. Stesso discorso vale per il monossido di carbonio, veleno inodore che si forma dalla combustione della sigaretta. Esso toglie ossigeno al nostro sangue, per cui il sangue risulta meno ossigenato e tutti i tessuti e organi ne soffrono, compreso naturalmente il cervello.

Non vi sembra “poco intelligente” agire contro colui che dirige tutto il sistema corporeo? A proposito di intelligenza, molti ritengono che essa sia una dote innata e che non si possa fare nulla per modificarla. La scienza afferma che usiamo abitualmente meno del 1% delle nostre capacità intellettive e che la stragrande maggioranza dei pensieri che elaboriamo ogni giorno sia ripetitiva.

Il cervello e il sistema nervoso sono l'hardware della nostra mente. Entrambi sono costituiti da una rete di neuroni, cellule specializzate in grado, ognuna, di dar luogo a migliaia di connessioni nervose. La qualità della trasmissione e degli scambi dipende dalla quantità e qualità di energia che il cervello riceve attraverso i nutrienti. Infatti, neurotrasmettitori come la serotonina (ormone del buonumore), l’adrenalina (ormone della motivazione), l’acetilcolina (ormone della memoria) sono costituiti dagli amminoacidi forniti dalle proteine che assumiamo con l’alimentazione, ma la loro produzione a livello cerebrale dipende anche da micronutrienti come le vitamine e i sali minerali.

Questi micronutrienti influenzano processi importantissimi come la trasformazione del glucosio in energia e degli amminoacidi in neurotrasmettitori. Sono coinvolti nella trasformazione dei grassi essenziali semplici in grassi più complessi come il GLA e il DHA e contribuiscono alla sintesi dei fosfolipidi, costituenti della struttura delle membrane cellulari cerebrali.

Ci sono degli specifici micronutrienti che sostengono il buon funzionamento del cervello e del sistema nervoso. Tra questi, gli acidi grassi essenziali Omega 3 che, nello specifico, migliorano il quoziente intellettivo, riducono l’aggressività e favoriscono il buonumore in contrasto alle forme depressive.

La fonte maggiore alimentare di Omega 3 è il pesce, ricco anche di un’altra famiglia di nutrienti importanti per il cervello: i fosfolipidi. Uno dei più importanti è la fosfatidilcolina dalla quale si trae la colina a sua volta necessaria per sintetizzare l’acetilcolina che è un neurotrasmettitore di importanza vitale per il controllo muscolare, per la memoria e per la regolazione dei segnali sensoriali. Non a caso una sua carenza provoca scarsa memoria, letargia, nonché neuro degenerazioni più gravi come la demenza senile e l’Alzheimer. L’acetilcolina viene però sintetizzata grazie all'azione di un enzima che dipende a sua volta dalla vitamina B5 e dalla colina.

Quindi una loro carenza va ad inficiare tutto il processo di sintesi di questo importante neurotrasmettitore. Altro fosfolipide “amico del cervello” è la fosfatidilserina. Tutti i fosfolipidi, grazie alla loro struttura biochimica sono in grado di controllare il passaggio delle sostanze attraverso la membrana cellulare. Sono importanti regolatori dei processi di coagulazione del sangue e della costituzione della guaina mielinica. In ambito terapeutico, sono utilizzati soprattutto per aumentare la memoria e l’attenzione.

Nello specifico, la fosfatidilserina è un fosfolipide che ha un ruolo determinante per la struttura e la funzione neuronale, per i processi di riparazione delle reti neuronali sia centrali che periferiche. E’ determinante per ottimizzare la trasmissione tra DNA ed RNA.

E’ fondamentale per l'integrità fisiologica della membrana cellulare, in quanto un difetto di fluidità della membrana e un difetto di riparazione favoriscono, nel tempo, una alterazione patologica. Altro nutriente importante per le cellule cerebrali è l’acido α-lipoico, localizzato nei mitocondri. E’ un cofattore importante nelle reazioni di combustione del glucosio per la produzione di energia. Per questo, permette un migliore controllo della glicemia.

Esso agisce sia da antiossidante diretto, andando direttamente a inattivare radicali liberi e rimuovendo metalli pesanti dall’organismo, e sia da antiossidante indiretto, in grado cioè di rigenerare altri antiossidanti della cellula come il glutatione, la vitamina C e la vitamina E.  L’acido α-lipoico può rallentare l’invecchiamento cerebrale, per il suo ruolo neuroprotettivo, migliorare la funzionalità cardiovascolare e proteggere le molecole di colesterolo LDL (quello “cattivo”) dall’ossidazione. Ha un’azione protettiva contro lo stress ossidativo, contribuendo a ritardare i processi di invecchiamento.

Rallenta la progressione di malattie neurodegenerative (Parkinson, Alzheimer, Sclerosi ecc.), stabilizza le funzioni cognitive (attenzione, percezione, memoria), riduce il dolore nelle neuropatie. E’ presente soprattutto negli alimenti di origine animale, in particolare nella carne rossa; negli alimenti di origine vegetale, in particolar modo negli spinaci, nei broccoli, nei pomodori, nei cavoletti di Bruxelles, nei germogli, nel riso integrale e nella crusca. Ma il nostro cervello è ghiotto anche di zucchero, nello specifico di uno zucchero semplice chiamato glucosio.

Quando il cervello ha bisogno di energia, utilizza proprio questo zucchero, infatti, il 99% dell'energia cerebrale deriva dal glucosio in condizioni fisiologiche normali. Il glucosio è il substrato per eccellenza del tessuto nervoso e di molti neurotrasmettitori (i messaggeri chimici del nostro cervello), come il glutammato e il GABA.

Quindi sì, il glucosio fa bene al cervello. Ma quali sono le fonti migliori di glucosio? Sicuramente non quelle derivate dagli zuccheri sintetici, come gli edulcoranti o quelle dei classici “dolci” da forno (merendine, biscotti, caramelle, torte ecc.). Le fonti preferite sono quelle naturali che derivano dalle verdure, dalla frutta fresca, da frutti come il dattero o da ortaggi come la barbabietola rossa. Ma forse, il nutrimento prediletto dal cervello è l’acqua. E questo perché ne è composto per oltre l'80%.

Ogni reazione chimica che ha luogo nel cervello ne ha bisogno, compresa la produzione di energia. Niente acqua, niente energia! Pensate che anche una minima perdita di acqua, come una diminuzione del 3-4%, può causare sintomi neurologici come mente annebbiata, affaticamento, vertigini e confusione. Insomma, anche la salute del nostro cervello dipende dal nostro stile di vita e dalla nostra “educazione alimentare”.

Sta a noi impegnarci e scegliere tutti i giorni alimenti ricchi di nutrienti che ne migliorano le prestazioni e fare, se necessario, una adeguata integrazione sotto la guida di un esperto specialista.

Redazione

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