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Viabilità e trasporti | 18 aprile 2022, 07:05

Livelli pre-Covid non sostenibili nei trasporti? I pendolari piemontesi non ci stanno: “Scarsa lungimiranza della politica”

Una lunga missiva indirizzata al presidente della commissione trasporti in Regione, Mauro Fava, e rivolta alle dichiarazioni dell'assessore Gabusi, firmata da otto enti tra pendolari, comitati e associazioni ferroviarie

treno regionale

Livelli pre-Covid non sostenibili? I pendolari piemontesi non ci stanno: “Scarsa lungimiranza della politica”

Otto associazioni piemontesi legate al mondo ferroviario scrivono una lunga missiva (di cui riportiamo qualche passaggio) rivolta all’assessore ai trasporti Marco Gabusi e indirizzata al presidente della commissione trasporti viabilità in Regione, Mauro Fava. Il tema posto all’attenzione parte dagli ultimi sviluppi al contratto per il Servizio Ferroviario Regionale.

Il riferimento è in particolare alle parole pronunciate da Gabusi in una recente seduta della commissione riunita per il parere consultivo sul bilancio 2022-2024.

In particolare chiedono lumi su un passaggio dell’assessore che nella seduta ha detto: “In questo bilancio e per i prossimi 10 anni abbiamo previsto di stanziare 15 milioni (annui ndr). [...] Risorse che in passato non erano previste. Questi fondi serviranno a garantire servizi che già oggi sono presenti, ma senza queste risorse avremmo dovuto tagliare alcune tratte. [..] I 15 milioni servono per garantire il servizio, che però non potrà tornare ai livelli pre-covid perché non è più sostenibile.”

Nella missiva i firmatari sostengono che il contratto verrà sottoscritto a condizioni peggiorative rispetto al precedente. E lo spiegano nel dettaglio.

“Il contratto in vigore fino al 2018 - scrivono - poi rescisso dall’attuale Amministrazione Regionale, prevedeva una spesa di 140 milioni, ma erogava un servizio come fino a prima del Covid quindi con più corse durante la settimana, al sabato e nei festivi, le linee Bra Cavallermaggiore e Saluzzo Savigliano attive, ora sospese. Benché non soddisfacente era un’offerta discreta ma migliorabile, certamente da incrementare, mentre invece se le prospettive future fossero quelle delineate dall’Assessore Gabusi, si potrebbe parlare di un danno alla collettività in merito al servizio inadeguato a fronte di maggiori costi per le casse pubbliche.”

“I fondi - continua la lettera firmata da Comis, Afp, Comitato Ferrovie Locali, amici della Cuneo-Ventimiglia-Nizza e dai pendolari biellesi, cuneesi, torinesi, novesi e piemontesi tutti - sarebbero dovuti servire per implementare il servizio pre-Covid con la riattivazione di un primo lotto di linee sospese.”

Gli scriventi propongono la richiesta di ulteriori disponibilità da Roma oppure una migliore pianificazione con una rinegoziazione degli accordi con Trenitalia. E aggiungono.

“Il Fondo Nazionale Trasporti [...] passerà da 4,95 fino ad arrivare a 5,35 miliardi a partire dal 2026. Non siamo ancora di fronte ad un incremento adeguato rispetto alle mutate esigenze del trasporto pubblico. Ma è un segnale di inversione di tendenza.”

A monte di queste premesse le associazioni insistono sul predisporre progetti e richiedere relativi stanziamenti.

“Siamo consci che tutto ciò richiede impegno e tempo
 - prosegue - ma come vengono impiegati per trovare disponibilità finanziarie per le strade, perché analoga dedizione non la si dedica alle ferrovie? E tale compito non compete forse all’Assessore? È quanto sta facendo?”. Si chiedono.

Poi la lettera riprende il concetto di ‘non sostenibilità dei livelli pre-Covid’ espressa da Gabusi in commissione.

“La realtà è di una richiesta da parte dell’utenza di ritornare all’offerta pre-Covid. Le scelte dell’attuale Assessorato non soddisfano affatto l’esigenza di ridurre il numero dei veicoli privati, l’inquinamento, i sinistri stradali e non vanno in alcun modo verso quella transizione ecologica che dovrebbe caratterizzare anche la politica della Regione.”


Una scelta che pendolari, associazioni e comitati considerano di “scarsa lungimiranza. Il Piemonte difetta di progettazione e visione del futuro”.

“Le dichiarazioni dell’assessore - continuano - sconfessano l’orientamento espresso dalla commissione [...] con un processo partecipato con gli utenti [...], mentre non vi è stato alcun confronto.” e chiedono “una ridefinizione delle costruende clausole del contratto.” con un “confronto aperto con le associazioni dei pendolari e dei cittadini.” che non si svolga “negli uffici chiusi” ma con chi vive la “ quotidianità, fatta di ritardi, soppressioni, coincidenze mancate.”

E chiudono con una critica all’operato dell’assessore per cui valuterebbero una “incompatibilità delle sue azioni con l'incarico ricoperto, che ha tra le sue funzioni il miglioramento del servizio e della mobilità sostenibile per lo sviluppo del territorio e non, evidentemente, il suo peggioramento”.

Daniele Caponnetto - Targato Cn

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