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Cronaca | 29 dicembre 2021, 15:47

Allarme carceri in Piemonte: mancano gli spazi e i direttori scappano via

Le criticità emerse durante la presentazione del "VI Dossier delle criticità strutturali e logistiche delle carceri piemontesi" presentato dal garante dei detenuti Mellano

Bruno Mellano

Bruno Mellano

"Tutto quello che è previsto nelle leggi si deve purtroppo confrontare con la mancanza assoluta di spazi a disposizione dei detenuti. Speriamo che con i fondi del Pnrr e di quelli stanziati dal Ministero si possono prevedere interventi che sono urgenti". Lo ha detto il garante dei detenuti della Regione Piemonte, Bruno Mellano, che stamattina in via Alfieri ha presentato il 'VI dossier delle criticità strutturali e logistiche delle carceri piemontesi', un documento che sarà trasmesso al ministro della Giustizia e agli altri organi nazionali e regionali competenti. Dal dossier emerge una situazione nelle carceri piemontesi a macchia di leopardo, con progetti di eccellenza ma gravi carenze di spazi.

"Aule, capannoni, laboratori - spiega Mellano - che potrebbero essere realizzate anche attraverso l’installazione di tensostrutture o moduli prefabbricati". Nelle carceri della regione sono presenti 4.050, con il problema sovraffollamento che è stato tutt’altro che risolto. "A Torino - fa notare il garante - la capienza è di 1.060 posti, ma i detenuti sono poco meno di 1.400". A preoccupare, però, è la situazione riguardante i direttori, che solo in pochi casi scelgono di fermarsi in Piemonte.

"È inaccettabile che molte carceri del Piemonte siano vissute come sedi disagiate, luoghi in cui i direttori non vogliono venire e se vengono cercano di rimanerci il meno possibile - dice Mellano -. In Piemonte abbiamo istituti con specificità significative, penso al 41-bis a Cuneo e Novara, all’alta sicurezza a Saluzzo e Asti, ma nonostante ciò ci sono difficoltà ad avere direttori presenti in sede, una sconfitta dell’amministrazione penitenziaria. Occorre pensare a concorsi territoriali, a bandi in cui si specifica che chi viene a fare il direttore in Piemonte deve stare almeno tre anni. A Cuneo negli ultimi quattro anni abbiamo avuto cinque direttori, a Verbania addirittura in un solo anno quattro direttori, una situazione insostenibile".

Riguardo alle proposte avanzate al Ministero, per la casa circondariale Lorusso e Cutugno di Torino, il garante chiede:

- l’individuazione urgente di una struttura aggiuntiva o sostitutiva della "palazzina semiliberi", dentro e meglio fuori del muro di cinta per poter ospitare un maggior numero di persone: per ragioni di sicurezza sarebbe meglio fosse nelle adiacenze dell’istituto e sia idonea ad ospitare le persone in regime di semilibertà o ammesse al lavoro all’esterno; 

- la chiusura della sezione “Filtro”, nata come progetto d’avanguardia e trasformatasi in situazione capestro per l’Amministrazione penitenziaria: la gestione dei presunti “ovulatori” in ambito carcerario anziché sanitario; - la predisposizione di un nuovo sistema di videosorveglianza presso le aule scolastiche che sono state cablate per permettere la DAD, ciò permetterebbe di ampliare l'offerta didattica; 

- il completamento della manutenzione capillare degli spazi interni e dell’impianto idrico (con particolare attenzione ai cavedi), come segnalato anche dal Servizio di Igiene e Sanità Pubblica del Dipartimento della Prevenzione dell’ASL Città di Torino;

- la manutenzione straordinaria dell'impianto idrico di riscaldamento che necessita di essere radicalmente sostituito: gran parte dei tubi sono di ferro e piombo e risalgono all'anno di costruzione dell'istituto, per tale motivo bisognerebbe sostituirli con tubature moderne che sopportino le alte temperature dell'acqua prodotte dal teleriscaldamento; 

Nell’elenco, sono segnalati anche una serie di interventi specifici in diverse parti dell’istituto: 

- Pad. A: Condizioni deficitarie della struttura interna alle sezioni, nonché pessima situazione igienico – sanitaria nei locali doccia e barberia. Nello specifico, è stata riscontrata la presenza di muffe sulle pareti, di topi ed insetti in tutte le sezioni, nonché l’impossibilità di regolare la temperatura dell’acqua nei locali docce 

- Pad. B: Presenza di numerose infiltrazioni d’acqua sui muri delle sezioni e perdite di diversi rubinetti nei locali “barberia”, nelle docce e nelle sale socialità. In particolare, la presenza di muffe sulle pareti è molto preoccupante. In tutte le sezioni vi sono topi e insetti. Inoltre, tutte le finestre delle sezioni e delle camere di pernottamento risultano ancora schermate, impedendo il passaggio di luce naturale. Diversi materassi utilizzati all’interno del padiglione risultano scaduti da tempo. 

- Pad. C: Assenza di tettoie nelle zone passeggio del padiglione (ciò impedisce il loro utilizzo nei giorni di pioggia). La condizione strutturale delle camere di pernottamento è alquanto fatiscente. Le finestre di alcune di queste hanno dei fori e questo provoca il passaggio di spifferi, per cui risultano fredde ed umide (in particolare, sezione II). Le pareti delle docce sono invase da più strati di muffa che le rendono umide ed inaccettabili dal punto di vista igienico – sanitario. In diverse sezioni, alcune docce risultano non funzionanti. Le pareti ed i soffitti dei corridoi delle sezioni sono spesso scrostati e deteriorati. Presenza di topi nell’intero padiglione. Le sezioni dedicate alla detenzione delle persone protette o incolumi dispongono di una piccola palestra con pochissimi macchinari, molti dei quali non funzionanti. Presenza di schermature alle finestre delle sezioni e delle camere di pernottamento. 

- Pad. F: Sono presenti schermature a molte finestre delle sezioni e delle camere di pernottamento. Le docce sono ben curate, ma presentano comunque strati di muffa alle pareti. Anche qui vi sono insetti in tutte le sezioni. 

- Palazzina semiliberi: Le camerate ivi presenti hanno la sembianza di dormitori (numerosi letti per un’unica stanza, per recuperare spazio utile). I bagni hanno perdite (alcune copiose) e due alloggi su tre richiedono lavori di manutenzione, nonché di tinteggiatura. Gli spazi sono inadeguati al numero delle persone ospitate. 

- Icam (Istituto a custodia attenuata per detenute madri): Il bagno utilizzato dai parenti quando vengono a colloquio si intasa regolarmente, mentre alcuni bagni presenti nell’edificio risultano inutilizzabili a causa di intasamenti delle tubature e/o per l’assenza delle relative pulsantiere. In cucina: le cappe non sono funzionanti, così come uno dei due forni e la lavastoviglie, ed il mobilio sta lentamente marcendo. La dispensa fuori dall’edificio è inutilizzabile perché non coperta da alcuna tettoia. Nell’edificio sono presenti topi. Alcune camere sono inagibili a causa di perdite provenienti dagli appartamenti dei semiliberi (all’interno delle stanze parte dell'intonaco è completamente staccato). 

Infine, per quanto concerne il carcere minorile "Ferrante Aporti", è richiesta:

- la realizzazione di spazi dedicati all’accoglienza dei familiari, alla gestione dei momenti di incontro e affettività, predisposizione di locali il più possibile simili alla vita quotidiana e domestica che permettano veramente l’applicazione delle norme dell’Ordinamento penale minorile, almeno nelle sue parti più innovative di salvaguardia della dignità e riservatezza degli incontri con i famigliari: spesso si tratta di giovani figli o anche giovanissimi genitori; 

- la previsione di spazi dedicati per la domiciliazione sanitaria e l’isolamento dei nuovi giunti, dei sospetti positivi o degli eventuali positivi asintomatici; 

- il complessivo progetto di recupero funzionale degli spazi del vecchio padiglione detentivo minorile (oggi totalmente inutilizzati), al fine di arricchire i locali da riservare all’offerta formativa e scolastica dell’Ipm; 

- la realizzazione effettiva della sala per riunioni ed eventi, allestendo a spazio teatrale un ampio locale già esistente e poco valorizzato, secondo un progetto della Direzione che intende buttare le basi per nuove progettualità fra il dentro e fuori del carcere.

Marco Panzarella

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