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Cronaca | 07 luglio 2021, 16:40

Uccise il padre violento per difendere la madre, Alex Pompa difeso in aula dal fratello: "Choc terribile"

Loris ha ricordato la tragica vicenda del 30 aprile del 2020 a Collegno, anche se l'accusa gli contesta differenze tra quanto raccontato dopo l'omicidio e quanto ripetuto in tribunale. La Corte ha acquisito la richiesta dei due fratelli di cambiare il proprio cognome

Alex Pompa in aula - foto di archivio

Uccise il padre violento per difendere la madre, Alex Pompa difeso in aula dal fratello: "Choc terribile"

"Ero sotto choc, pietrificato". È la frase che Loris Pompa ripete diverse volte durante l'interrogatorio al processo che vede imputato per omicidio volontario aggravato dal vincolo di parentela il fratello Alex, lo studente di 19 anni, ex allievo del Prever di Pinerolo, che il 30 aprile dello scorso anno uccise a Collegno il padre, Giuseppe, 52 anni, con 34 coltellate, per difendere la madre, nel corso di una violenta aggressione da parte dell'uomo.

Loris racconta la sua versione dei fatti, mentre il pm Alessandro Aghemo gli contesta differenze tra quanto raccontato dopo l'omicidio e oggi in aula. "Ero sotto choc. Ho dei flash - ha detto ai giudici il fratello dell'imputato - vedo mio padre che va verso la cucina, Alex che lo anticipa spingendolo via, prendere un coltello a punta tonda. Poi ricordo mio padre con in mano un coltello e ho sentito un tonfo. Non ricordo più nulla".

Loris ha sostenuto di non sapere dove il fratello colpì il padre. A verbale aveva invece affermato che il fratello lo aveva fatto alla schiena. Alex, secondo gli inquirenti, ha colpito il padre con sei coltelli differenti.

"La nostra missione da quando siamo nati è stata quella di difendere nostra madre da nostro padre", ha poi aggiunto Loris Pompa, ricordando il clima di terrore in cui vivevano in casa per i continui atteggiamenti violenti del genitore.  "Era sempre ubriaco. La sera si chiudeva in cucina e si rifugiava nell'alcol", ha detto ancora Loris: "Noi figli per lui eravamo un ostacolo perché voleva distruggere nostra madre".

La Corte ha poi acquisito la richiesta dei due fratelli di cambiare il proprio cognome.

redazione

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