/ Economia e lavoro

Economia e lavoro | 11 giugno 2021, 10:30

Immobiliare, nel 2020 a Torino hanno cambiato "padrone" poco più di due case su cento. Cresce la voglia di montagna

La conferma dai numeri a consuntivo dell'Agenzia delle Entrate: l'effetto Covid si è fatto sentire sulle compravendite, più in città (-13,1%) che nell'area metropolitana (-8,6%). In salita le operazioni "in quota"

Una chiave infilata nella serratura di una porta aperta

I dati dell'Agenzia delle Entrate segnano un calo per le compravendite, sia in città che in tutta la provincia di Torino

In tutto il Piemonte, soltanto la città di Cuneo ha subito un calo più forte. Sono le compravendite di casa nel corso del 2020, anno di incertezze e timori a causa del Covid e delle restrizioni da pandemia: se nel capoluogo della Granda, infatti, acquisti e vendite di immobili sono scesi del 15% rispetto al 2019, Torino si piazza poco distante, con una diminuzione del 13,1%. 

Un dato che, però, si "ribalta" se si vanno a considerare anche le province: l'area metropolitana, infatti, mostra un calo dell'8,6%. Ma se questo è in diminuzione rispetto a quello puramente cittadino, si piazza a netta distanza da tutte le altre province piemontesi, con il Vco al secondo posto con un calo del 6,2% e il Cuneese che si allontana decisamente, riducendo il calo al 2,9%.

Pochi movimenti, sia in città che in provincia

Lo dicono i numeri dell'Agenzia delle Entrate del Piemonte, che arrivano a tracciare la riga definitiva dopo che per mesi sono gli addetti ai lavori a riportare stime, sensazioni e tendenze. In pratica, stando a queste cifre, si può dire che nel corso del 2020 a Torino-città hanno cambiato padrone poco più di due case su cento (il 2,36% per la precisione), mentre a livello provinciale il dato scende al 2,08%. A livello numerico, all'ombra della Mole sono state 11.868 le operazioni concluse tra vecchi e nuovi proprietari, dato che sale a quota 28.027 in tutta la provincia.

Soprattutto case da 50 a 85 metri quadri

A essere particolarmente gettonate, all'interno delle 11.868 operazioni, sono state le case con una superficie che varia dai 50 agli 85 metri quadri (5.527 operazioni). Non piccole, insomma, ma nemmeno enormi. Soprattutto bilocali, o al massimo trilocali. Un certo successo anche per i tagli leggermente superiori, fino a 115 metri quadri (con 2819 operazioni concluse), seguono poi le abitazioni più piccole, fino a 50 metri quadri, con 1582 operazioni.Una tendenza che, allargando l'analisi a tutta la provincia, rimane piuttosto fedele: il podio resta immutato, sulle 28.027 compravendite, con risultati che vedono - rispettivamente - 10.573, 7.214 e 2.771 operazioni.

 

Prezzi stabili, almeno in città

Nonostante il calo nelle compravendite, i prezzi al metro quadro sono rimasti però sostanzialmente stabili. A Torino città la quotazione media è di 2.127 euro, con una variazione dello 0,2% sul 2019, pressoché stabile. Più netto il calo in tutta la provincia, con la quotazione che si attesta sui 1.116 euro e una diminuzione di due punti percentuali. Si tratta di valori comunque superiori alla media piemontese, che segna rispettivamente un 1.759 euro per i Comuni capoluogo e un 997euro per le province.

Provincia di Torino, zona per zona: voglia di montagna

Analizzando le singole macro-aree della provincia torinese, si scopre che a livello puramente numerico è stata la zona della Cintura Ovest a mostrare maggiore vivacità, con 3909 transazioni sul totale di 28.027. Poi la zona a Nord (con 2.797). A livello percentuale, invece, si mostra un certo interesse per la montagna: anche se a livello numerico non sono così evidenti, le compravendite per l'area sciistica, ma anche per le zone montane a Nord e a Ovest del capoluogo hanno mostrato crescite rispettivamente del 6%, dal 22 e dell'11,8%. Aumenta anche l'interesse per la Val Sangone, che ha visto le compravendite aumentare del 14,7%.
Nella zona sciistica il prezzo al metro quadro è piuttosto alto (2047 euro), mentre risultano decisamente più abbordabili Val Sangone (1.085) e le zone montane a Nord e a Ovest (rispettivamente 671 e 683 euro).

In città vince la periferia Sud-Ovest

Analizzando invece le diverse zone di Torino-città, si scopre che delle 11.868 compravendite realizzate nel 2020 ben 4450 hanno riguardato la periferia Sud Ovest, mentre 2319 quella a nord. Poche le compravendite invece per la zona collinare (438 operazioni) e per quella storica (864). Per la periferia Sud Ovest - ovvero Carducci, Unità d'Italia, Lingotto, Santa Rita, Mirafiori, fino a Pozzostrada e Parella - la quotazione media è di 1621 euro a metro quadro, mentre per quella a Nord si scende a 1.621 euro: Madonna di campagna, Rebaudengo, Spina 4, Spina 3, Barca e Bertolla. 

 

Massimiliano Sciullo

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium