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Economia e lavoro | 05 maggio 2021, 14:18

Intesa Sanpaolo: semaforo verde ai conti del primo trimestre 2021. Messina: "Siamo al fianco di imprese e famiglie"

I conti registrano un utile netto in aumento e miglioramenti in tutti i parametri economici

Carlo Messina

Numeri positivi dopo i primi tre mesi del 2021 per Intesa Sanpaolo

Semaforo verde del Cda di Intesa Sanpaolo alla trimestrale 2021 del gruppo. Un anno iniziato sulla scia di un 2020 davvero "unico" nel suo genere, ma che diventa anche il primo banco di prova dell'operazione che ha portato al matrimonio con Ubi banca.

 

Numeri in crescita: dall'utile netto alla qualità del credito

Numeri alla mano, con queste premesse nel primo trimestre del 2021 Intesa Sanpaolo manda in archivio un utile netto pari a 1.516 milioni di euro, rispetto a un risultato nel quarto trimestre 2020 negativo per 3.099 milioni e positivo per 393 milioni se si escludono le rettifiche dell’avviamento della Divisione Banca dei Territori e le componenti relative all’acquisizione di UBI Banca e a un utile netto pari a 1.151 milioni nel primo trimestre 2020.

Il risultato corrente lordo è in aumento del 22,2%, rispetto al primo trimestre 2020, così come le commissioni nette (in crescita dell’ 8,9%), mentre i costi operativi calano del 2,6%. Migliora la qualità del credito: ii crediti deteriorati, al lordo delle rettifiche di valore, sono scesi di circa 44 miliardi dal picco di settembre 2015 e di circa 32 miliardi dal dicembre 2017, superando con un anno di anticipo, per circa 6 miliardi, l’obiettivo di riduzione pari a circa 26 miliardi previsto per l’intero quadriennio del Piano di Impresa 2018-2021. 


La patrimonializzazione è molto solida, con coefficienti patrimoniali su livelli largamente superiori ai requisiti normativi. Al 31 marzo 2021, deducendo dal capitale 1.061 milioni di euro di dividendi maturati nel primo trimestre, il Common Equity Tier 1 ratio calcolato applicando i criteri transitori in vigore per il 2021 è risultato pari al 14,9%, il Common Equity Tier 1 ratio a regime al 14,4% e il Common Equity Tier 1 ratio pro-forma a regime al 15,7%, livello top tra le maggiori banche europee.

Elevata la liquidità: a fine marzo 2021, attività liquide per 302 miliardi di euro ed elevata liquidità prontamente disponibile per 169 miliardi, mentre per quanto riguarda il supporto all’economia reale si contano circa 23 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungo termine nel primo trimestre 2021, con circa 21 miliardi in Italia, di cui circa 18 miliardi erogati a famiglie e piccole e medie imprese; circa 2.900 aziende italiane riportate in bonis da posizioni di credito deteriorato nel primo trimestre 2021 e circa 126.000 dal 2014, preservando rispettivamente circa 14.500 e 630.000 posti di lavoro. 


Messina: "Pronti a stare vicini al territorio, anche con il Piano di ripresa"

"Il nostro Paese è stato colpito duramente dall’emergenza sanitaria e sociale, con sensibili conseguenze in termini di diffusione della povertà e aumento della disoccupazione, in particolare femminile e giovanile - ha detto Carlo Messina, Consigliere Delegato e CEO di Intesa Sanpaolo -. Per avvicinarci ai livelli di occupazione evidenziati dagli altri grandi Paesi europei dobbiamo puntare sui solidi fondamentali della nostra economia: l’elevata ricchezza delle famiglie italiane, pari a 10.700 miliardi di euro, di cui 4.400 rappresentata da attività finanziarie; le nostre imprese manufatturiere, dotate di bilanci assai più solidi rispetto ai livelli precedenti la crisi del 2008; l’eccellenza del nostro export, in grado di superare, negli ultimi 5 anni, quello tedesco per oltre 4 punti percentuali.

"Come Intesa Sanpaolo - ha aggiunti -, anche in questo delicato momento per il Paese siamo pronti ad essere un punto di riferimento per una crescita sostenibile e inclusiva grazie agli oltre 400 miliardi di prestiti a medio e lungo termine che renderemo disponibili a imprese e famiglie a supporto del PNRR. Il ruolo di forte spinta alla ripresa della crescita che Intesa Sanpaolo potrà giocare si basa sui livelli di efficienza, redditività e solidità, che ci collocano ai vertici di settore in Europa".

Massimiliano Sciullo

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