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Attualità | 14 aprile 2021, 13:20

Politica, sindaci e associazioni in piazza a Torino per difendere la legge regionale contro il gioco d'azzardo [VIDEO]

Presidio davanti al Palazzo della Regione per contrastare il “blitz” della maggioranza in Consiglio: “Ostruzionismo con 20mila emendamenti come risposta al taglio della discussione in aula”

manifestazione contro il gioco d'azzardo

Politica, sindaci e associazioni in piazza a Torino per difendere la legge regionale contro il gioco d'azzardo

Un pezzo di politica piemontese, insieme a diversi sindaci del territorio, a 23 organizzazioni tra cui Libera, Acli e Sermig e alla Cgil, ha manifestato a Torino per difendere la legge regionale contro il gioco d'azzardo patologico, approvata nel 2016 dalla giunta allora guidata da Sergio Chiamparino.

Contrasto al blitz della maggioranza in Consiglio Regionale

Il presidio, andato simbolicamente in scena durante la discussione in Consiglio Regionale, aveva l'obiettivo di contrastare la modifica normativa promossa dalla maggioranza e le relative forzature: “Il testo della legge - ha spiegato il consigliere regionale del Partito Democratico Diego Sarnoè stato richiamato direttamente in aula senza essere portato in Commissione, saltando di fatto il confronto con associazioni che avrebbero illustrato la sua efficacia sia a livello occupazionale che nella riduzione del gioco d'azzardo patologico. L'ostruzionismo, con 20mila emendamenti, è l'unica risposta possibile al taglio della discussione”.

Preoccupazione sulle modifiche proposte

La preoccupazione riguarda, principalmente, gli effetti delle modifiche proposte: “Nella lista di luoghi sensibili – ha proseguito Sarno – avevamo introdotto anche i compro oro, le parrocchie, gli oratori e le scuole: in caso di approvazione le tipologie verrebbero ridotte e il loro distanziamento minimo scenderebbe da 500 a 250 metri. Inoltre, verrebbe tolta la copertura legislativa ai comuni che avevano l'obbligo di regolamentare la chiusura giornaliera di almeno 3 ore. Non possiamo permetterci di ritornare al 'far west' che c'era prima: la retroattività riguarda luoghi come bar e tabaccai che come core business non hanno le macchinette e non hanno bisogno di installarle per salvare l'attività, mentre le sale slot sono già normalmente sale scommesse”.

Difesa dei benefici apportati dalla legge

A supporto delle proprie tesi, i manifestanti hanno illustrato i benefici portati dalla legge nel contrasto al gioco patologico: “Il numero di giocatori - ha sottolineato Paolo Jarre, ex responsabile del dipartimento dipendenze dell'ASL To3si è ridotto anche oltre le aspettative e chi continua a giocare lo fa con un profilo di gravità nettamente inferiore; il risparmio economico, inoltre, è stato di 2 miliardi di euro in poco più di 4 anni mentre il fenomeno non ha comportato un aumento del gioco online”.

Jarre ha poi categoricamente respinto al mittente le accuse di aver messo in crisi il settore a livello occupazionale, mettendo in guardia dai rischi di una modifica legislativa: “I dati ufficiali - ha aggiunto – dell'Osservatorio Regionale del Lavoro dicono che non c'è stata una riduzione dell'occupazione, tutto questo contesta ufficialmente le affermazioni fatte dalla filiera commerciale".

"Il rischio è quello di un nuovo aumento delle patologie, in particolare in relazione all'utilizzo dei dispositivi più pericolosi come le slot machine automatiche, a fronte di una netta riduzione del numero di accessi ai servizi (da 1500 a 1000, ndr) negli ultimi 4 anni".

Marco Berton

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