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Economia e lavoro | 12 aprile 2021, 07:15

Torino non basta. Anche i distretti piemontesi inciampano nell'anno del Covid: 2 miliardi di export in meno nel 2020

Il calo complessivo è di quasi il 17%. Male soprattutto la moda (orafo e tessile), che zavorrano il risultato complessivo. Bene invece il cibo. Il capoluogo addirittura in doppia cifra con caffè e cioccolato

Numeri in calo monitor distretti

Il 2020 si conferma un anno complicato anche per l'export dei Distretti piemontesi

Tutta "colpa" della moda. Sono l'oreficeria di Valenza e il tessile biellese a zavorrare un 2020 che, per i distretti piemontesi, va in archivio con numeri di export assolutamente insoliti rispetto al passato e che pagano - come il resto del mondo - il conto salato del Covid.

Il Monitor dei Distretti di Intesa Sanpaolo fissa infatti in quasi 2 miliardi (1,9 miliardi, per l'esattezza) il calo dell'export dei Distretti della nostra regione, pari a una diminuzione che sfiora l 17%. Ma sono soprattutto distretto orafo e tessile (rispettivamente -44 e -27,4%) a pesare sul totale. Senza di loro, il calo sarebbe infatti limitato al -6,1%, meglio della media dei distretti italiani.

Sull'altro piatto della bilancia, invece, si piazzano altre specialità come l'agroalimentare, che da solo fa +2,8%. Proprio Torino, in particolare, può celebrare un +14,8% per Caffè, confetterie e cioccolato, a doppia cifra come Riso di Vercelli (+12,4%) e Nocciola e frutta piemontese (+11,2%). Si confermano stabili sui livelli del 2019 i Vini delle Langhe, Roero e Monferrato (-0,6%), sostenuti dalle esportazioni cuneesi verso gli Stati Uniti. Un lieve calo caratterizza infine le esportazioni 2020 dei Dolci di Alba e Cuneo (-1,2%).

Il 2020 è stato invece un anno nettamente in calo per la Meccanica, che ha chiuso a -19%, registrando una contrazione più intensa rispetto alla media italiana (-11,8%). Ha retto meglio il distretto della Rubinetteria e valvolame di Cusio Valsesia (-10,8%), mentre anche i Frigoriferi industriali di Casale Monferrato mandano in archivio un anno di sofferenze (-14,9%). Seguono

le Macchine utensili e robot industriali di Torino (-29,1%). Il distretto in maggiore difficoltà è però quello delle Macchine tessili di Biella (-33%).

L'unico distretto piemontese del sistema casa a respirare è quello dei Casalinghi di Omegna, che ha limitato le perdite a -8,2%.

Male le esportazioni dei due Poli tecnologici piemontesi, per un calo del 14,2%

corrispondente a 222 milioni di euro. È andato meglio il Polo Ict di Torino, che ha limitato la perdita a -4,7%, grazie al comparto computer e unità periferiche; maggiori difficoltà per il Polo aerospaziale del Piemonte, che chiude l’anno a -21,5%. 

In termini di mercati di sbocco, i cali più rilevanti hanno riguardato Svizzera, Francia, Stati Uniti, Hong Kong, Regno Unito e Spagna. In aumento le esportazioni verso Canada e Australia. L’Irlanda ha visto quasi triplicare le esportazioni dei distretti piemontesi, perché scelta come base logistica da un importante operatore del distretto orafo di Valenza.

Chiudiamo un anno difficile con perdite che non avremmo mai voluto vedere, ma purtroppo attese - commenta Teresio Testa, direttore regionale Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria di Intesa Sanpaolo -. Stiamo ora lavorando per sostenere l’intero sistema verso una transizione che la pandemia ha accelerato, ma che sarebbe stata comunque necessaria. Abbiamo messo a disposizione del Nord Ovest 5,3 miliardi di euro da investire subito in digitalizzazione, conversione green delle produzioni, innovazione. Offriamo alle nostre imprese anche percorsi di formazione e accompagnamento sui mercati esteri. Il Piemonte ha le competenze e le aziende capofiliera che possono fare da traino per scrivere nuove pagine di crescita”. 

Massimiliano Sciullo

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